Libri di Giandomenico Piluso
Credito e cooperazione. La singolare storia della Banca Popolare dell'Emilila Romagna
editore: Il mulino
pagine: 318
La storia della società civile e quella dell'economia industriale ci inducono a vedere il rapporto tra capitale e lavoro venato da un incomponibile conflitto, e a guardare al comportamento dei banchieri con circospezione. A questi luoghi comuni si oppone, dalla fine dell'Ottocento, il movimento delle banche popolari, fondato sull'idea che sia possibile favorire un'integrazione tra banca e comunità civile associando quest'ultima all'impresa bancaria, e smussare la tensione tra capitale e lavoro indirizzando il risparmio alla piccola e media impresa. La storia della Banca Popolare di Modena, così come quella del gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna che da essa ha preso origine, è un caso esemplare di evoluzione di questa realizzazione. Queste pagine rievocano un secolo di gestione prudente, sempre attenta a non cedere alle tentazioni di impiegare la liquidità in modo speculativo, legata a una città e a un territorio che, nel secondo dopoguerra, diventano tra i poli più dinamici dell'Italia del "miracolo"; e che alla fine degli anni Ottanta del Novecento consegna a chi gestisce la banca uno strumento ricco di relazioni e di cospicuo capitale libero, pronto a un salto di dimensione. La fine della "foresta pietrificata" propiziata dalla legislazione dei primi anni Novanta, l'affermarsi dei criteri di efficienza e concorrenza sul mercato dei capitali, consentono alla Bper di dare una nuova forma, quella del "gruppo bancario federale", al modo di essere di sempre.
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L'arte dei banchieri. Moneta e credito a Milano da Napoleone all'unità
di Giandomenico Piluso
editore: Franco Angeli
pagine: 256
L'analisi ha mirato a ricostruire e spiegare le dinamiche relative agli "attori", ossia i negozianti banchieri, al mercato creditizio e monetario e alle riforme formulate dal ministro delle Finanze Prina in età napoleonica e da alcuni banchieri privati, tra il ritorno degli austriaci e le Cinque Giornate. L'attenzione al ruolo delle istituzioni - intese come "regole del gioco" - e alla cultura economica dei protagonisti - i banchieri e le "autorità centrali" di governo - permette di spiegare in quale modo gli elementi di arretratezza della struttura finanziaria condizionarono la tensione alla crescita dell'economia della regione.
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