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Libri di G. Bontadini

Protologia

di Gustavo Bontadini

editore: ESD-Edizioni Studio Domenicano

pagine: 176

Sono qui pubblicati due inediti di Gustavo Bontadini
15,00

L'essere e l'apparire. Una disputa

editore: Morcelliana

pagine: 96

Questi scritti di Bontadini e Severino, risalenti agli anni Ottanta, conducono nel vivo di una disputa durata più di trent'ann
10,00

Metafisica e deellenizzazione

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 114

In questo libro, che apparve nel 1975 a coronamento di tutta l’ultima fase della riflessione bontadiniana, viene pienamente raggiunto l’obbiettivo che il filosofo si era in essa proposto, vale a dire la rigorosa fondazione della metafisica classica perseguitata attraverso l’affinamento critico del suo nucleo essenziale. Tale nucleo è individuato nel principio di Parmenide che, cimentandosi dialetticamente con l’esperienza del divenire, si determina in ultima istanza come principio di creazione; illuminante al riguardo è soprattutto il primo saggio, Per una teoria del fondamento, del quale non sembra per nulla esagerato affermare che contiene alcune fra le pagine speculative più limpide e insieme più potenti di tutta la filosofia italiana del Novecento. I saggi successivi si incaricano di sviluppare alcune implicazioni storiche e culturali del discorso metafisico, prendendo altresì in esame il fenomeno della “deellenizazione”. Con questa espressione si usava allora designare, specialmente nel dibattito teologico, il processo di demetafisicizzazione che aveva investito e tutt’ora investe il pensiero cristiano. Come Bontadini mostra con dovizia di argomentazioni, si tratta di un processo alimentato dal rifiuto indiscriminato dell’ontologia greca: cioè, in ultima analisi, dall’attribuzione di un significato meramente cosmologico a quel principio di Parmenide il cui autentico valore è invece schiettamente metafisico.
13,00

Dall'attualismo al problematicismo

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 424

“Costatando che la filosofia contemporanea è giunta a quel bivio che abbiamo determinato(fondare la problematicità o fondare la metafisica), siamo venuti a confermare che essa vive essenzialmente nel futuro. Però i prelegomeni a questa metafisica (o antimetafisica) futura sono diversi, oggi, da quelli ch’erano ancora venticinque anni fa: ed in questo cambiamento è da ravvisare il guadagno sostanziale dell’ultima generazione. La metafisica è riapparsa possibile e istante (mentre la religione, in senso tradizionale, è tornata attuale e determinante)”. Bontadini sigla così questa sua raccolta di saggi. Sono passati cinquant’anni dalla prima pubblicazione dell’opera (La Scuola, Brescia 1946), ma le parole di Bontadini nulla hanno perduto quanto al loro lavoro speculativo. Dall’attualismo al problematicismo, perciò, è un libro ancora da leggere, anzi da studiare. Aiuta molto a capire la storia filosofica del nostro Novecento; aiuta soprattutto a non smarrire quel senso “forte”, antico e sempre nuovo, della filosofia, cui Bontadini ha legato il suo straordinario Magistero. Filosofia come mediazione incontrovertibile dell’immediato o, per dirla in termini cari al giovane Bontadini, filosofia come “metafisica dell’esperienza”.
40,00

Appunti di filosofia

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

L’acume teoretico di Bontadini e la forza dei dibattiti da lui suscitati emergono da queste pagine, anche se scritte per una più ampia cerchia di lettori. Questi Appunti di filosofia (raccolti per la prima volta in una pubblicazione del Liceo Valsalice, Torino s.d.) sono infatti articoli pubblicati (dal 1954 al 1973) in “L’Educatore Italiano”: e formano una sintesi dei temi forse più importanti della sua filosofia. Ritornano così i passaggi peculiari nella teoresi di Bontadini: prima fra tutti la “semantizzazione” dei concetti di “essere”, “esperienza” “divenire”, con l’invito ai lettori di avanzare le proprie opinioni e con le risposte sempre puntuali, risolutive. Restano poi i luoghi decisivi del pensiero bontadiniano: il discorso sulle aporie del divenire e il passaggio all’”Essere”, che è di “Dio”. Anche in questi Appunti la riconquista della metafisica classica viene operata a partire della critica al “fenomenismo cartesiano”, del quale Bontadini smaschera l’ingiustificato presupposto; e poi con alcune disamine della successiva storia del pensiero moderno, che ha condotto all’idealismo di G. Gentile e quindi al “bivio” che sta tra idealismo e problematicismo (A. Banfi, U. Spirito). Il lettore ritroverà poi in “Sull’attualità” anche il Bontadini caustico e pungente della polemica quotidiana. E le occasioni, come è facile notare, furono fra quelle cruciali degli anni Cinquanta e Sessanta: bomba atomica, satelliti artificiali, diritto di sciopero…
30,00

