Libri di Elena Randi
La grande stagione del balletto russo. Fra Ottocento e Novecento: tradizione e avanguardia
di Elena Randi
editore: Audino
pagine: 136
Il volume focalizza l'attenzione sul balletto russo tra gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi trent'anni circa del Novec
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La modern dance. Teorie e protagonisti
di Elena Randi
editore: Carocci
pagine: 165
Il volume offre un quadro dell'importante fenomeno della "modern dance" americana fra il 1915 e gli anni Cinquanta
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Il teatro romantico
di Elena Randi
editore: Laterza
pagine: 236
Tra gli ultimissimi anni del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento il teatro romantico ha animato una grande stagione di fermenti artistici e di audaci sperimentazioni sulle scene europee. Elena Randi ne traccia un ricco panorama, analizzando le teorie e i luoghi scenici, i generi spettacolari 'minori' e l'arte attorica, le scenografie e i costumi, la drammaturgia e la complessiva messinscena. Questo ampio quadro mette a fuoco come la tradizione italiana si differenzi dalla situazione delle grandi capitali dello spettacolo in Francia, Inghilterra e Germania: se l'una tende a essere centrata sulla figura del primo attore, l'altra pone un forte accento sull'insieme dei coefficienti scenici. Possiamo leggere, nelle caratteristiche del Romanticismo teatrale, le linee genetiche e i destini della scena moderna.
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Protagonisti della danza del XX secolo. Poetiche ed eventi scenici
di Elena Randi
editore: Carocci
pagine: 258
Il volume tratta di nove coreografi di primissima grandezza attivi in un periodo compreso tra la nascita delle avanguardie storiche e la conclusione del xx secolo e ne analizza la poetica e il modo in cui ciascuno di loro la traduce nell'evento scenico. Gli artisti prescelti (Loie Fuller, Isadora Duncan, Vaclav Nijinskij, Mary Wigman, Martha Graham, Alwin Nikolais, Merce Cunningham, Simone Forti e Pina Bausch) marcano tappe fondamentali della danza di ricerca nell'epoca di riferimento. Molti di loro celebrano il corpo del danzatore, convinti che il fisico non costituisca affatto una sfera minore rispetto allo spirito, mentre altri tendono ad occultarlo, in certi casi "fondendolo" con lo spazio circostante e così trasformandolo in altro da sé; c'è chi mira ad esprimere lo sfaccettato mondo interiore e chi si propone di cancellare o almeno di ridurre l'elemento emotivo; taluni coreografi seguono unplot, di contro ad altri che abbandonano ogni intento "letterario" spesso a favore di una sintomatica focalizzazione sul significante, o ad altri ancora la cui fonte ispiratrice principale risiede nell'arte figurativa.
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