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Libri di G. Spina

L'uomo del vicerè

di Silvana La Spina

editore: Neri Pozza

pagine: 304

Ci sono indagini e indagini
18,00

Politiche pubbliche. Analisi e valutazione

di Antonio La Spina

editore: Il mulino

pagine: 432

Questo manuale tratta in modo integrato gli aspetti fondamentali delle politiche pubbliche
33,00

Ascoltare l'educazione

di Claudia Spina

editore: Morcelliana

20,00

Ascoltare l'educazione

di Claudia Spina

editore: La scuola

pagine: 192

"Senza ascoltarsi, ascoltare, essere ascoltati sarebbe possibile per l'uomo crescere e perfezionarsi? Con il muovere da tale i
20,00

E così sia

di Emma La Spina

editore: Piemme

pagine: 396

«Le mie vicende, e quelle delle mie compagne di sventura, sembrerebbero accadute in un passato lontanissimo, oppure in paesi r
18,90

Dall'homo sapiens all'homo ridens. Una proposta per la ri-evoluzione della specie

editore: Enea Edizioni

pagine: 239

Gli autori, partendo dalla loro personale esperienza di autoguarigione, analizzano criticamente la vita del moderno Homo sapie
19,90

Il buio oltre il pensiero. Psicopatologia dell'esistenza

di Franco La Spina

editore: Franco Angeli

pagine: 160

L'insegnamento che viene dall'analisi dei disturbi mentali, dal dialogo con i malati, illumina i processi di formazione del pe
21,00

Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie

di Antonio La Spina

editore: Il mulino

pagine: 207

Tutt'altro che unitario, l'universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla 'Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato anche all'antimafia. Esistono un'antimafia istituzionale, un'antimafia sociale e da qualche tempo anche un'"antimafìa inautentica", o fasulla, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia. Una realtà complessa, che l'autore esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le diverse dinamiche organizzative.
15,00

L'amante alchimista

di Isabella Della Spina

editore: Piemme

pagine: 403

1527
18,50

L'uomo che veniva da Messina

di Silvana La Spina

editore: Giunti Editore

pagine: 352

Messina, 1479. Un uomo sta morendo nella sua casa, dopo aver vagato per mesi accompagnato da una bara con dentro una giovane donna. È Antonello da Messina, il grande pittore siciliano, appena tornato da una Venezia flagellata dalla peste. Antonello è famosissimo ormai. Ma la Sicilia non ama i suoi figli più geniali e Antonello lo sa. Per questo adesso, nel delirio finale, invoca il vecchio maestro Colantonio. Quel delirio gli farà rivivere l'infanzia pezzente e l'incontro con i misteriosi artisti del Trionfo della Morte; lo porterà da una Napoli dominata dai cortigiani, come il Panormita e la bella Lucrezia, alla Roma dei cardinali cialtroni e delle puttane; dalla Mantova del Mantegna, alla Arezzo di Piero della Francesca. Da Bruges, dove finalmente scoprirà l'amore e persino il segreto della pittura a olio, a una Venezia che gli darà fama e gloria e l'amicizia coi Bellini. Il romanzo è anche l'affresco dell'epoca, crudele, affamata di gloria, dove domina l'Angelo della Morte. Tanti sono i comprimari di questa vicenda, dai familiari meschini e sanguisughe, alla nana Nannarella morta per amore nei vicoli di Napoli; dall'aristocratica Volatrice e forse erede al trono di Sicilia, al buffone Cicirello; dai viceré scaltri, ai fanatici frati Osservanti, che scatenano a Messina rivolte contro il malgoverno. Ma in quei viaggi una sola luce per Antonello: Griet, la figlia bastarda di Van Eych. E una sola ossessione: la pittura a olio dei fiamminghi.
18,00

Come fossi una bambola

di Emma La Spina

editore: Piemme

pagine: 240

Sarebbe bello fosse una storia d'altri tempi, quella di Giovanna, Simona, Tiziana e Barbara. Invece è drammaticamente recente. Tutte e quattro hanno vissuto l'infanzia in un istituto religioso per bambine abbandonate. Tutte uguali, come sfornate con lo stampino, i vestitini bianchi e i capelli a caschetto, tagliati con la scodella. Uno stampino che gli hanno imposto a forza. Con in fondo al cuore il bisogno disperato di una mamma e la dura realtà quotidiana da affrontare, fatta di solitudine, durezza e privazione. Scontano la pena di essere figlie di una qualche colpa, con l'oscura consapevolezza che un posto sicuro per loro forse non ci sarà mai. Tiziana aveva una bambola senza un braccio che le dava sicurezza mentre assisteva al via vai di uomini in casa, "stai buona che mamma lavora". Poi un giorno le hanno tolto entrambe, mamma e bambola, senza darle niente in cambio, solo gelo. Meglio non averla mai conosciuta o non ricordarsela più, la mamma. Come Giovanna, Simona e Barbara, gettate via da donne che il parto non ha reso madri. I loro sogni non dovranno mai fare i conti con la realtà. Bambine, ragazze e poi donne, insieme fin da quando hanno memoria, senza mai essere davvero amiche perché nella giungla c'è spazio solo per la lotta alla sopravvivenza. Intrecceranno i loro destini, diversi ma in fondo uguali: amori facili, violenti e umilianti, il corpo e il cuore sempre in svendita.
18,00

Elogio dell'inattuale

di Spina Alessandro

editore: Morcelliana

pagine: 192

15,00

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