Libri di G. Valent
Lo zen e l'estasi del giardinaggio
di Miki Sakamoto
editore: Mondadori
pagine: 192
I testi di giardinaggio e orticoltura riguardano principalmente le piante: come ottenere frutti, come far sbocciare i fiori, c
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Sophón. Aforismi per l'anima
di Italo Valent
editore: Moretti & vitali
pagine: 152
"'Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il sophón, come diceva Socrate'. Con queste parole Italo Valent apre lo spazio della filosofia alla trama dialettica di un pensiero trasfigurato, 'neutro', alla sincerità enigmatica di un discorso che si fa riflesso - speculazione - della realtà con i suoi eterni enigmi. Psiche, Relazione, Senso e Nonsenso, Nulla, Sogno, Destino, Desiderio, Dolore, Morte, Follia... Toccare queste categorie universali dell'umano, tratteggiarne la figura e scoprirne l'intima essenza, significa parlare dell'anima e all'anima. La costruzione di questo libro di aforismi è l'esito di un procedimento di astrazioni, grazie al quale alcune parti del testo sono state 'tratte via', separate e poi ricomposte, seguendo un ordine dato dagli argomenti di cui esse "danno un segno". Sophón mostra il corpo della scrittura filosofica di Italo Valent con un taglio di luce che dà risalto alla intrinseca potenzialità del linguaggio, dove il frammento è specchio dell'intero: in ogni aforisma si annuncia l'eternità dell'anima, in ogni soffio dell'anima si esprime la circolarità inesauribile della vita". (Graziano Valent)
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I re di sabbia
di George R. R. Martin
editore: Mondadori
pagine: 342
George R.R. Martin è ormai universalmente riconosciuto, grazie alle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", come uno dei grandi maestri del fantasy. Ma la sua multiforme opera si estende ben al di là dei confini dei Sette Regni. Questa raccolta offre uno sguardo completo sul lavoro di uno scrittore che sa esplorare ogni genere, dall'horror alla fantascienza al racconto più classicamente fantastico, mantenendo il medesimo, personalissimo stile e riuscendo ad affrontare in modo originale e profondo tematiche sorprendentemente complesse. Oltre a "I Re della sabbia", racconto tra fantascienza e horror, gli appassionati di Martin troveranno in questa raccolta alcuni dei suoi più noti testi brevi: "Nelle terre perdute", favola nera che narra di un desiderio dalle conseguenze terribili, "I passeggeri della Night-flier", cronaca del lungo viaggio di un'astronave dal variegato e misterioso equipaggio, "Il fiore di vetro", quello donato a una fanciulla più vecchia del suo corpo, "II drago di ghiaccio", nel quale una bambina si trova a cavalcare la più potente tra le creature, e "II cavaliere errante", una sorta di prologo alle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" ambientato un secolo prima della celeberrima saga.
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La sposa birmana
di Journal-Gyaw Ma Ma Lay
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 221
Sullo sfondo di una Birmania dei primi anni '40 e della lotta di liberazione dal giogo britannico guidata da Aung San, eroe nazionale e padre di Aung San Suu Kyi, si svolge la storia di Wai Wai, giovane donna birmana che sposa l'agente di un'azienda inglese ciecamente devoto alla mentalità coloniale occidentale. Combattuta tra la forza delle proprie radici familiari e l'amore per il marito, Wai Wai vive un doloroso e costante contrasto con la volontà del compagno di "civilizzarla" e di privarla della sua identità culturale. Uno scontro di culture calato nella vita quotidiana, un passaggio storico descritto con efficacia attraverso semplici azioni, che mostra quanto ogni processo di colonizzazione e di imposizione culturale possa essere doloroso, oltraggioso e di forte minaccia per l'identità di un popolo.
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Amkoullel il bambino fulbe
di Amadou Hampâté Bâ
editore: Ibis
pagine: 432
"Quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia": il famoso pensiero espresso da Amadou Hampâté Bâ è diventato
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S-21. La macchina di morte dei Khmer rossi
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 187
S-21 fu il principale "ufficio di sicurezza" sotto il regime dei Khmer Rossi guidato da Pol Pot. Tra il 1975 e il 1979 in questo centro di detenzione 17 mila persone furono imprigionate, fotografate, schedate con minuzia maniacale, interrogate e torturate. Solo sette ne uscirono. In questo stesso luogo Rithy Panh ha voluto riunire, venticinque anni dopo, due sopravvissuti e alcuni ex-aguzzini, per capire come individui non particolarmente crudeli abbiano potuto progressivamente perdere qualsiasi forma di umanità.
