Libri di Eugenio Montale
Fuori di casa
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
Secondo libro di prose dopo "Fartalla di Dinard", "Fuori di casa" raccoglie scritti di viaggio che risalgono agli anni dal 194
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Lettere a Clizia
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 421
Nella primavera del 1933 una giovane italianista americana che ha letto "Ossi di seppia" si reca a salutare Montale, allora direttore del Gabinetto Viesseux, a Firenze. È l'inizio di una intensa relazione che tra alterne vicende durerà fino al 1939. Cantata col nome di Clizia, dedicataria delle Occasioni ("a I.B."), l'identità di questa donna è rimasta a lungo nell'ombra. Col tempo, dopo la morte di Montale, si è a poco a poco scoperto che la donna dagli "occhi di ghiaccio" era Irma Brandeis, un'ebrea americana studiosa di Dante che nel 1983 ha donato al Gabinetto Viesseux le 150 lettere che Montale le scrisse, chiedendo che fossero secretate per vent'anni. I vent'anni sono ormai trascorsi, e questi documenti vengono oggi pubblicati.
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La bufera e altro
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 95
Montale occupa, nella poesia italiana del Novecento, il posto che Leopardi ha in quella dell'Ottocento: è l'autore più importa
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Quaderno di quattro anni
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 473
"Quaderno di quattro anni" uscì da Mondadori nel 1977. I centoundici componimenti che ne fanno parte risalgono al periodo 1973-77: si tratta quindi di: iun libro composto a cavallo dell'assegnazione del Nobel, in sintonia con le considerazioni svolte dal poeta nel discorso pronunciato a Stoccolma: È ancora possibile la poesia? Ed è anche una summa della sua intera storia poetica e ideale: un bilancio, letterario ed esistenziale, nel quale tornano gli echi degli scrittori amati - Svevo in primis - e le figure di donne da sempre protagoniste dei suoi versi, Annetta, Clizia e Mosca. L'io lirico di un poeta più che maturo riflette sul proprio percorso e riscopre pressoché immutati i temi degli esordi, le grandi domande degli inizi: Caso o Necessità, vuoto o indifferenza, sopravvivenza o Nulla. E tra mito, storia, cronaca e tragedia, anche in questo libro il pessimismo montaliano si conferma come "l'altra faccia di una; fede profonda". L'edizione, curata da Alberto Bertoni con la collaborazione di Guido Mattia Gallerani, oltre a introduzione, commento e note ai testi, è arricchita da un efficace scritto del critico Cesare Garboli e da un ampio saggio del poeta Giorgio Orelli.
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Auto da fé
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 377
In un momento di silenzio della produzione poetica, tra "La bufera" (1956) e "Satura" (1971), Eugenio Montale pubblica "Auto da fé" (1966), raccolta di oltre novanta articoli sull'arte, la poesia e il loro ruolo nella società. Tra questi, usciti a stampa tra il 1925 e il 1966, spicca il nucleo risalente agli anni '45-46, quelli dell'impegno politico e civile del poeta nella neonata Repubblica Italiana. Non si tratta solo di una testimonianza, per quanto elevata, del "secondo mestiere" montaliano, quell'attività giornalistica necessaria all'intellettuale per guadagnarsi da vivere, ma di una vera e propria integrazione del suo canzoniere: la prosa diventa qui alimento e commento della poesia. Temi, sensibilità e tono sono squisitamente montaliani: le pagine sono piene di briosa tensione, animate da un'ironia a tratti sprezzante; la lingua precisa, limpida, è immune da concessioni alle mode. "Auto da fé" costituisce dunque uno dei titoli chiave per comprendere e apprezzare Montale: lungi dall'essere una raccolta di scritti d'occasione, definisce un concetto di arte che si sublima in poetica personale.
Fuori catalogo
Tutte le poesie
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 1094
«La mia poesia va letta insieme, come una poesia sola
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