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Libri di Forti Gabrio

Esame avvocato. Commentario breve al Codice penale. Complemento giurisprudenziale. Edizione per prove concorsuali ed esami 2022 ammessa all'esame di avvocato

editore: Cedam

pagine: 3800

Si tratta della nuovissima edizione 2022 del Complemento Giurisprudenziale al Codice Penale ammesso all'esame di Avvocato
130,00

Commentario breve al codice penale. Complemento giurisprudenziale. Edizione per prove concorsuali ed esami 2021

editore: Cedam

pagine: 3800

Si tratta della nuovissima edizione del Complemento Giurisprudenziale al Codice penale
106,00

Commentario breve al codice penale. Complemento giurisprudenziale. Edizione per prove concorsuali ed esami 2020

editore: Cedam

pagine: 3600

"Il Commentario al Codice Penale (Breviaria Iuris), Edizione per prove concorsuali ed esami", raccoglie le massime relative ad
106,00

Manuale di diritto penitenziario

editore: Cedam

pagine: 304

Il Manuale vuole offrire non solo agli studenti, ma a tutti gli operatori del settore uno sguardo sulla questione penitenziari
32,00

La cura delle norme. Oltre la corruzione delle regole e dei saperi

di Gabrio Forti

editore: Vita e pensiero

pagine: 221

Lo stato della giustizia penale è lo specchio della salute morale di una società
16,00

Commentario breve al codice penale. Complemento giurisprudenziale. Edizione per prove concorsuali ed esami 2019

editore: Cedam

Il Codice raccoglie le massime relative ad ogni articolo del Codice penale ed è ammesso alle prove scritte per l'esame di Avvo
106,00

Umanità in trincea. Voci di giustizia da una Grande Guerra senza pace

editore: Vita e pensiero

pagine: 232

La trincea, con «la sua nervosa ossessione di ciò che sta tramando 'l'altra parte'», si è insediata nelle mentalità con la Gra
25,00

Commentario breve al codice penale. Complemento giurisprudenziale. Appendice di aggiornamento 2018

editore: Cedam

pagine: 314

Quest'appendice di aggiornamento al Commentario Breve al Codice Penale raccoglie le più rilevanti pronunce delle Corti Costitu
35,00
220,00

La televisione del crimine

di Gabrio Forti

editore: Vita e pensiero

pagine: 792

I mass media esercitano un formidabile impatto sui modi di pensare anche delle persone meno propense a lasciarsi suggestionare. I fatturati del mercato pubblicitario sarebbero del resto inspiegabili se coloro che vi investono non pensassero di poter orientare le scelte di lettori e telespettatori. In campo criminale, giornali e televisioni, più che essere causa diretta di comportamenti delittuosi (cosa non facile da dimostrare), influenzano le modalità con cui il pubblico percepisce e interpreta i fatti e, indirettamente, condizionano la pressante, e spesso irrazionale, domanda di sicurezza rivolta alla politica. La monetizzazione del tempo televisivo e dello spazio giornalistico (sempre più forte da quando anche i media sono diventati attori della new economy) rimuove o contrae il tempo del pensiero e del discorso. «L’informazione è come il caffè: è buona quando è calda e forte». così i ‘messaggi’ si appiattiscono sul dominio del senso comune, sul registro del curioso, del divertente, del sensazionale e del pruriginoso. Di qui l’interesse dei media per i crimini, in particolare i più violenti ed efferati. Nelle rare occasioni in cui si occupano anche del crimine economico, essi vanno subito alla ricerca di un ‘capro espiatorio’, invece di aiutare lettori e spettatori a comprendere l’accaduto. La ‘torcia fiammeggiante’ che giornali e televisioni brandiscono quando si occupano del crimine è spesso impugnata, più che per chiarire e approfondire gli eventi, per far presa sul pubblico attraverso il ‘delitto di turno’, in grado di ripagare con migliori indici di ascolto il prezioso tempo mediatico investito. Alla luce di tali considerazioni, questo libro presenta e discute un’imponente ricerca criminologica, psicologica e mediologica sulla rappresentazione televisiva e giornalistica del crimine in Italia, raccogliendo le voci di alcuni tra i massimi esperti mondiali della materia, oltre che di autorevoli giornalisti, chiamati a commentare i risultati dell’analisi svolta sulle loro testate.
40,00