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Signorsì, comandante!
di Amadou Hampâté Bâ
editore: Ibis
pagine: 421
Dopo gli anni della giovinezza che l'autore aveva raccontato in "Amkoullel, il bambino fulbe", lo ritroviamo ora funzionario d
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Panta diapánton. Scritti teorici su follia e cura
di Italo Valent
editore: Moretti & vitali
pagine: 375
Panta diapánton - il tutto attraverso tutto dei frammenti eraclitei - è la forma radicale della illacerabile relazionalità dell'essere, è lo spazio in cui psichiatria e filosofia sanno ospitarsi - nel duplice significato dell'hospes, colui che accoglie ed è accolto, che si riconosce nel volto dell'altro. Gli scritti teorici raccolti in questo volume mettono in luce la singolare familiarità che accompagna una certa psichiatria e una certa filosofia lungo le strade che solcano questo nuovo secolo e conducono in quella terra di frontiera dove ragione e follia possono finalmente convivere in libertà. La forza pervasiva ed eversiva del pensiero dialettico di Italo Valent mostra che tanto la psiche quanto la cura della psiche sono percorsi di lotta e di unificazione degli opposti: nell'affrontare da un punto di vista filosofico i temi della follia e della relazione di cura, sono delineate in modo originale e trasformativo le figure dell'amore-timore del nulla, della paura-desiderio della morte, del bisogno-rifiuto del dolore, del senso-nonsenso del delirio. Ne scaturisce una visione antropologica e politica che rappresenta un invito per gli operatori psichiatrici responsabili ad adottare un nuovo approccio alla cura, per cui "condividere la follia è l'operazione più difficile, è l'operazione che è iniziata con Basaglia e che dovrà procedere perché fondata su questa certezza, che se ci salviamo, cioè se ci curiamo e se guariamo, è soltanto insieme".
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Passeggiate in terra buddhista. Birmania
di Christine Jordis
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 237
In questo diario di viaggio, Christine Jordis, infaticabile esploratrice delle culture asiatiche, cerca di penetrare nello spirito del popolo birmano con mente libera da preconcetti occidentali e con una sensibilità attenta alle più sottili sfumature umane. Nel dolce ritmo della discesa del fiume Irrawaddy, sulle sinuose strade di montagna, nelle miniere di rubini di Mogok, così come nella pace dei templi buddhisti e nei dialoghi con le persone incontrate, l'autrice va alla ricerca di quel "meraviglioso che noi non abbiamo neanche iniziato a comprendere...". Le illustrazioni di Sacha Jordis create durante il viaggio evocano questo percorso. Il libro ci conduce con garbo e competenza attraverso una serie di indimenticabili passeggiate nel cuore religioso, estetico e politico della Birmania di oggi, uno dei pochi paesi del Sudest asiatico che ha saputo conservare intatte le proprie tradizioni e la propria cultura malgrado le lotte intestine e le devastazioni della dittatura. Una forza che, secondo il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, i birmani devono soprattutto al buddhismo.
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Una vita da dissidente
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 231
Win Tin, braccio destro di Aung San Suu Kyi e cofondatore della Lega nazionale per la democrazia, è la grande voce della resistenza contro la giunta militare al potere in Birmania. Malgrado l'oppressione del regime, Win Tin si è sempre battuto per la democrazia con le armi dell'intelletto e della scrittura, dapprima come giornalista e poi come attivista politico, fino al 1989 quando, per la sua propaganda antigovernativa, viene condannato a 21 anni di reclusione. All'indomani della liberazione, nel 2008, la sua lotta continua con il racconto dell'esperienza di prigioniero politico nel carcere di Insein, tristemente noto per le disumane condizioni di detenzione. 7.000 giorni, 19 anni di vita, descritti in tutta la loro crudezza, nella speranza che conoscere la verità "possa aiutare le persone a capire le sofferenze" di quanti si battono per la democrazia in Birmania. Una testimonianza unica, la denuncia implacabile di un uomo che nemmeno le vessazioni più atroci sono riuscite a piegare e a deviare dai suoi ideali politici. Postfazione di Cecilia Brighi.
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