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Libri di Gaetano Pecora

Bertrand Russell. Tra liberalismo e socialismo

di Gaetano Pecora

editore: Donzelli

pagine: 256

«Che magnifico paradosso: c'è un autore che si raccoglie sotto la bandiera del liberalismo; che anche nel passaggio al campo s
19,00

Carlo Rosselli, socialista e liberale. Bilancio critico di un grande italiano

di Gaetano Pecora

editore: Donzelli

pagine: 238

«Non è più tempo né di anatemi né di apologie»
19,00

La scuola laica. Gaetano Salvemini contro i clericali

di Pecora Gaetano

editore: Donzelli

pagine: XI-210

Quando in tarda età gli fu chiesto come avrebbe voluto essere ricordato, Gaetano Salvemini rispose così, molto semplicemente:
18,00

Socialismo come libertà

La storia lunga di Gaetano Salvemini

di Pecora Gaetano

editore: Donzelli

pagine: 208

Nel 1947, quasi alla fine della sua vita, Gaetano Salvemini annotava così nel suo diario: "Ormai credo solo nel Critone e nel
16,00

Il pensiero politico di Gaetano Filangieri. Una analisi critica

di Gaetano Pecora

editore: Rubbettino

pagine: 252

Quando apparvero i primi due libri de La Scienza della Legislazione - era il 1780 - il nome di Gaetano Filangieri volò alto nella fama dei contemporanei che lo salutarono come l'apostolo del riscatto sociale. Poi però, auspice anche la requisitoria di Benjamin Constant (correva il biennio 1822-1824), quello stesso nome venne atterrato nella fangaia del confuso e del contraddittorio, lì dove, in seguito, i critici di estrazione romantica vi avrebbero colto tutto un ripullulare di umori liberticidi. Con la conseguenza che per molto tempo la Scienza fu tenuta in conto di opera di cui bisognasse far cenno e tirare subito innanzi, come di cosa senza risonanza d'eco. Salvo poi - in giorni assai più vicini a noi - essere risollevata nella stima pubblica da studiosi più benevoli, quasi festanti, i quali l'onorano come uno dei momenti più alti della sapienza liberale. Da qui, dalle altalenanti fortune di Filangieri, le domande che costellano questo libro. Per cominciare: chi ha ragione? Gli esaltatori o i denigratori? E poi: si tratta solo di capricci esegetici? O gli screzi tra gli interpreti riflettono un pensiero che ha un'indole contrastata e che, mancando di una ispirazione unitaria, si apre perciò stesso alle letture più divergenti? E in tal caso, qual è il dissidio che lacera la Scienza strattonandola ora di qua e ora di là? Infine: questo dissidio appartiene solo al tempo di Filangieri? O finisce per contendersi anche la sensibilità di noi contemporanei?
18,00
8,00

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