Libri di G. Arenare
Too big to fail. Il crollo
di Andrew R. Sorkin
editore: De Agostini
pagine: 638
New York, 13 settembre 2008. Primo ciak: nella cucina del suo luminoso appartamento di Park Avenue, Jamie Dimon - di JP Morgan Chase, la terza banca degli Stati Uniti - si versa un caffè sperando di placare il mal di testa. Ha fatto tardi alla Federal Reserve Bank con una dozzina di suoi concorrenti nel tentativo estremo di salvare Lehman Brothers dal fallimento ed evitare un pericoloso effetto domino. Il cast: banchieri, avvocati, finanzieri, manager, membri dei consigli di amministrazione, funzionari di governo e ministri degli Stati Uniti e di altri Paesi, consulenti, segretari di Stato. Tutti i protagonisti direttamente coinvolti nei fatti che hanno portato al più grave crac finanziario dal 1929. Con oltre cinquecento ore di interviste, documenti riservati, registrazioni audio, e-mail, appunti personali, piani di fatturazione, persino agende e note spese questo volume è un resoconto di prima mano dei retroscena della crisi, delle manovre elaborate nei feudi dell'alta finanza e nei corridoi della politica, degli incontri segreti, delle trattative. Come nelle più classiche tragedie greche, i protagonisti avrebbero la possibilità di evitare la catastrofe, ma non lo fanno. Le scelte dei tycoons che governano l'economia del pianeta. Le passioni, le illusioni, la sete di potere di quelli che si sentono "troppo grandi per fallire".
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L'amore non guarda con gli occhi. Tredici anni con Lee Alexander McQueen
di Anne Deniau
editore: De Agostini
pagine: 399
"Autunno 1996. Il mondo della moda era in fermento: le voci del passaggio di un certo stilista di successo da Givenchy a Dior erano appena state confermate. Un 'giovane talento', come veniva chiamato Lee Alexander McQueen, stava per prenderne il posto. Ricordo che un addetto alle relazioni pubbliche mi porse una cartella e mi chiese: 'Cosa ne pensi?'. La cartelletta conteneva due soli fogli: due pagine strappate da una rivista, nient'altro. Le lessi. C'era quella parola, 'ragazzaccio', che sarebbe stata associata per sempre alla sua persona, e qualche fotografia. Ricordo l'acqua, modelle che camminano nell'acqua, pizzo nero e un collo alto che forse imprigionava o forse proteggeva il viso, impossibile a dirsi. Ricordo un colore particolare, un viola appena scolorito ma ancora acceso. Chiusi la cartella e pronunciai le altre due parole che sarebbero poi diventate ricorrenti: 'Forza e fragilità. Entrambe, due estremi; non sarà facile'. Lavoravo per Givenchy da diversi mesi. Scattavo fotografie nel backstage. Non assistevo alle sfilate vere e proprie, le vivevo dall'interno, cercando di trasmettere quello che vedevo: la bellezza di un istante effimero, l'evento unico, la parte di rabbia e la parte di poesia, quel momento fuggevole, perfetto ed esatto, il caos che in altre circostanze mi avrebbe messo in fuga. Quando scatti nel backstage non ci sono angolazioni, nessuno spazio per punti di vista privilegiati." (Anne Deniau)
Fuori catalogo
Pilgrimage
di Annie Leibovitz
editore: De Agostini
pagine: 244
La casa di Emily Dickinson e quella di Virginia Woolf, lo studio di Freud a Londra e quello di Darwin nel Kent: le dimore di scrittori, scienziati e artisti sono stanze della memoria che svelano aspetti intimi e personali. Le immagini di Annie Liebovitz raccontano un "pellegrinaggio" nei santuari della cultura, ritraendo anche archetipi della natura e della storia collettiva, come le Cascate del Niagara, il Lincoln Memorial a Washington, la Farnsworth House di Mies van der Rohe nell'Illiniois e l'Old Faithful, il geyser più famoso al mondo, nel Parco di Yellowstone. Dopo "Fotografie di una vita, 1990-2005", edito da De Agostini nel 2009, e "At Work", pubblicato nel 2010, un nuovo volume della grande fotografa americana.
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Si può dire no. Sbattersi di meno per ottenere di più
di Mike Clayton
editore: De Agostini
pagine: 192
Perché diciamo sì anche quando dovremmo dire no? Per insicurezza
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La mucca nel parcheggio. Zen anti-incazzature
editore: De Agostini
pagine: 189
Stai cercando da mezz'ora un parcheggio, quando si libera finalmente un posto. Un'altra auto però te lo soffia e il conducente reagisce con un gestaccio alle tue rimostranze. Naturalmente vai su tutte le furie. Rewind. La scena è la stessa, ma a sottrarti il posto è una mucca. Tu suoni il clacson e lei volge lo sguardo verso di te senza scomporsi. Come reagisci? Ecco una "parabola contemporanea zen" che ci aiuta a capire una verità fondamentale e liberatoria: la rabbia dipende da noi e possiamo controllarla, se solo impariamo a conoscere noi stessi e i meccanismi che la fanno esplodere. Un aiuto per ritrovare un miglior equilibrio interiore e abituarci a usare i filtri giusti.
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