Libri di H. C. Cicortas
Racconti fantastici
di Mircea Eliade
editore: Castelvecchi
pagine: 784
Un professore, giunto a Bucarest con l'intento di porre fine alla propria vita, sopravvive alla scarica di un fulmine, e da qu
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Diario. 1935-1944
di Mihail Sebastian
editore: Castelvecchi
pagine: 848
Accolto alla sua pubblicazione nel 1996 come un vero evento letterario, il Diario di Mihail Sebastian è uno dei libri fondamen
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Racconti fantastici
di Mircea Eliade
editore: Castelvecchi
pagine: 608
L'amore irrealizzabile per una nobildonna-vampiro, l'incantesimo di un serpente nei pressi di un monastero, eventi inspiegabil
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Una segreta complicità. Lettere 1933-1983
editore: Adelphi
pagine: 300
Nella fotografia riprodotta sulla copertina di questo libro, che ritrae Mircea Eliade e Cioran insieme a Parigi, negli anni Se
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Il segreto del dottor Honigberger
di Mircea Eliade
editore: Bietti
pagine: 120
Uno studioso scomparso in circostanze misteriose, dileguatosi senza lasciare traccia alcuna; un diario cifrato, contenente res
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Occultismo, stregoneria e mode culturali. Saggi di religioni comparate
di Mircea Eliade
editore: Lindau
pagine: 212
I saggi che compongono questo volume sono stati raccolti da Eliade nella fase matura della sua vita, riprendendo una serie di
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Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento
di Ioan Petru Culianu
editore: Lindau
pagine: 268
Frutto degli studi su Marsilio Ficino intrapresi dal giovane Ioan Petru Culianu dapprima in Romania e poi in Italia, locati se
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Cosmologia e alchimia babilonesi
di Mircea Eliade
editore: Lindau
pagine: 126
Concepito come «capitolo introduttivo di un'opera più ampia sull'evoluzione mentale dell'umanità», Cosmologia e alchimia babil
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Divagazioni
di Emil M. Cioran
editore: Lindau
pagine: 112
Uno degli ultimi testi scritti da Cioran in romeno - e probabilmente l'ultimo concepito come libro -, Divagazioni rappresenta uno spartiacque nella sua carriera letteraria. A circa 35 anni, l'autore inizia a esitare nella scelta della formula più efficace per dare espressione ai propri pensieri. Si avverte che la punta della penna stilografica vorrebbe scivolare verso un'altra lingua. Nel passaggio dal romeno al francese, questo libro segna l'orlo di un precipizio che Cioran avrebbe poi felicemente superato posando il piede oltre, su un terreno che si sarebbe rivelato particolarmente fertile.A differenza dei testi precedenti, caratterizzati da un entusiasmo solidale con la filosofia, o dal fascino esercitato su di lui dalla formula lirica sottilmente intrecciata con l'espressione aforistica, qui lo scrittore, ormai trapiantato a Parigi, sembra scegliere una nuova via, meno spettacolare e meno eccentrica.La frenesia di Al culmine della disperazione e il tono poetico di Breviario dei vinti sono ormai abbandonati e sostituiti da un dire malinconico, monocorde e dimissionario, da parte di colui che non intravede più nessuna soluzione all'«ineffabile» dell'esistenza.Egli porge l'orecchio al silenzio assoluto che avvolge l'universo e scopre il vuoto, quell'enorme baratro in cui la materia rarefatta non ha alcuna giustificazione, come del resto nemmeno la vita, manifestazione improbabile dello stesso principio del non essere. Si preannuncia un nuovo cammino, in cui svanirà anche il sentimento di inutilità predominante in Divagazioni, per far posto ad altri concetti che susciteranno in Cioran insospettabili energie: decomposizioni, amarezza, squartamenti, anatemi e una congerie di altri inconvenienti.
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