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Libri di Giulio Laurenti

Ricordi di Natale

editore: Graphe.it

pagine: 69

«Il ricordo è un modo di incontrarsi» affermava Gibran e questa frase è molto più vera a Natale, quando i momenti delle feste passate tornano a galla e riempiono il cuore. I testi di questo quarto libretto della collana Natale ieri e oggi vogliono proprio ricordare (cioè ridare al cuore) il senso della festa.Con Matilde Serao compiamo un viaggio dove tutto è iniziato: con il suo piglio giornalistico, infatti, Serao descrive Betlemme, la grotta del presepe e il villaggio di Ain Kerem. Le rimembranze di un suo viaggio in Palestina diventano per noi testimonianza di un Natale che non c'è più.Ne L'orango Giulio Laurenti ci guida in un viaggio più intimo in cui nel presepe, come tipica rappresentazione che allestiamo nelle nostre case, figura anche un orango, personaggio insolito, che rappresenta lo spartiacque tra l'infanzia e l'età adulta.I due racconti sono introdotti dalla poesia Febbre di Vittoria Aganoor Pompilj che, ancora una volta, si muove nel vasto orizzonte dei ricordi natalizi.
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La madre dell'uovo

di Giulio Laurenti

editore: Effigie

pagine: 258

Parrebbe un noire invece è una vicenda realmente accaduta. Due storie che s'incontrano: quella di un ragazzo in rivolta contro la brutalità del potere, con il destino di una giovane giornalista che sette anni prima, in Somalia, indagava sul traffico di rifiuti tossici. Perché il fotoreporter testimone non parla? Quale segreto lo lega agli avvoltoi che roteano attorno ai due giovani protagonisti? Ogni generazione crede di essere la prima a ribellarsi a una realtà ingiusta, ma il potere ricorda chi si ribellò in passato e sa quindi prevedere chi lo farà in futuro; per questo colpisce con precisione. Quale ombra getta questo intrigo sulle odierne forze dell'ordine d'Europa? Questo romanzo si interroga sulla capacità delle immagini di svelare o di nascondere ciò che inquadrano. Di fronte alla rappresentazione della violenza, rileva le responsabilità tanto del fotoreporter quanto dell'osservatore nell'assumere un punto di vista: se quello di chi la esercita o quello di chi la subisce.
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19,00

Suerte. Io, Ilan Fernández narcotrafficante. Una confessione

di Giulio Laurenti

editore: Einaudi

pagine: 230

Che cosa si prova a vivere con la morte come assidua compagna? Per più di un anno Ilan Fernández, uno dei maggiori narcotrafficanti a livello internazionale, oggi imprenditore di successo, ha raccontato a Giulio Laurenti la sua vita rocambolesca e pericolosa: anzi, le sue due vite. Quelle confessioni sono diventate un romanzo, dalla voce inconfondibile e unica, col timbro della verità definitiva. E la cocaina ci appare sotto una luce che non avevamo mai considerato, frutto come è di uno smercio intriso di morte. L'infanzia violenta a Cali, dove "si inizia con i lividi e si finisce con i buchi delle sventagliate di mitra", la rabbiosa voglia di rivalsa, i primi passi nel mondo del crimine come unico modo per restare a galla, la droga, il traffico d'armi. In poco tempo Ilan scala tutti i gradini della gerarchia criminale colombiana e a diciannove anni è il maggior responsabile della cocaina che imbianca l'Europa, oltre che il Sudamerica e gli Stati Uniti. Una vita tra lussi, eccessi, donne e Ferrari. Fino a quando, per l'ostinata caccia di un poliziotto, non viene catturato a Barcellona. Ma proprio in galera scaturisce l'idea del marchio DePutaMadre69, la rinascita. La violenza, l'ansia di riscatto, il mito della ricchezza facile, l'eccesso, l'ossessione per la performance, la corsa senza tregua verso un senso delle cose mai afferrabile.
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