Libri di Francesca Rigotti
Clemenza
di Francesca Rigotti
editore: Il Mulino
pagine: 136
Virtù giuridica, morale e politica: il coraggio di praticarla Chi esercita o dovrebbe esercitare la clemenza: il giudice miser
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Partorire con il corpo e con la mente. Creatività, filosofia, maternità
di Francesca Rigotti
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 178
Se ha ragione C. S. Peirce a sostenere che siamo spinti a produrre pensiero soprattutto quando qualcosa ci frastorna, e lo facciamo per ritrovare l'equilibrio perduto, le incombenze di una madre dovrebbero risultare le più congeniali alla creatività della mente. Ma per la tradizione filosofica occidentale "cuore di mamma" non si concilia affatto con "testa di mamma", anzi sembra precluderne addirittura la possibilità. Dove si muovono le viscere, non c'è posto per l'astrazione. Maneggiando con sapiente garbo e al tempo stesso con giudizio saettante dottrine, mitologie, teologhemi, Francesca Rigotti capovolge tale luogo comune: le cure domestiche attivano un sensorio estetico e morale che, lungi dall'ostacolare la riflessione, offre un prezioso vantaggio speculativo. Una prospettiva "praticalista" che ha radici nell'esperienza di Rigotti filosofa e madre di quattro figli, arruola figure esemplari - come la prolificissima G. E. M. Anscombe, studiosa di Wittgenstein - e rifà all'inverso il cammino di una delle metafore più comuni, quella della concezione e del parto intellettuali. Esclusi dalla procreazione carnale, i filosofi se ne sono appropriati in modo traslato, e ne hanno coniato una versione eroica e spiritualizzata che ha finito per obliterare la figura della madre. È venuto il momento di restituirle la centralità all'interno delle "cose prime".
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La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria
di Francesca Rigotti
editore: Il mulino
pagine: 116
Questo non è l'ennesimo libro di ricette, bensì un testo di filosofia, ma di una filosofia particolare
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Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare
di Francesca Rigotti
editore: Il mulino
pagine: 180
Filare, pensare, scrivere tutte azioni che sgorgano da questa necessità primordiale di imprimere una forma, una direzione, un senso. Già la Bibbia indicava, accanto al bisogno del cibo, quello di avere una 'seconda pelle' come protezione. Filava Eva, tesseva Penelope, cuciva e lavorava a maglia Maria. Dal filo di Arianna alla tela di Aracne, dalla corda di Ananke alle abilità tessili di Atena, il volume segue il farsi metaforico del filo, del tessuto e dell'intreccio, per approdare al contenuto simbolico del vestire e dello spogliare, che evocano l'interno e l'esterno del corpo, l'ambito morale e quello materiale, sofisticazione e virtù, menzogna e verità.
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La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria
di Francesca Rigotti
editore: Il mulino
pagine: 101
La nuova edizione di un testo che è una divagazione sui rapporti fra cucina e filosofia. Filosofare e cucinare, attività antichissime, sono rimaste sovente estranee l'una all'altra anche per la differenza di genere tra coloro che le svolgono: ambito femminile per eccellenza la cucina, territorio squisitamente maschile la filosofia. Conoscere e mangiare sono fatti della stessa pasta e sono figli della stessa madre: divorare un libro, digerire un concetto, avere sete di sapere, sono tutte metafore che manifestano questa familiarità. L'elaborazione dei cibi al pari di quella delle idee è retta dall'abilità di combinare l'unico col molteplice, dalla perizia di contrapporre e congiungere elementi in un universo ordinato secondo leggi, logiche e rituali precisi.
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Il pensiero pendolare
di Francesca Rigotti
editore: Il Mulino
pagine: 125
In questo libro si parla di un tipo particolare di movimento, il movimento del pendolo, che accompagna un tipo particolare di pensiero, il pensiero pendolare. Il pendolo è qui simbolo di esperienza e modello di conoscenza: oscilla fra un estremo e l'altro, avanza e poi ritorna arricchendosi ad ogni passaggio, sta nella propria tradizione ed esperienza, e poi ne esce, entra nel nuovo e nell'ignoto, per ritornare ancora nel consueto. Del pendolo e del movimento pendolare l'autrice traccia una mappa culturale in cui, accanto ai riferimenti mitologici, letterari e filosofici, trova spazio anche la sua esperienza autobiografica.
