Libri di Etienne de La Boëtie
Discorso sulla servitù volontaria
di Etienne de La Boëtie
editore: Garzanti
pagine: 96
Pubblicato clandestinamente nel 1576, il libello del grande umanista francese ha per bersaglio non solo il tiranno della tradi
Disponibilità immediata
Discorso sulla servitù volontaria
di Etienne de La Boëtie
editore: Liberilibri
pagine: 63
Il "Discours de la Servitude volontaire, ou le Contr'Un", scritto presumibilmente intorno al 1550, appartiene a quella eletta
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Discorso sulla servitù volontaria
di Etienne de La Boëtie
editore: Chiarelettere
pagine: 112
Tre motivi per leggerlo: Perché fa capire meglio di tanti saggi attuali i meccanismi che ci inducono a servire chi ha il poter
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Discorso sulla servitù volontaria
di Etienne De La Boetie
editore: La vita felice
pagine: 104
Manifesto di rivolta verso il potere politico e religioso dell'epoca, visto dall'autore come un attentato ai diritti dell'individuo.
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Discorso sulla servitù volontaria
di Étienne de La Boétie
editore: Chiarelettere
pagine: 74
Talismano dei disobbedienti, manifesto segreto di ogni libertario: il "Discorso della servitù volontaria" è un capolavoro clandestino che non perdona. Intrattabile e senza fissa dimora dal giorno in cui vide la luce, contiene la resa dei conti di un giovane e di un nobile, Étienne de La Boétie incarna entrambe le qualità, con le passioni collettive più enigmatiche da decifrare: la paura della libertà e l'ansia della dipendenza. L'oppressione si regge infatti anche sulla connivenza delle vittime, uomini che amano le proprie catene più di se stessi. Prefazione di Paolo Flores d'Arcais.
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Discorso sulla servitù volontaria
di Etienne de La Boëtie
editore: Edizioni Immanenza
pagine: 76
"(...) vorrei solo comprendere come è possibile che tanti uomini, tanti paesi, tante città e nazioni tollerino talvolta un solo tiranno, che non ha altro potere che quello che gli danno; che ha il potere di nuocere loro solo finché essi possono sopportarlo; che non potrebbe far loro alcun male, se non quando essi preferiscono sopportarlo piuttosto che contraddirlo. È davvero sorprendente, e tuttavia così comune che c'è più da dispiacersi che da stupirsi nel vedere milioni e milioni di uomini servire miserevolmente, col collo sotto il giogo, non costretti da una forza più grande, ma perché sembra siano ammaliati e affascinati dal nome solo di uno, di cui non dovrebbero temere la potenza, visto che è solo, né amare le qualità, visto che nei loro confronti è inumano e selvaggio."
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