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Libri di Fabrizio Denunzio

Ospitalità e spirito del capitalismo. Teorie, storie, istituzioni

di Fabrizio Denunzio

editore: Ombre Corte

pagine: 120

La globalizzazione ha intensificato i movimenti migratori internazionali negli ultimi cinquant'anni, portando all'attenzione d
Disponibilità immediata
10,00

Morti senza sepoltura. Tra processi migratori e narrativa neocloniale

editore: Ombre Corte

pagine: 107

"Migranti economici" o "migranti politici"? Queste classificazioni ciniche e strumentali, forgiate nei laboratori di tanta soc
Ordinabile
10,00

L'inconscio coloniale delle scienze umane. Rapporto sulle interpretazioni di Jules Verne dal 1949 al 1977

di Fabrizio Denunzio

editore: Orthotes

pagine: 98

A partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, il panorama culturale francese assiste a una vera e propria Verne renaissa
Ordinabile
16,00

Metamorfosi e potere. Il conflitto vitale tra Canetti e Adorno

di Fabrizio Denunzio

editore: Ombre corte

pagine: 142

Nel marzo del 1962, Theodor W. Adorno, filosofo e sociologo tra i più importanti della Germania del secondo dopoguerra, intervista alla radio Elias Canetti, futuro premio Nobel per la letteratura, sui temi principali del suo trattato socio-antropologico "Massa e potere", pubblicato nel 1960. Quella che in apparenza potrebbe presentarsi come una pacifica trasmissione informativa su di una novità editoriale, in realtà nasconde un vero e proprio conflitto tra i due protagonisti sul significato da attribuire a fenomeni e concetti, così determinanti per il destino del XX secolo, quali "massa" e "potere". A svolgere un ruolo decisivo sulle sorti del confronto sono le performance di Adorno e Canetti. Nei loro comportamenti radiofonici, in effetti, si trovano coinvolti paradigmi sociologici, modelli di lavoro astratto, funzioni e usi dei media. La radio e il suo linguaggio, così, se da un lato diventano l'arena dello scontro, dall'altro finiscono col rappresentarne la reale posta in gioco, a dimostrazione che, nelle società a capitalismo avanzato, le lotte politiche si vincono solo sapendo comandare sui mezzi di comunicazione di massa. Una lotta per il potere che Adorno conosceva molto bene e che Canetti imparerà a sue spese. Di questa intervista, di cui si ripropone la trascrizione integrale, il lavoro di Denunzio intende dunque restituirne la natura comunicativa.
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13,00

Quando il cinema si fa politica. Saggi su «L'opera d'arte» di Walter Benjamin

di Fabrizio Denunzio

editore: Ombre corte

pagine: 105

Nel 1936 Walter Benjamin pubblica "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". L'entusiasmo dell'autore per le capacità rivoluzionarie del cinema è stato quasi sempre "stigmatizzato" come un'ingenua credenza in un'utopia tecnologica. Il presente volume dimostra che non si trattava di ingenuità, ma di un preciso progetto teorico: la riformulazione di alcune categorie del marxismo classico. L'autore individua un'interazione tra concetti marxiani e alcuni elementi che Benjamin vede al lavoro nella macchina-cinema (montaggio, attore, divertimento). Alienazione, ideologia, dialettica, storia, internazionalismo e valore, osservati attraverso le lenti dell'opera d'arte, offrono nuova linfa alla comprensione del presente. "Quando il cinema si fa politica" legge il saggio benjaminiano come un tentativo di interpretare il mondo per trasformarlo, quindi come un testo di teoria e di prassi politica senza limitarlo alla sola dimensione estetica o sociologica. E per questo motivo che, ben oltre il cinema, nell'opera d'arte troviamo un modello epistemico diretto a tutti i mezzi di comunicazione, vecchi e nuovi: non tanto strumenti di condizionamento e controllo, ma possibilità di trasformazione culturale.
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