Libri di Giacomo Becattini
La coscienza dei luoghi. Il territorio come soggetto corale
di Giacomo Becattini
editore: Donzelli
pagine: 222
È il luogo a educare la comunità che lo abita; è il patrimonio di saperi, culture, esperienze, tradizioni a fornire alle persone che vivono in un certo luogo la direzione da percorrere per la crescita, per il proprio arricchimento continuo nel tempo. Giacomo Becattini, uno degli economisti più autorevoli, propone in queste pagine un rovesciamento del rapporto fra produzione e luoghi e ci offre il frutto della sua riflessione più recente, tornando al luogo inteso come matrice e tessuto connettivo dei mondi di vita e della produzione. In questo ribaltamento di prospettiva, l'esperienza dei distretti industriali - sistemi economici locali fondati sulla valorizzazione del patrimonio territoriale - è il primo antidoto alla crisi da gigantismo industriale e finanziario della globalizzazione. L'obiettivo è superare il concetto di settore produttivo attraverso il concetto di coralità produttiva dei luoghi, che affonda le radici non tanto nella storia economica dei luoghi, quanto nella storia della loro cultura produttiva; coralità cui si accompagna la visione utopica di un mondo di scambi solidali fra molteplici comunità di luogo. Con la presentazione di Alberto Magnaghi e un dialogo tra un economista e un urbanista di Giacomo Becattini e Alberto Magnaghi.
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Ritorno al territorio
di Giacomo Becattini
editore: Il mulino
pagine: 329
"lo considero scopo unitario delle scienze sociali, economia politica inclusa, la promozione della 'joie de vivre' della persona umana in carne ed ossa, quale l'ha fatta il passato nei luoghi in cui vive". In queste parole di Giacomo Becattini ritroviamo una chiave delle riflessioni contenute nel volume, dedicato al tema del distretto industriale, concetto socioeconomico formulalo originariamente da Alfred Marshall centotrent'anni fa, e riemerso, leggermente modificato. negli studi sull'economia italiana di Giacomo Becattini e Sebastiano Brusco, a partire dal 1978. Ben lontano dai miti della crescita sfrenala e del fondamentalismo liberistico, l'autore offre, in questo volume, idee sulle quali mai come oggi può essere opportuno riflettere. In un momento storico connotalo da una crisi fra le cui cause emerge una patologica finanziarizzazione dell'economia, in un quadro di globalizzazione non governata, il richiamo - lucido e insieme appassionato - di un maestro dell'economia politica alla realtà dei rapporti sociali sul territorio giunge opportuno. Ritorno al territorio: all'industria, alla manifattura, alla creatività delle piccole e medie imprese e delle loro vitali interazioni e sinergie con le comunità locali. Una modalità tipica, questa, della vocazione produttiva del nostro paese, da difendere vigorosamente; e, nel momento della ripresa, un suo possibile punto di forza: il futuro dell'Italia, insomma, ha un cuore antico.
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Il calabrone Italia. Ricerche e ragionamenti sulla peculiarità economica italiana
di Giacomo Becattini
editore: Il Mulino
pagine: 272
Con la sua ricerca innovativa sui "distretti industriali", Becattini apre una prospettiva nuova alla lettura dei fenomeni dello sviluppo economico, ponendo al centro dell'attenzione aspetti che la visione tradizionale, prigioniera dell'idea dell'inevitabile avanzamento del gigantismo industriale, lasciava in ombra. Con questa nuova chiave di lettura, il fulcro dello sviluppo torna a essere l'agente umano col suo impegno, la sua intelligenza, la sua creatività, nell'industria, nella ricerca scientifica, nella vita in generale. Il ruolo del progresso tecnico in senso stretto ne viene, conseguentemente, ridefinito e storicizzato. Quanto all'accumulazione e alla concentrazione del capitale, ne risulta evidenziata la duplice natura di alimento e di limite dello sviluppo socioeconomico. Nell'attuale dibattito sui dilemmi connessi ai segni del declino economico del nostro paese, l'autore si distacca dal pensiero dominante per sottolineare il ruolo di una politica industriale che sviluppi, qualificandoli, i tradizionali punti di forza del nostro export: Made in Italy e meccanica.
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