Libri di Gianni Amelio
Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film
di Gianni Amelio
editore: Einaudi
pagine: 520
Abbiamo tutti il «vizio del cinema», quello che ci fa vivere un film come una seconda vita che interpreta ed esalta la prima
Disponibilità immediata
Padre quotidiano
di Gianni Amelio
editore: Mondadori
pagine: 157
«Ethem mi venne incontro per salutarmi, ma non come faceva di solito, accostando le guance per tre volte
Ordinabile
Politeama
di Gianni Amelio
editore: Mondadori
pagine: 176
Nel Sud affannato degli anni Cinquanta, Luigino vive un'infanzia di stenti e di rabbia, che lo fanno diventare adulto troppo in fretta. Fuori da ogni legame famigliare, perché la madre giovanissima è rinchiusa in un manicomio e del padre non si è mai saputo nemmeno il nome. Luigino ha un sogno: cantare alla radio e magari nella nascente televisione. Mentre cresce resistendo impavido a ogni disavventura e accettando con candore la fragilità delle proprie pulsioni, la sua voce diventa sempre più morbida e flessuosa, come quella delle dive di Sanremo e delle grandi soubrette della rivista. Che qualcuno gli propone di imitare nelle arene dei circhi o sui palcoscenici dell'avanspettacolo. Il pubblico lo applaude e lo beffeggia, lo esalta e lo umilia, senza riuscire a scalfirne la naturale innocenza. Quando la strada dello spettacolo gli viene brutalmente preclusa, Luigi decide di partire per Roma, alla ricerca di un proprio posto nel mondo, per ritrovarsi in mezzo a un'umanità sospesa sull'orlo di un invisibile precipizio. Finché una sera incontra Elide, quindicenne cameriera sola come lui, che gli farà riassaporare per un istante la dolcezza degli affetti e, subito dopo, lo strazio dell'abbandono, trascinando la sua vita in una discesa feroce dall'esito imprevedibile.
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L'ora di regia
editore: Rubbettino
pagine: 157
"La regia ha qualcosa che sfugge a un insegnamento organico così come a un apprendimento immediato. [...] È probabile che in una scuola di cinema non ci siano nemmeno dei metodi assoluti, ma un insieme di fattori che di volta in volta un docente deve tirare fuori [...]. Io continuo a credere che il cinema ti dia la possibilità di mentire ma nello stesso tempo sveli più di ogni altro mezzo le tue bugie. Se ci fosse ancora il dibattito sullo specifico filmico, sarei tentato d'indicarlo nell'implacabilità, diciamo così, della macchina da presa. Appena sostituisci il tuo occhio con un obiettivo, la cinepresa produce più una radiografia che uno sguardo. Quindi, se vuoi mentire, vieni scoperto subito." (Gianni Amelio) "Il mio primo film sono gli anni del Centro Sperimentale di Cinematografia [...]. Quella scuola per me era il Cinema con la C maiuscola, solo a leggere i nomi degli allievi e dei docenti che erano passati per quelle aule provavo un senso di soggezione: erano una parte della storia del cinema, italiano e non solo. Per questo gli anni di scuola li ho presi così seriamente e senza perdonarmi nulla." (Francesco Munzi) Una chiacchierata tra un ex maestro e un ex allievo, che parte dalle aule del Centro Sperimentale e si allarga al senso del mestiere di regista. Per alcune settimane, nell'estate del 2015, i registi di due generazioni si sono incontrati da soli, davanti a un registratore, e hanno poi rivisto e riscritto decine di ore di conversazione, fino a produrre questo volume.
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Così ridevano
di Gianni Amelio
editore: Lindau
pagine: 244
Il volume è dedicato al film che ha consacrato la fama di Gianni Amelio e che si è imposto all'ultima Mostra di Venezia vincendo il Leone d'Oro. Il cuore del libro è rappresentato dalla sceneggiatura integrale del film, accompagnata da una serie di oltre cento immagini (fotogrammi e foto di scena). A essa si accompagna un lungo testo in cui il regista racconta in prima persona il suo lavoro sul set, e un intervento di Franco Prono, curatore del volume.
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Amelio secondo il cinema. Conversazione con Goffredo Fofi
di Gianni Amelio
editore: Donzelli
pagine: 142
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Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film
di Gianni Amelio
editore: Einaudi
pagine: 324
Quando il cinema diventa un vizio? Quando lo si ama troppo. Come spettatori, o facendolo come registi. Gianni Amelio racconta in questo libro il cinema che tutti amiamo: quello classico, da "Quarto potere" a "Casablanca", e quello di anni più recenti, affascinante e spettacolare come le opere di Spielberg, Coppola o Scorsese. Una piccola storia della "settima arte" ricca di curiosità inedite, ma anche un ritratto del cinema "dall'interno", un diario fitto di aneddoti divertenti che insegna come si fa un film.
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