Libri di Giuseppe Naretto
L'orizzonte capovolto
di Giuseppe Naretto
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 235
La vita di Massimo Dighera scorre tranquilla, tra casa, la sua Torino e l'ospedale dove lavora come rianimatore. Tutto procede bene fino al giorno in cui il suo orizzonte si capovolge all'improvviso: viene investito da un'automobile mentre fa jogging. Ha una brutta frattura e finisce in rianimazione, dove per una volta è paziente e non medico, passivo e non attivo, e fa l'esperienza istruttiva e straniante di vivere le paure dei suoi pazienti. In reparto incontra Davide, un ragazzo che ha salvato dalla morte molti anni prima, e che non ha superato il trauma dell'incidente in montagna in cui ha rischiato la vita. Ha completamente dimenticato la dinamica della tragedia, ed è visitato da incubi. Massimo Dighera, per la prima volta dopo anni di lavoro matto e disperatissimo in reparto, ha molto tempo libero, che gli permette di pensare alla storia di Davide. Ha inizio un'indagine che lo condurrà a Macugnaga, sotto la parete est del Monte Rosa, dove sono accaduti i fatti drammatici che hanno portato all'incidente di Davide e alla perdita di uno dei compagni di cordata. Eroismo e poesia della montagna, arte medica e compassione per le sofferenze degli uomini sono gli ingredienti di questa indagine nel corpo e nella anima...
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Notti di guardia
di Giuseppe Naretto
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 154
Il dottor Massimo Dighera lavora nella rianimazione di un grande ospedale. Una notte, nel suo reparto viene ricoverato Aldo Martinez, vittima di un incidente stradale. Per uno come Dighera, stare al fianco di chi lotta tra la vita e la morte è storia di tutti i giorni, ma di fronte a quest'uomo ammutolito, immerso nel suo sonno indotto, in lui scatta qualcosa: sente il bisogno di capirci di più. Perché un manager in carriera si getta all'improvviso contro un TIR? Ha così inizio un'indagine che dal letto d'ospedale passa al luogo dell'incidente. Abituato a confrontarsi con la sinistra prossimità della morte Dighera sperimenta il disorientamento che si prova, talvolta, di fronte alla nudità del cuore di un altro essere umano: forse vittima, forse carnefice, forse entrambe le cose. Notte dopo notte, mentre il corpo di Martinez inizia a rispondere alle cure, Dighera si ritrova sempre più impigliato nei tormenti della sua anima, fino a chiedersi se la verità sia così importante e se non sia meglio tornare a essere, semplicemente, un medico che salva una vita.
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