Libri di Fabio Galimberti
Il corpo e l'opera. Volontà di godimento e sublimazione
di Fabio Galimberti
editore: Quodlibet
pagine: 165
Di che cosa abbiamo paura? Del nostro corpo, rispondeva Lacan. E non perché il nostro corpo abbia dei bisogni fisiologici - come la fame, la sete, il sonno -, richieda continue cure per mantenersi sano o ci dia sofferenza e preoccupazione perché si ammala. Il nostro corpo ci fa paura perché è estraneo. Un corpo estraneo. Perché è animato da una esigenza in cui non ci riconosciamo, che non riusciamo a ricondurre alle buone ragioni del senso, che supera la nostra capacità di controllo, ci trascende e ci fa male. Questa esigenza è la causa della nostra angoscia. Freud l'ha chiamata pulsione, Lacan godimento. L'autore opera qui una revisione psicoanalitica di questa volontà estranea che è alla base della nostra paura. Come affrontare questa paura è l'altra questione trattata nel libro, dove si riesamina il concetto cruciale, ma finora poco elaborato nella psicoanalisi, di sublimazione, indicandolo come un possibile perno di una "nuova alleanza" con questa strana volontà che abita il nostro corpo. La sublimazione, completamente ripensata a partire dall'insegnamento di Lacan, viene proposta come un modo vivibile di dire di sì alla pulsione/godimento senza esserne sottomessi, senza pagare con la propria carne, ma con il corpo dell'opera. Presentazione di Antonio di Ciaccia.
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Wilfred R. Bion
di Fabio Galimberti
editore: Mondadori bruno
pagine: 256
L'intreccio tra le vicende biografiche e lo svolgersi del pensiero innovativo di Wilfred Ruprecht Bion, dagli anni della formazione all'impegno nella psichiatria militante, dal lavoro sui gruppi alla pratica psicoanalitica individuale. Mettendone in rilievo i temi e le prospettive, il libro ricostruisce lo sviluppo teorico dell'analista che, a partire dall'ideazione della tecnica del "gruppo senza leader" e dalla formulazione di un modello cruciale per la comprensione delle dinamiche di gruppo, è giunto a indagare la natura, la genesi e i disturbi del pensiero, a tentare una formalizzazione della psicoanalisi e a proporre come finalità della cura una transizione dell'acquisizione di sapere all'assunzione della verità soggettiva.
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