Libri di Goffredo Fofi
Da pochi a pochi. Appunti di sopravvivenza
di Goffredo Fofi
editore: Elèuthera
pagine: 224
È straordinario, ci dice Fofi, come nel nostro paese, anche nei momenti di maggior conformismo, nascano minoranze agenti che c
Disponibilità immediata
Il cinema del no. Visioni anarchiche della vita e della società
di Goffredo Fofi
editore: Eleuthera
pagine: 108
Se è vero che la grande arte ha sempre in sé qualcosa di anarchico, di critica dell'esistente, di contestazione dell'ordine sociale dato, il cinema ha sempre avuto due anime: quella consolatoria, ovvia, tesa a intorpidire le menti (prevalente), e quella non conciliata, provocatoria, critica del "mondo cosi com'è" (minoritaria). Ed è di quest'ultima che si occupa Fofi, di quel cinema che ha cercato l'oltre e il fondo, che ha esplorato territori e linguaggi capaci di mettere a nudo ogni maschera del potere, ogni cultura dell'accettazione, ogni mercato dell'intelligenza e dell'immaginazione. Tanti gli esempi di questo rapporto diretto o indiretto tra cinema e anarchia che possono essere rintracciati in film e registi sia del passato, a partire da maestri come Vigo e Bunuel, sia del presente, in autori come Kaurismàki, Oshima o Cipri e Maresco. Ne viene fuori un sorprendente affresco che ci dà conto di quell'inesausto filone della sfida e della grazia che continua sotterraneamente ad agire nel cinema del nostro tempo.
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Simenon, l'uomo nudo
editore: L'Ancora del Mediterraneo
pagine: 98
Una completa "storia" di Georges Simenon. Prima di tutto, la biografia: i rapporti con la madre e la morte del padre; l'invenzione di Maigret, suo alter ego; tutte le donne, dalle mogli alle amanti; l'orrore per il diverso e per l'omosessualità; ; i figli e l'opulenza di una vita vissuta tra la Francia, l'America e di nuovo la Francia. E poi il Simenon di Maigret: la diffusione in Italia delle sue inchieste, dalle prime edizioni alla televisione; il giallo francese e quelli americani, fino ai nuovi e recenti successi. Infine, il Simenon "serio" dei grandi romanzi senza il commissario, dove traspare la storia personale dello scrittore: una storia da cui egli cerca di prendere le distanze, ma che costruisce un'insuperabile autobiografia.
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Gli anni d'oro del Diario Vitt
editore: Stampa alternativa
pagine: 326
Gli anni d'oro, gli anni Sessanta e Settanta, del mitico Diario Vitt sono ripercorsi attraverso le vignette e le storie di Benito Jacovitti e alcuni dei testi, a volte d'autore, da Sergio Zavoli a Indro Montanelli, che li accompagnavano. Un'occasione per ripercorrere anche una parte della storia sociale, del costume e della cultura del nostro Paese. lnfatti ai disegni e ai testi fa da controcanto il commento divertito e divertente, ma colto e puntuale di Goffredo Fofi che accompagna il lettore in questo viaggio nella memoria giocando sul filo del ricordo, dell'emozione e della nostalgia. A sottolineare l'importanza del Diario Vitt contribuisce l'intervento di Gianni Brunoro che ricostruisce l'affermarsi negli stessi anni di un nuovo rapporto tra i fumetti e la scuola con la nascita di diversi Diari a fumetti, da quello di B. C. a quello Disney, di cui sono riportate caratteristiche e illustrazioni.
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Elogio della disobbedienza civile
di Goffredo Fofi
editore: Nottetempo
pagine: 91
Qual è la differenza tra disobbedienza civile e nonviolenza? Quando i cittadini hanno il dovere di opporsi a uno stato ingiusto e come? Goffredo Fofi ripercorre la storia dei movimenti di disobbedienza civile da Thoreau a Gandhi, dal '68 al trentennio berlusconiano, raccontandone la nascita e la crisi, offrendo una mappa a chi oggi voglia ancora resistere. Perché l'unica via contro un potere manipolatorio e coercitivo è ancora non accettare, smettere di obbedire prima che sia troppo tardi.
Fuori catalogo
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Ordinabile
Come in uno specchio. I grandi registi della storia del cinema
di Goffredo Fofi
editore: Donzelli
pagine: 288
In questo libro, per brevi voci che congiungono informazione e riflessione, biografia e storia, Fofi racconta gli autori più rappresentativi di questi cento anni, le scuole, i periodi, i momenti più importanti dell'evoluzione di un'arte letta e giudicata criticamente nei suoi rapporti con la società. Al centro della riflessione di Fofi rimane il cinema d'autore: quel cinema che, in modi autonomi e insostituibili, ha saputo dare all'uomo del Novecento quanto, e forse più, hanno saputo offrirgli la letteratura, la musica, il teatro, la fotografia. Il risultato è una galleria di "ritratti" che introduce ai dilemmi di un'arte il cui spazio è forse da ridefinire.
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Leggere, scrivere, disobbedire. Conversazione con Goffredo Fofi
editore: Minimum fax
pagine: 110
In questo lunga intervista Stefano Benni, stimolato da Goffredo Fofi, ragiona sul suo percorso dentro la scrittura, la politica e le comunicazioni di massa. E su queste ultime si sofferma in particolar modo, sempre alla ricerca di un possibile utilizzo "pedagogico" del mezzo televisivo che lo sottragga al suo ruolo di causa di effetti ben più endemici: di istupidimento e acculturazione forzata. Nell'intervista è presentata anche una vera e propria storia della sinistra italiana in cui Benni ripercorre miserie e ragioni dei corridoi e delle basi "progressiste".
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La vocazione minoritaria. Intervista sulle minoranze
di Goffredo Fofi
editore: Laterza
pagine: 164
Nel dialogo tra Goffredo Fofi e Oreste Pivetta sfilano gli ultimi cinquant'anni deL nostro Paese, dalla caduta del fascismo al boom economico, da Berlinguer e Moro al craxismo, all'era della televisione commerciale e al berlusconismo, fino alla sconfitta della sinistra. Fofi rievoca le sue esperienze tra i bambini affamati di Cortile Cascino a Palermo negli anni Cinquanta e quelli dei bassi della Mensa popolare a Napoli negli anni Settanta, nei movimenti del Sessantotto e nella successiva resistenza di fronte alla caduta del sistema politico e alla dispersione dei valori morali e civili. Campeggiano le figure di grandi personaggi dell'economia, della politica e della cultura, da Olivetti a Pasolini, dalla Morante alla Ortese, da Danilo Dolci a Nuto Revelli. Uomini e donne che cercarono criticamente di indicare vie alternative - nel lavoro, nella scuola e nell'educazione, nel modello del vivere cittadino. Il fallimento del loro progressismo e la nostra incuria hanno poi consegnato il paese al degrado politico, culturale, ambientale. Ma la storia racconta anche finali differenti: basti pensare alla traccia di potente educazione morale lasciata da Aldo Capitini o dall'esempio non dimenticato di don Milani, il prete di Barbiana.
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