Libri di Giuseppe Berto
Le opere di Dio
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 192
L'esordio di Giuseppe Berto sulla scena letteraria avviene nel dopoguerra: "Il cielo è rosso", uscito nel 1947, narra la crude
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La fantarca
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 160
È il 1965 quando Giuseppe Berto pubblica con Rizzoli "La fantarca", con cui esce completamente dai propri schemi e da quelli d
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Oh, Serafina!
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 176
Augusto Secondo Valle, erede della Fiba, la Fabbrica Italiana Bottoni e Aeroplani che tuttavia ha fabbricato sempre e solo bot
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Il brigante
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 336
Nel 1951, l'anno in cui pubblica "Il brigante", Berto è già uno scrittore affermato
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La cosa buffa
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 368
Antonio, il protagonista de "La cosa buffa" di Giuseppe Berto, pubblicato nel 1966, due anni dopo "Il male oscuro", è convinto
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Il cielo è rosso
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 420
Nel 1944 Berto è «prigioniero di guerra» a Hereford nel Texas, in uno di quei campi americani in cui sono reclusi tutti quelli
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Anonimo veneziano
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 109
"Nato quasi per caso da un suggerimento di Enrico Maria Salerno, che da un proprio soggetto voleva trarre il suo primo film, '
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La gloria
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 199
«Sognavo un romanzo ambizioso e bellissimo e l'ho scritto pensando ai giovani e a tutti coloro che non credono in Dio, ma sent
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Il male oscuro
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 508
Apparso per la prima volta nel 1964, "Il male oscuro" ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L'apprezzamento critico che ne segui, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest'opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l'ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell'epoca caratterizzata da una società in piena espansione, "Il male oscuro", come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un'epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un'autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d'animo». Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con "La coscienza di Zeno" di Svevo e "La cognizione del dolore" di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. "Il male oscuro", tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l'epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi). Un'assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare «stile psicoanalitico». Una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi «la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l'industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna»... la malattia di un'epoca apparentemente felice.
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Elogio della vanità. Ediz. numerata
di Giuseppe Berto
editore: Edizioni settecolori (milano)
pagine: 80
Nel 1965, un anno dopo il trionfo di critiche, di vendite e di premi di "Il male oscuro", Giuseppe Berto fu invitato dalla Riz
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Le opere di Dio
di Giuseppe Berto
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 245
Il fronte è vicino, gli americani sono alle porte e, insieme all'eco delle esplosioni, si fanno sempre più inquietanti le voci su cosa accadrà all'arrivo degli Alleati. Spinta dalla minaccia di un destino funesto, una famiglia contadina decide dunque di fare i bagagli nella speranza di trovare la salvezza. È così che il vecchio Mangano, con al seguito moglie, figli, nuora e nipotino di pochi anni, abbandona la cascina che fino a quel momento è stata il centro della sua esistenza e intraprende un viaggio senza meta precisa. Steso nel 1944 durante la prigionia dell'autore in Texas, "Le opere di Dio" è il primo romanzo che Giuseppe Berto abbia scritto: una metafora narrata degli orrori della guerra, vista come catastrofe e come enigma, sconfitta della pietà, inspiegabile silenzio di Dio. Preceduto da "L'inconsapevole approccio". Prefazione di Cesare De Michelis.
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