Dal problematicismo alla metafisica

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 232

Questo volume (già edito da Marzorati, Milano 1952) rappresenta la conclusione della valutazione bontadiniana del significato del pensiero moderno, svolta nei precedenti lavori a carattere storiografico. Si tratta di una valutazione dialettica, nel senso che essa riconosce al pensiero moderno un intrinseco valore filosofico, non però come sintesi definitiva, ma come momento di trapasso e di preparazione ideale ad una diversa sintesi, rappresentata dalla metafisica dell’essere. In particolare il merito del pensiero moderno è di aver elaborato il concetto di Unità dell’Esperienza, ossia dell’Unità attuale di tutto ciò che è immediatamente dato, come punto di partenza della mediazione metafisica. Certo, l’Unità dell’Esperienza non è sempre stata intesa in modo adeguato. Inizialmente essa ha dato luogo alla figura del dualismo gnoseologico, superato poi dall’idealismo nell’affermazione dell’identità dell’essere e del pensiero e nella proclamazione dell’assolutezza e intrascendibilità dell’Unità dell’Esperienza. Con il problematicismo si ha infine l’abbandono di questa pretesa assolutezza, abbandono che costituisce la premessa alla ripresa della metafisica. Il volume si chiude con la proposta di un nuovo itinerario alla metafisica classica che fa leva sul Principio di Parmenide, il quale afferma “l’impossibilità che l’essere sia originariamente limitato dal non essere”, donde la necessità del trascendimento del divenire. Questa collocazione del fondamento della metafisica dell’essere in Parmenide, a monte quindi della filosofia di Platone e Aristotele, rappresenta nella proposta metafisica di Bontadini un motivo particolare interesse teoretico e culturale, aperto ad ulteriori sviluppi.
23,00

Studi di filosofia moderna

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 476

Queste pagine (già raccolte in un primo momento in Studi sulla filosofia dell’età cartesiana, Brescia 1947 e in Indagini di struttura sul gnoseologismo moderno, Brescia 1952, unificate poi in Studi di filosofia moderna, Brescia 1966), rappresentano tuttora un insuperato modello di autentica storiografia filosofica. Su esse Bontadini offrì la giustificazione più rigorosa e completa della persuasione di fondo con la quale si era accostato, nelle sue opere più strettamente teoretiche, al pensiero contemporaneo. Egli riteneva infatti che le pregiudiziali antimetafisiche ancora operanti entro quest’ultimo affondassero le loro radici in un mero presupposto dogmatico, in una opzione del tutto gratuita che era stata compiuta agli inizi della filosofia moderna, allorché si volle ravvisare nell’essere come tale qualcosa di costitutivamente estraneo o inaccessibile alla coscienza e questa venne concepita come se fosse chiusa nel cerchio fatato delle proprie «idee» o «rappresentazioni» e come se fosse condannata ad afferrare solamente il fenomeno e non già la realtà oggettiva, la «cosa in sé». I saggi di cui l’opera si compone mostrano l’efficace presenza di questo «dualismo gnoseologico» in ciascuno dei principali pensatori del periodo che si stende fra Cartesio e Kant. Oltre ai due suddetti filosofi vengono così indagati, in studi pregevolissimi per finezza e penetrazione d’analisi, tutti i grandi maestri del pensiero moderno: Bacone, Malebranche, Spinoza, Hobbes, Locke, Leibniz, Berkeley, Hume.
45,00