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Gola. La passione dell'ingordigia. I 7 vizi capitali
di Francesca Rigotti
editore: Il Mulino
pagine: 116
È il vizio che si vede, perché inscritto nella carne, oltre che nell'anima: cosa si può dire che non sia già stato detto sulla gola, sul vizio che con la sua diffusione planetaria è alla base del fenomeno dell'obesità globale o "globesity", come viene chiamata l'epidemia mondiale del sovrappeso? Si possono illustrare, accanto ai caratteri tradizionalmente attribuiti a questo peccato, tutti gli aspetti moderni che l'hanno modificato, attraverso gli eccessi del fast food e della McDonaldizzazione da un lato, e la ricerca dello slow food, del cibo genuino, biologico dall'altro. Il libro ripercorre le vicende dell'ingordigia, dagli smisurati e tragici banchetti del mondo antico ai menu del commissario Montalbano, dagli abusi gastronomici delle tavole imperiali all'insaziabile ingurgitare di Pantagruele. Se il rapporto col cibo è sempre stato difficile, ancor più difficile è trovare una misura tra concessione e proibizione. Ma poi peccato o malattia? Vizio volontario o predisposizione genetica, come si chiedono oggi dietologi e medici?
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Le piccole cose di Natale. Un'interpretazione laica
di Francesca Rigotti
editore: Interlinea
pagine: 94
Anche questo nuovo libro di Francesca Rigotti, come il precedente "La filosofia delle piccole cose", "aiuta a reimparare l'esercizio smarrito di riconoscere il significato delle cose che la cultura egemone ha decretato insignificanti" (come ha scritto Gaspare Barbiellini Amidei sul "Corriere della Sera"). Partendo da spunti quotidiani legati al tema e alle parole delle "piccole cose" del Natale, come i regali, i dolci, il pupazzo di neve, il presepe, la candela, la renna o i canti, ma anche Babbo Natale, l'autrice che vive in Germania, insegna nelle università di Lugano e Zurigo - propone un esercizio fra sapere, intuizione e riflessione adatto a questo particolare periodo dell'anno. Così "in questo momento in cui assistiamo allo sviluppo immateriale e virtuale dell'informazione, ben venga l'albero a ricordarci la concretezza della materia e la presenza dura delle cose".
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La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria
di Francesca Rigotti
editore: Il mulino
pagine: 101
Filosofare e cucinare sono attività rimaste spesso estranee l'una all'altra anche per la differenza di genere fra coloro che le svolgono: cuoche le donne, filosofi gli uomini. Ma conoscere e mangiare sono fatti della stessa pasta, come ci rivelano innumerevoli metafore: divorare un libro, digerire un concetto, masticare un po' di latino, aver sete di sapere. Preparare cibi o pensieri: vale l'abilità di contrapporre, separare e congiungere elementi in un universo ordinato secondo leggi, logiche, rituali precisi. Proviamo dunque ad entrare in una cucina filosofica, dove questi due mondi si riuniscono: mangiando olive e fichi secchi con Platone, seduti alla tavola di Kant, a merenda con Kierkegaard, nei ristoranti della Rive gauche con Sartre.
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Il pensiero delle cose
di Francesca Rigotti
editore: Apogeo Education
pagine: 96
Questo è un libro che parla del pensiero delle cose, della nostra riflessione sulle cose e del pensiero che alle cose appartiene. Francesca Rigotti valorizza tutti quei piccoli oggetti della nostra vita quotidiana, ci insegna a pensare alle cose, a dare loro un significato mostrandoci come siano degne non solo della nostra attenzione ma anche di una trattazione filosofica. Un pendolo, una sedia, una scarpa, una finestra, una pentola, uno specchio, una piega e una scala sono veramente oggetti privi di interesse? Facendo qualche esercizio filosofico su queste cose ordinarie scopriamo che la loro realtà è diversa da come siamo abituati a pensare. Cosa possiamo concludere? Certo che non dobbiamo ingigantire queste cose fino a considerarle elefanti ma... non è forse vero che sono qualcosa di più che singole, piccole mosche? Scritto in modo semplice questo libro introduce il lettore alla riflessione filosofica utilizzando come oggetto piccole cose della vita quotidiana. Si rivolge a tutti coloro, anche poco pratici di filosofia, che vogliano andare oltre il significato abituale e spesso poco interessante che diamo alle cose ordinarie.
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