Libri di G. Di Salvatore
L'opera d'arte letteraria
di Roman Ingarden
editore: Centro Studi Campostrini
pagine: 544
Filosofo polacco, Roman Ingarden (1893 -1970) ha rappresentato una delle figure più importanti della fenomenologia e dell'estetica del XX secolo. Allievo e collaboratore di Husserl, ha posto al centro della propria indagine filosofica la questione del realismo-idealismo, nel tentativo di delineare i metodi e gli scopi di un'ontologia fenomenologica. Questo volume presenta finalmente la nuova traduzione italiana della sua opera principale in ambito estetico, "L'opera d'arte letteraria", apparsa per la prima volta in lingua tedesca nel 1931 e, rivista, nel 1965. Con questa traduzione si vuole dare nuova trasparenza e vivacità filosofica al saggio di Ingarden che senza ombra di dubbio già costituisce un riferimento inaggirabile per gli studi di estetica e di critica letteraria. A Ingarden va ancora oggi riconosciuto il merito di aver posto, senza ridurla ad una visione psicologistica né ad una meramente epistemologica, la questione dell'essenza dell'opera d'arte letteraria, e con essa quella della sua oggettività. In particolare quest'ultima costituisce un tema appassionante ed ora certamente tornato alla ribalta degli studi estetici. Lungi dal limitarsi ad una provocazione solo teorica, questo tema si articola nell'analisi precisa dei diversi strati dell'opera d'arte letteraria e al disegno della complessa polifonia derivante dalla loro interazione.
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Fenomenologia e religione
di Jean Héring
editore: Centro Studi Campostrini
pagine: 190
Pubblicato per la prima volta nel 1925 a Strasburgo, "Fenomenologia e religione" è un testo raro e di eccellente qualità filosofica, anche perché è il primo testo ad aver incrociato la fenomenologia husserliana con la filosofia della religione. Con un gesto teorico parallelo a quello operato all'epoca da Ernst Troeltsch, Max Scheler e Rudolf Otto, Héring propone una soluzione alternativa tanto all'analisi "positiva", solo antropologica, del fenomeno religioso, quanto a una sua analisi di stampo spiritualista o idealista. Questa proposta si appoggia alla dottrina fenomeno-logica husserliana, di cui Héring presenta una mirabile sintesi in uno dei tre capitoli di Fenomenologia e religione: tale sintesi si può porre ancora oggi come un chiaro punto di partenza didattico per comprendere la teoria husserliana. Preceduta da una lucidissima diagnosi della situazione degli studi religiosi nella sua epoca, la fenomenologia husserliana viene a quelli applicata per delineare una nozione innovativa di "fenomeno religioso", che mantiene piena attualità nel panorama contemporaneo di filosofia della religione. Il testo di Héring è introdotto da un saggio di Giuseppe Di Salvatore, che mira a valorizzarne il contesto storico, l'interesse fenomenologico e la portata teologica. La prefazione di Roberta De Monticelli esalta lo spessore filosofico e l'esemplarità fenomenologica.
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Che cos'è la fenomenologia. Movimento, mondo, corpo
di Jan Patocka
editore: Centro Studi Campostrini
pagine: 378
"Che cos'è la fenomenologia?" è un'ampia raccolta antologica dei più importanti lavori fenomenologici di Jan Patocka (1907-1977). Protagonista di rilievo del panorama filosofico e politico del XX secolo, Patocka non fu solo, come è ampiamente noto, l'eroico firmatario della Charta 77, iniziativa politica che ha gettato le basi dell'erosione definitiva della dittatura sovietica nell'allora Cecoslovacchia, ma fu prima di tutto l'allievo diretto di Husserl e il filosofo che, già a partire dagli anni Trenta, ha operato una delle rielaborazioni più originali e straordinariamente pertinenti della fenomenologia. Ancora troppo poco conosciuto in Italia, il pensiero del filosofo ceco, che sofferse lunghi anni di isolamento culturale, brilla come uno dei più lucidi e globali del secolo scorso, anche per il rigore e la chiarezza della scrittura. La scelta dei testi che compongono questa antologia è stata compiuta con l'intento di offrire al lettore italiano un percorso che costituisce una esauriente introduzione alla fenomenologia di Patocka. Per il filosofo ceco la nozione fisica e metafisica di movimento costituisce l'inaggirabile punto di partenza per un'originale considerazione delle nozioni di mondo e di corpo, le quali scardinano ogni tipo di visione dualistica della conoscenza e dell'esistenza dell'uomo. Muovendo da analisi sottili e profonde, Patocka tocca così temi cruciali per la filosofia come quello dell'esperienza del mondo, della soggettività del corpo, dell'altro io.
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