Tomo I-II Conversazioni di metafisica

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 752

Fra tutte le opere di Gustavo Bontadini questa è forse la più idonea ad offrire una veduta sintetica e unitaria del suo complesso itinerario speculativo, situata com’è all’incrocio dei due principali tragitti in cui esso si snoda: il primo, documentato dai lavori apparsi lungo gli anni Quaranta e Cinquanta e consiste nell’individuazione delle linee di fondo della filosofia contemporanea a partire da una attenta ricognizione delle strutture dell’idealismo, considerato specialmente nella sua versione attualistica; il secondo, consistente nel ripensamento e nella “riorganizzazione” del nucleo essenziale della metafisica classica e destinato a raggiungere il suo ultimo approdo in alcune dense pagine di Metafisica e deellenizzazione, pur se rispondente a un programma originariamente delineato nel Saggio di una metafisica dell’esperienza, cioè nell’“opera prima” del filosofo. Gli scritti raccolti in questo libro operano, per la maggior parte, un interessante raccordo tra questi due fondamentali momenti della speculazione bontadiniana, mostrando con accenti vigorosi e originali la validità e l’attualità della metafisica classica di fronte alle critiche e alle istanze più caratteristiche maturate entro il pensiero contemporaneo: il confronto dialogico con le principali correnti in cui questo si esprime è sempre serrato e, insieme, brillante. Alcuni saggi (fra i quali ritroviamo anche i principali documenti della celebre controversia con Emanuele Severino) sono poi più specificamente dedicati a una ricognizione in senso tecnico dell’intima struttura della metafisica difesa dall’Autore.
55,00

Studi sull'idealismo

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Nell’itinerario speculativo di Bontadini il confronto critico con l’idealismo (in particolare con l’attualismo gentiliano) ha avuto un peso determinante. Sotto il profilo metodologico egli ha sempre affermato la fondamentale validità di questo orientamento filosofico, ed anzi ha considerato tale affermazione come il punto di partenza obbligato per qualsiasi tentativo di riproporre in epoca contemporanea il nucleo di verità contenuto nella metafisica classica. D’altra parte, poiché l’idealismo stesso tende a misconoscere la natura genuinamente metodologica del proprio contributo – consistente essenzialmente nel rifiuto di ogni forma di realismo dogmatico – e a configurarsi come un sistema metafisico di immanenza, il confronto critico che il sostenitore della metafisica classica istituisce con la filosofia idealistica ha al tempo stesso l’intento di condurre quest’ultima verso la sua piena autenticazione. Apparso per la prima volta nel 1942 ma composto per intero da scritti elaborati anteriormente al celebre passaggio “dall’attualismo al problematicismo” operato da U. Spirito, questo libro si caratterizza rispetto alle successive opere di Bontadini per il tentativo, che in quelle non verrà più ripreso, di ricavare immediatamente l’affermazione della trascendenza dell’Assoluto dal rilevamento delle contraddizioni insite nella pretesa dell’idealismo di valere sul piano ontico e non solo su quello metodologico. Estremamente interessante e suggestiva, la prospettiva di fondo alla quale si ispirano queste pagine risulterà pertanto nuova agli occhi di chi ha costruito la propria conoscenza del pensiero di Bontadini basandosi sui testi dell’età matura.
32,00

Saggio di una metafisica dell'esperienza

di Gustavo Bontadini

editore: Vita e pensiero

pagine: 272

Nella sua forma definitiva, ma pur sempre incompleta, questo Saggio fu pubblicato nel 1938 segnando un passaggio decisivo nella rinascente tradizione metafisica del nostro pensiero filosofico. Sin dalle prime battute, il Saggio è infatti rivolto proprio alla domanda metafisica: domanda sul senso, sul valore, sulla razionalità ultima della vita. E tuttavia come tentare una risposta se non andando a fondo nella struttura stessa del domandare? Con questo motivo a ritroso, Bontadini si colloca ad un tempo nell’alveo del pensiero moderno e ne riconosce il punto metodologico di rigore: l’attenzione all’orizzonte della coscienza, quale primalità indubitabile del pensiero, costituisce in definitiva la via per una fondazione metodologica della stessa domanda sull’essere. Se l’orizzonte unitario dell’esperienza è in tal senso intrascendibile, l’analisi delle sue condizioni strutturali è comunque essenziale per la posizione e per la risoluzione di ogni problema filosofico. E, proprio col portare a fondo l’analisi dell’orizzonte coscienziale, Bontadini tradurrà poi in rigorosa soluzione la stessa questione della trascendenza: l’idea dell’assoluto, quale originario riferimento della vita coscienziale, si manifesterà in definitiva come la condizione ineliminabile per il pensiero dell’essere e del suo divenire, permettendo da ultimo lo stesso approdo all’asserto teologico. Sin dall’inizio l’opera di Bontadini si segnala così come un alto punto di mediazione fra tradizione classica e tradizione moderna costituendo – alla pari di quanto accadeva in Belgio con l’opera di Maréchal – un crocevia decisivo nel rinnovamento del pensiero d’ispirazione cristiana.
25,00

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