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Libri di Gabriele Fadini

Lo stratega contro. La sconvolgente attualità di Guy Debord

di Gabriele Fadini

editore: DeriveApprodi

pagine: 114

L'espressione «società dello spettacolo», sebbene risalente alla fine degli anni Sessanta, è oggi diventata uno dei concetti p
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13,00

Mosaico Soderbergh. Per un cinema del passaggio

di Gabriele Fadini

editore: Mimesis

pagine: 128

Il volume analizza la presenza del tema della critica al capitalismo, che emerge nelle sue più varie sfaccettature, all'intern
Disponibilità immediata
12,00

Pasolini con Lacan. Per una politica tra mutazione antropologica e discorso del capitalista

di Gabriele Fadini

editore: Mimesis

pagine: 264

Il libro non è semplicemente una comparazione del pensiero di Pier Paolo Pasolini con quello di Jacques Lacan, ma nasce dall'idea che questi due protagonisti della cultura novecentesca si inscrivano in una convergente costellazione simbolica in cui i due mutualmente si illuminano negli snodi più significativi sia per loro che per il pensiero tout court. Di qui i riferimenti critici ad altri autori quali Deleuze e Guattari, Magatti, Negri, Recalcati, Zizek. I temi della mutazione antropologica pasoliniana e del discorso del capitalista lacaniano descrivono e tracciano un orizzonte di "pratiche" che dislocano il politico a livello della soggettività intesa come singolarità. Il nucleo centrale del libro consta dunque dell'elaborazione di una possibile pratica di soggettivazione che sia antagonista al pensiero dominante.
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Ignacio Ellacurìa

di Gabriele Fadini

editore: Morcelliana

pagine: 120

"L'impegno per la teologia si tramuta in impegno, fino al martirio, per la liberazione dei redenti da Cristo. L'itinerario teorico-spirituale del gesuita spagnolo Ignacio Ellacuría (1930-1989) potrebbe essere riassunto in questa affermazione. Formatosi alla scuola di Karl Rahner e del filosofo Xavier Zubiri, del quale divenne non solo discepolo ma pure editore, non poteva non mettere la storia al centro della sua riflessione; e non la storia in generale, bensì quella vissuta dal popolo crocifisso di El Salvador, nella quale cercò di riscoprire il senso dei concetti teologici. Di qui il suo impegno "politico" soprattutto come rettore dell'Università Cattolica di El Salvador: far maturare intellettuali capaci di portare il Paese alla liberazione, che è già esperienza storica della redenzione. Un orientamento che non poteva non condurlo, come già Mons. Oscar Romero del quale fu amico, a diventare martire: la morte violenta lo raggiunge il 16 novembre 1989, suggello della dedizione al popolo crocifisso." (Giacomo Canobbio)
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