Libri di Francesco Galluzzi
Roba di cui sono fatti i sogni. Arte e scrittura nella modernità
di Francesco Galluzzi
editore: Mimesis
pagine: 191
I saggi raccolti in questo volume affrontano una questione radicale nel moderno attraverso problematiche e figure esemplari per una storia della contaminazione tra i linguaggi. L'emergenza e le trasformazioni del paradigma del 'mostruoso", le relazioni tra arte e scrittura in autori come Pascoli, Longhi, Pasolini, Scialoja, Deleuze, Caravaggio, Bistolfi, Bacon e le più recenti esperienze figurative, nuove possibili concezioni di "rappresentazione" nell'arte contemporanea, le tipologie della figura del pittore nel cinema di contenuto onirico, diventano capitoli di una storia (ancora da scrivere nella sua completezza) della differenza tra la parola e l'immagine.
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Il cinema dei pittori. Le arti e il cinema italiano 1940-1980
di Francesco Galluzzi
editore: Skira
pagine: 232
Il catalogo, realizzato in occasione della mostra di Castiglioncello (Castello Pasquini, 14 luglio - 4 novembre 2007), affronta il tema delle relazioni tra cinema e arti visive nella cultura italiana tra la seconda metà degli anni Quaranta e gli anni Settanta. Propone una riflessione inedita sui linguaggi artistici e visivi del Novecento in Italia; il periodo, dunque, che va dalla nascita e dall'affermazione del neorealismo (che trovò nella tradizione figurativa italiana uno stimolo al superamento della stagione dei telefoni bianchi) al momento in cui, anche in Italia, si impone il paradigma televisivo. Sono qui raccolte celebri opere di pittori antichi (Alessandro Magnasco e Orazio Borgianni), ottocenteschi (Giovanni Fattori, Ferdinando Buonamici, Teofilo Patini, Pellizza da Volpedo, Arnold Bocklin), novecenteschi (Ottone Rosai, Renato Guttuso, Leoncillo, Man Ray), ai quali si ispirarono Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Valerio Zurlini, Roberto Rossellini posti a confronto con i fotogrammi che ne hanno citato l'insieme o i particolari. Non mancano poi alcune opere che rappresentano l'apice dell'attività grafica di registi particolarmente significativi per i quali l'interesse rivolto alle arti visive ha travalicato i confini di una semplice passione privata: Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini.
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