Libri di Gabriele Rigano
Combattere in un museo. Vaticano, Italia, Germania e il destino dell'arte in guerra (1943-1945)
di Gabriele Rigano
editore: Artemide
pagine: 260
Si dice che il generale Mark Clark, comandante della V armata americana e liberatore di Roma nel giugno 1944, durante la campa
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L'interprete di Auschwitz. Arminio Wachsberger, un testimone d'eccezione della deportazione degli ebrei di Roma
di Gabriele Rigano
editore: Guerini e associati
pagine: 254
Arminio Wachsberger venne arrestato dai nazisti a Roma il 16 ottobre 1943 e deportato ad Auschwitz perché ebreo. Dei 1.024 rastrellati quel giorno, ne tornarono solo 16: Arminio è uno di questi. Da subito, appena dopo la fine della guerra, il protagonista di questa storia ha voluto testimoniare sulle travagliate vicende della sua vita, con la parola e con la scrittura. La sua intraprendenza e la conoscenza delle lingue gli hanno permesso di guardare e raccontare gli eventi da un punto di vista privilegiato: quello dell'interprete tra i deportati e le autorità naziste. Dopo la guerra il suo ruolo di interprete non è venuto meno, e non solo nei tribunali: i suoi racconti hanno tradotto in un linguaggio comprensibile una realtà ai confini dell'immaginabile: la tragica esperienza dei lager nazisti. L'appassionata dedizione di Arminio Wachsberger al suo compito di testimone ha fatto emergere nuovamente diverse domande cruciali (su cui altri autori, fra cui Primo Levi, si erano interrogati con sofferta lucidità): che cosa si ricorda? che rapporto esiste tra testimonianza e verità? perché tra storici e testimoni è sorta una reciproca diffidenza? che rapporto esiste tra storia e memoria? quale ruolo svolgono la scrittura e la letteratura nella trasmissione della memoria?
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Il caso Zolli. L'itinerario di un intellettuale in bilico tra fedi, culture e nazioni
di Gabriele Rigano
editore: Guerini e associati
pagine: 447
La storia del rabbino capo di Roma che nel 1945 si convertì al cristianesimo. Una figura che ancora oggi fa discutere cattolici ed ebrei, perché dopo la guerra si diffuse la notizia che Zolli si fosse rifugiato in Vaticano per sfuggire alle persecuzioni tedesche.
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