Il tuo browser non supporta JavaScript!

Libri di Goffredo Parise

Sillabari letto da Nanni Moretti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Goffredo Parise

editore: Emons Edizioni

"Sillabari" raccoglie una serie di racconti brevi sui sentimenti nella loro essenzialità

Il prete bello

di Goffredo Parise

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 272

Il ragazzo morto e le comete. Ediz. speciale

di Parise Goffredo

editore: Neri Pozza

pagine: 201

Pubblicato per la prima volta nel 1951 presso Neri Pozza, "Il ragazzo morto e le comete" - "un libro lirico e cubista (cioè ro

Gli americani a Vicenza e altri racconti 1952-1965

di Parise Goffredo

editore: Adelphi

pagine: 220

Benché uscito dopo la sua morte, questo libro porta a compimento un progetto di Parise: radunare intorno a "Gli americani a Vi

«Se mi vede Cecchi, sono fritto». Corrispondenza e scritti 1962-1973

editore: Adelphi

pagine: 346

Gadda e Parise cominciano a frequentarsi nel 1961, allorché Parise acquista una casa a Monte Mario, non lontano dall'appartame

Veneto barbaro di muschi e nebbie

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

pagine: 168

Originale reportage assemblato a quattro maniche rappresenta un'equilibrata fusione di immagini e letteratura, di scatti carpiti durante i vagabondaggi per le valli e le illustrazioni letterarie composte in presa diretta dallo scrittore vicentino. Tra immagine e parola si crea una tensione che diventa comune sensibilità di inquadrature e identità d'occhio, d'amore, che tradisce più passione che mestiere. Le fotografie di Capellini restituiscono una grande emozione che si fa addirittura olfattiva e tattile al ricordo dei luoghi e dei momenti evocati. È una dichiarazione d'appartenenza ad una terra che ha conservato la sua forza barbarica e vitale, così come i suoi muschi, le sue acque, le candide nevi e le nebbie autunnali.

Sillabari letto da Nanni Moretti. Audiolibro. CD Audio formato MP3

di Goffredo Parise

editore: Emons Edizioni

Capolavoro della letteratura italiana contemporanea, "Sillabari" è una collezione di racconti brevi e fulminanti sulle esperie

Il prete bello

di Goffredo Parise

editore: Adelphi

pagine: 259

"Nel 1953 Goffredo Parise si trasferisce a Milano, dove ha trovato lavoro presso un grande editore. Ha pubblicato due romanzi che pochi conoscono - "Il ragazzo morto e le comete" e "La grande vacanza" - e ha il vago desiderio di scriverne un terzo che diverta e commuova "tanto da cacciare il freddo e la solitudine": un romanzo "con molti personaggi allegri", ma soprattutto "estivo". Uscito nel maggio del 1954, "Il prete bello" riscuoterà un clamoroso successo. E rileggendolo oggi ci accorgiamo che il suo segreto sta tutto in quella genesi: nella festosa eccentricità dei personaggi che popolano un labirintico e fiabesco caseggiato nella Vicenza del 1940, e di colui che saprà stregarli tutti: don Gastone, il "prete bello". Personaggi quali la ricca signorina Immacolata; le Walenska, madre e figlia, che si scaldano ingrandendo con una enorme lente l'unico raggio di sole che penetra nella loro stanza; il cav. Esposito, che tiene sotto chiave le cinque figlie concupiscenti; Fedora, la cui rigogliosa natura si spande dagli occhi e da tutto il corpo; e la cenciosa banda di ragazzi truffaldini e sentimentali che nei vicoli e sotto i portici cercano ogni giorno di sopravvivere. In tutti loro, nelle vene e nel sangue, l'atletico, elegante, vanesio don Gastone si infiltra come una passione oscura, violenta ma capace di dare improvvisamente vita - e come nel "Ragazzo morto e le comete" ci troviamo di fronte a "una sostanza poetica che ribolle e rifiuta di assestarsi entro schemi definiti"." (Eugenio Montale)

