Libri di Gian Maria Zapelli
L'ascolto persuasivo. Ottenere che gli altri condividano le tue idee
di Gian Maria Zapelli
editore: Franco Angeli
pagine: 144
Non basta avere buone idee per realizzarle. Non è sufficiente credere in ciò che si fa per raggiungere i nostri traguardi. Spesso abbiamo bisogno che le persone attorno a noi - nel lavoro e nella vita privata - condividano le nostre idee e i nostri obiettivi. Per essere ascoltati, per trovare collaborazione, per realizzare le nostre aspirazioni, è necessaria la capacità di saper persuadere. Una capacità ancor più fondamentale in un presente segnato dalla crisi, nel quale si è ridotto il tempo di attenzione agli altri e si sono irrigidite le disponibilità a cambiare le proprie idee. Un tempo che ha reso più difficile riuscire a farsi ascoltare e comprendere. Questo libro è dedicato a chi ha obiettivi che richiedono di convincere colleghi a collaborare, a chi ha capi da cui vorrebbe essere più ascoltato, a chi ha collaboratori da cui vorrebbe ottenere di più, ma anche a tutti coloro che vorrebbero accrescere la capacità di aiutare gli altri nell'essere migliori, nel cambiare o solo nell'essere più disponibili. Un libro concreto che propone una precisa e originale strategia: una persuasione efficace richiede una capacità di ascolto accurata e sofisticata. Basato sulle più recenti scoperte delle neuroscienze e della ricerca psicologica, ricco di suggerimenti e di esercizi pratici, questo libro aiuta nel rendere il nostro ascolto un potente e indispensabile alleato per ottenere dagli altri di essere ben ascoltati.
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Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro
di Gian Maria Zapelli
editore: EGEA
pagine: 158
A chi di noi non è capitato, in questo tempo di crisi, di sentirsi richiedere sul lavoro maggior coinvolgimento, più energia, partecipazione e anche responsabilità crescenti? Tutto ciò in un contesto di poca chiarezza e in un mondo organizzativo nel quale gli spazi di ascolto, coesione e dialogo sono erosi dall'emergenza, dalla frenesia e da una sorta di anestesia emotiva. La quotidianità, inoltre, offre sempre meno occasioni alla pratica del dubbio e della riflessione, con l'evidente paradosso che il crescere dell'incertezza e della vulnerabilità non producono un pensiero altrettanto capace di porsi interrogativi, semmai l'opposto: un agire reattivo e spontaneo, ancor più ancorato al funzionamento inconsapevole delle strutture neurologiche di risposta e adattamento alla realtà. Quale spazio resta allora per una speranza diversa dalla salvaguardia del proprio lavoro, dal si salvi chi può, connessa invece alla realizzazione di una cittadinanza di sé nel lavoro e nel mondo? E, dalla parte delle organizzazioni, come rifondare l'alleanza tra persona e lavoro, tra individuo e società? La costruzione di un futuro migliore passa per la capacità di dirsi e darsi un "noi" fatto di progetti, basato sulla bellezza, sulla forza di volontà e su una leadership più vicina. Un futuro che ha bisogno di riabilitare le risorse neurologiche cognitive della coscienza e della consapevolezza, un futuro che inizia dal coraggio di vincere la routine e la sua rassicurante protezione.
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Esercizi di coraggio. Per un'educazione sentimentale alla vita organizzativa
di Gian Maria Zapelli
editore: Etas
pagine: 204
Nell'odierna vita organizzativa la sola ragione non basta, poiché dobbiamo fare i conti con l'incertezza, le incoerenze e le ambiguità che invadono il quotidiano del lavoro. Ci occorre del coraggio. È la necessità di avvalerci del cuore e dei nostri sentimenti, che ci consentono di impiegare al meglio le nostre capacità e di costruire una relazione serena con la realtà. Il coraggio oggi richiesto nella vita organizzativa è ben differente da quello a cui ci ha abituati il senso comune. In queste pagine l'autore propone un percorso, profondo e concreto, mai banale, di scoperta di sé e di lavoro sui propri modi di agire, per costruire una relazione solida e serena con l'organizzazione in cui si vive, attraverso l'educazione dei nostri sentimenti.
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Pensare nelle organizzazioni transitorie. Esercitare la riflessione nell'epoca dell'emotività
di Gian Maria Zapelli
editore: Guerini e associati
pagine: 153
"Il sonno della ragione genera mostri" suggerisce un famoso quadro di Goya. Il pensare è un moto incessante e ineludibile del vivere, ma vi sono pensieri e pensieri. Il pensiero riflessivo ha una sua specificità: è finalizzato a cercare consapevolezza e conoscenza. Quando le organizzazioni sono colme di velocità, di emotività, di azioni e decisioni si corre il rischio di ridurre la qualità della riflessione, della capacità di riconoscere le premesse e le condizioni che generano scelte, modi di agire e reazioni. Questo testo propone un percorso di allenamento e recupero del saper pensare riflessivamente, in sintonia con le condizioni che caratterizzano l'odierna vita organizzativa. Una guida al pensare, inteso come capacità comprensiva, necessaria per ricostruire spiegazioni e consapevolezza, per non soccombere a un quotidiano di emergenze, di comunicazioni senza ascolto, di relazioni contraddistinte da troppe emotività senza governo. I timori che si vivono, le motivazioni ad agire, l'influenzamento e la leadership, la gestione della propria autenticità sono aspetti che determinano la qualità del nostro essere padroni della vita organizzativa. Dimensioni che possono essere governate solo se si esercitano le capacità del pensiero. È il pensiero riflessivo, è la consapevolezza che si ottiene soffermandosi con una ragione vigile e attiva, che impediscono la generazione di mostri, fra i primi la perdita della consapevolezza e della conoscenza di sé.
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Il colloquio trasformativo. Guida per ottenere un cambiamento nei collaboratori
di Gian Maria Zapelli
editore: Etas
pagine: 176
Accendere motivazioni nei collaboratori, aiutarli a migliorare le loro capacità, correggere limiti e carenze, incrementare imp
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Penelope, don Chisciotte & Co. Cinque qualità negative per vivere con ben-essere l'organizzazione
di Gian Maria Zapelli
editore: Etas
pagine: 207
A chi non è mai capitato di vivere sul lavoro momenti di tensione e smarrimento? Chi non ha mai sentito minacciata la propria
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