Libri di G. Lavezzi
Canti di Castelvecchio
di Giovanni Pascoli
editore: Rizzoli
pagine: 768
Pubblicati nel 1903, i "Canti di Castelvecchio" segnano il momento in cui la poesia di Giovanni Pascoli, dopo Myricae, assume
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Gli strumenti di Ulisse. Esplorazioni di Maria Corti
editore: Interlinea
pagine: 216
Una ricognizione intorno ai mondi, testuali e teorici, esplorati da Maria Corti (1915-2002), per restituirne «il dubbio critic
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Myricae
di Giovanni Pascoli
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 623
Con il suo straordinario intreccio fra novità e tradizione "Myricae" costituisce uno snodo cruciale del tumultuoso passaggio tra Otto e Novecento. Viene qui riproposta in un'edizione commentata, che ne illumina la complessità tematica e la ricchezza linguistica. Da sempre amate per la capacità di dischiudere il valore più nascosto e profondo degli oggetti e delle esperienze quotidiane, le poesie della raccolta acquistano nuova luce grazie agli strumenti offerti nell'edizione curata da Gianfranca Lavezzi: una limpida introduzione che ripercorre genesi e significati dell'opera; un apparato di note puntuale nell'individuare fonti e peculiarità metriche e stilistiche e ricco di dati nuovi; un'appendice iconografica che, in forma di piccolo "atlante botanico", guida il lettore tra i fiori sbocciati nelle poesie di "Myricae".
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Catalogo delle lettere ad Alfonso Gatto (1942-1970)
editore: Edizioni di storia e letteratura
pagine: 330
La corrispondenza ad Alfonso Gatto catalogata in questo volume è parte integrante del cospicuo Fondo Alfonso Gatto, costituito
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Melodrammi e canzonette
di Pietro Metastasio
editore: Rizzoli
pagine: 778
Metastasio (1698-1782), il più celebrato poeta italiano del suo tempo, visse alla Corte di Vienna come poeta cesareo
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Viaggio sentimentale. Nella versione di Ugo Foscolo. Testo inglese a fronte
di Laurence Sterne
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 414
Yorick ama viaggiare soprattutto all'interno di se stesso, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni, e di questi vuole dare conto al lettore, che invano cercherebbe nel suo "diario di viaggio" minute descrizioni di paesaggi, città e monumenti famosi. Il testo sterniano è qui proposto nella traduzione "d'autore" di Ugo Foscolo.
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