Libri di Giorgio Caproni
Come un'allegoria
di Giorgio Caproni
editore: Garzanti
pagine: 128
Pubblicata nel 1936, "Come un'allegoria" è la prima raccolta di Giorgio Caproni
Disponibilità immediata
Il mondo ha bisogno dei poeti. Interviste e autocommenti 1948-1990
di Giorgio Caproni
editore: Firenze University Press
pagine: 514
Intrigante e apparentemente facile, l'intervista può a volte essere generatrice di stress
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Amore, com'è ferito il secolo. Poesie e lettere alla moglie
di Giorgio Caproni
editore: Manni
pagine: 109
Una raccolta di quindici lettere scambiate tra Giorgio e Rina Caproni. E insieme le più belle poesie di Caproni per la moglie, centro costante della sua vita. L'introduzione e la cura sono di Stefano Verdino. Le foto inedite provengono dall' archivio personale dei figli del poeta, Mauro e Silvana.
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Il labirinto
di Giorgio Caproni
editore: Garzanti
pagine: 112
Il primo dei tre racconti di questo volume, "Giorni aperti" (scritto nel '40), ha per protagonista un giovane soldato alle pre
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La scatola nera
di Giorgio Caproni
editore: Garzanti
pagine: 206
Il volume raccoglie il meglio dei saggi letterari di Giorgio Caproni, protagonista discreto della vita culturale italiana del
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Giudizi del lettore. Pareri editoriali
di Giorgio Caproni
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 170
Giorgio Caproni, uno dei grandi protagonisti della poesia del Novecento, è stato negli anni Sessanta lettore per l'editore Rizzoli. Leggeva manoscritti, per lo più di narrativa, italiana, ma anche straniera; inviava una relazione circostanziata con riassunto articolato del testo, giudizio motivato di lettura, possibilità di collocazione nell'ambito delle collane dell'editrice. Il grande poeta vi lavora con impegno e con intelligenza critica. I suoi riassunti diventano dei piccoli racconti, nella prosa secca e arguta, che è la sua cifra. I giudizi sono sempre franchi e a volte affilati. Tra i narratori italiani passati al suo vaglio vi sono Bonaviri, Crovi, Joppolo, Maurensig, Morselli, Saito, Sanminiatelli, Sgorlon, Strati, Vaime. Le schede riguardano anche una serie di narratori stranieri, soprattutto francesi (Skvorecky, Vassiokos, Brassens, Chabrol, Tillon, ecc.). Una scheda quanto mai interessante è quella relativa al pluribocciato (editorialmente) Guido Morselli, tanto più che - come si è detto - Caproni non lo boccia affatto ma, suggerite alcune revisioni per l'autore, esorta l'editore alla pubblicazione. Da queste schede discende anche un'idea del romanzo: da una parte il fastidio per gli irriducibili del Neorealismo e per le varie scelte alla moda (giochi linguistici e argomenti erotici), dall'altra l'apprezzamento per l'ironia e il paradosso, e in generale l'attenzione al rovesciamento della prospettiva consueta e al procedere contrappuntistico della narrazione.
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