Il prezzo della tangente

La corruzione come sistema a dieci anni da 'mani pulite'

di Gabrio Forti

editore: Vita e pensiero

pagine: 282

La tangente ha un prezzo, non solo nel senso ovvio di danaro corrisposto a un politico o a un funzionario pubblico in cambio di favori illegali. Essa ha un prezzo anche e soprattutto perché produce danni spesso non evidenti, ma sempre profondamente corrosivi del tessuto sociale. Sotto il profilo economico comporta una cospicua sottrazione di risorse al mondo produttivo; determina distorsioni nei meccanismi del mercato; costituisce un aggravio per il bilancio dello Stato, il cui conto viene pagato dal contribuente; altera le scelte degli amministratori verso le iniziative più lucrose per le casse personali e/o del partito. Ma il prezzo si fa ancora più alto sul versante etico-civile. In un contesto come quello del nostro Paese, dove la pratica della corruzione ha costituito e costituisce uno stringente sistema di relazioni contrapposto a quello della legalità, sono le basi della democrazia a risultarne minate. In questo senso, davvero onerosi sono i prezzi pagati dalla collettività: il principio dell’uguale accesso dei cittadini ai benefìci dello Stato cede il passo alla cultura clientelare dell’‘entratura’; si sfibra la fiducia nella Pubblica Amministrazione e nella sua imparzialità, requisito essenziale dell’ordine sociale, ingenerando nella mentalità diffusa il sospetto sistematico verso le istituzioni. Queste smarriscono la necessaria oggettività e autonomia dagli interessi di chi le rappresenta, rendendosi inidonee a svolgere quel ruolo di collante civile da cui largamente dipende la sicurezza e, quindi, la libertà di tutti i cittadini. Oltre dieci anni fa ‘mani pulite’, grazie a un singolare concorso di circostanze favorevoli, scoperchiò il mefitico vaso di Pandora di ‘tangentopoli’. Sembrò all’opinione pubblica che venisse inferto un duro colpo al nesso tra corruzione e politica, se non nel senso di un suo definitivo sradicamento, almeno in quello di una sua riconduzione ai livelli fisiologici di una moderna democrazia. E tuttavia, il sistema delle tangenti non solo permane, ma, paradossalmente, si ripresenta ancora più vigoroso, come rafforzato da una sorta di selezione darwiniana. Sullo sfondo dell’inevitabile scemare dell’attenzione dell’opinione pubblica, e quindi anche del suo esplicito consenso all’operato della magistratura, va registrato che non sono state avviate incisive politiche di contrasto alla corruzione e, anzi, che talune recenti scelte normative sembrano ostacolare la capacità dell’ordinamento di produrre i necessari anticorpi nei confronti del cancro corrosivo della tangente. Questo volume, in cui convergono la prospettiva penalistica, criminologica, politologica e internazionalistica, non ha intenti commemorativi della stagione di ‘mani pulite’. Gli autori, specialisti della materia, si propongono, invece, di descrivere il fenomeno della corruzione e di comprenderne i meccanismi palesi, e soprattutto occulti, combinando riflessione teorica, prassi giudiziaria e attualità politico-sociale. In un dibattito pubblico più incline alle logiche di schieramento che alla rigorosa lettura della realtà e del suo significato, il libro offre stimolante materia di riflessione. Insieme, aiuta a tenere desta l’istanza etica di coloro che non si rassegnano a considerare la corruzione prassi normale, ma sono ancora desiderosi di fronteggiarla.
20,00

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