Sillabari

di Goffredo Parise

editore: Adelphi

pagine: 359

"Forse il modo migliore per leggere quello che insieme a "Il ragazzo morto e le comete", a "Il padrone" e a "L'odore del sangue" è tra i vertici dell'opera di Parise, è fare come se di Parise non conoscessimo nulla, e questo libro uscisse per la prima volta oggi. Che immagine ci faremmo dell'autore dei "Sillabari"? I suoi racconti sembrano prossimi alla Mitteleuropa di Peter Altenberg: nel sentimento che non scade nel sentimentalismo, nell'asciutta creaturalità, nella musica fintamente trasandata; ma può anche essere un seguace del Robert Walser dei racconti in forma di temi di scuola: meno follemente didascalico, più narrativo, più "carnale"; o può somigliare a uno scrittore americano alla Truman Capote: per lo sguardo acuto e quasi tattile che cala nel mondo dell'adolescenza, per la capacità di dare parole ai trasalimenti privi di parole del corpo". (Giuseppe Montesano)

Lontano

di Goffredo Parise

editore: Adelphi

pagine: 126

Il villaggio dei solenni Meo, nel Laos, pervaso dall'odore "di immensa stravaganza" dell'oppio, dove tutto sembra sospeso; il lampo d'oro, destinato a durare per l'eternità, che gli occhi e i capelli di Ignazio, l'amico adolescente, mandano un giorno su un campo da tennis; la tigre avvolta dalla nebbia e come "distesa su piume o aria" che appare d'improvviso, alla luce dei fari, su una strada della Malesia; il pavillon fuori moda dove - fra spumeggianti bicchieri di Itala Pilsen, giovani donne fasciate di seta e ufficiali tedeschi col monocolo - pochi minuti di oscuramento e il fischio degli Stuka possono condensare la guerra; l'"arruffio di gesti tutti precisamente sintonici" che nel ricordo si rivelerà essere l'amore; lo sguardo appannato, "come una pellicola selvatica poggiata sulla cornea", di una delle più famose spie, Kim Philby, colto in un albergo di Mosca. Sono gli inattesi lampi di verità, gli improvvisi scatti della memoria, le manifestazioni dell'arte della vita offerti ai lettori del "Corriere della Sera" fra l'aprile del 1982 e il marzo del 1983: e non è un caso che, quasi a radunare idealmente questi brevi testi di massima densità in un terzo e più malinconico 'sillabario', Parise avesse scelto la rubrica "Lontano". Perché quello che si impara - sembra dirci Parise - lo si impara di colpo, da un momento all'altro, ma per lo più nel ricordo, quando ormai è troppo tardi.

L'eleganza è frigida

di Goffredo Parise

editore: Adelphi

pagine: 169

La prima notte che Marco trascorre a Tokyo è sorprendentemente silenziosa - e il suo sonno "simile a quelli della convalescenza o della salvezza". Mai, tuttavia, la singolarità delle sue inchieste è stata così lampante, e mai il loro fascino così intenso: a raccontarci il Giappone, "pianeta rotante nel silenzio e nella solitudine della volta celeste", è infatti un doppio dell'autore, in fuga da un paese sconvolto da "millenni di furti, ricatti e assassinii". E a muoverlo è quello stesso bisogno di essenzialità, di rigenerazione, che innerva uno dei vertici della narrativa di Parise, i Sillabati. Attraverso il suo sguardo infantile, il lettore conoscerà le più diverse facce del Giappone: dai templi di Kyoto, dove si può percepire "il distacco dal corpo che avviene per poco ossigeno", ai lottatori di sumo, che sprigionano la più alta forma di espressività fisiologica; dall'atelier dove il vecchio Moriu-guchi dipinge chimono con sicurezza sublime, "simile al lavoro appena frusciante dei bachi da seta nei granai", ai cantanti di gagaku, nella cui voce risuonano i "movimenti lentissimi degli immensi blocchi gelidi dell'era glaciale". E scoprirà l'anima segreta di un paese che cela, dietro la maschera occidentale, un "classicismo cellulare".

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento