Libri di Ettore Mo
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I dimenticati
di Ettore Mo
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 218
I protagonisti di questi reportage di Ettore Mo sono i guerriglieri bambini della Colombia o le popolazioni del sud-est della Nigeria vittime della "cecità dei fiumi", provocata dalle larve di una mosca che colpiscono il nervo ottico. Sono gli sciamani siberiani o le due anziane signore che sono le ultime discendenti degli indios della Terra del Fuoco. Sono i ragazzi di strada svedesi a cui un industriale insegna a costruire aeroplani, o gli ospiti di una casa di cura viennese per malattie mentali, riservata ad artisti e pittori. Tante storie che hanno un tratto in comune: i loro protagonisti vivono ai margini del mondo globalizzato in cui siamo abituati a muoverci, in territori in cui di solito non osiamo avventurarci.
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Kabul
di Ettore Mo
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 292
Ettore Mo è arrivato a Kabul per la prima volta nel giugno del 1979 per documentare le fasi iniziali della guerriglia dei mujaheddin contro il regime rivoluzionario appoggiato dai russi. Sei mesi dopo l'Unione Sovietica avrebbe mandato le sue truppe d'occupazione, e da allora l'Afghanistan non avrebbe avuto più pace. In tutti questi anni, Mo è tornato, anche illegalmente, su quelle montagne, dove ha conosciuto e intervistato i capi della guerriglia islamica, uniti contro i russi e divisi dopo la vittoria, e ha visto da vicino l'avanzata dei Talebani, appoggiati dal Pakistan e, a lungo, dall'Arabia Saudita e dalle compagnie petrolifere americane.
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Gulag e altri inferni
di Ettore Mo
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 227
Ettore Mo ha visitato in un lungo viaggio in Siberia molte isole dell'Arcipelago Gulag, la rete di campi di lavoro e di prigionia in cui hanno sofferto milioni di vittime del comunismo sovietico, e ha raccolto le storie drammatiche che i sopravvissuti raccontano. Con la stessa umanità il giornalista descrive altri inferni, come l'Aghanistan e l'America Latina dilaniati dalla guerriglia e dall'oppressione. Ma il mondo di oggi non è solo un cumulo di macerie provocate dalla sopraffazione, dall'odio, dal cieco fanatismo ideologico. Ci sono persone che, in silenzio, cercano di costruire, invece di distruggere: come le bambine israeliane e palestinesi che insieme danno vita a un giornale a Tel Aviv.
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Sporche guerre. Dall'Afghanistan ai Balcani le avventure e gli incontri di un grande inviato
di Ettore Mo
editore: Rizzoli
pagine: 293
Dal "Vietnam" sovietico dell'Afghanistan alla guerriglia peruviana, dal "cimitero dei vivi" delle carceri turche al mattatoio
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