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Libri di Ingmar Bergman

Il vangelo secondo Bergman. Storia di un capolavoro mancato. Testo svedese a fronte

di Ingmar Bergman

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 100

Nel 1974, la Rai chiese a Bergman di realizzare un film su Gesù
14,00

Il settimo sigillo

di Ingmar Bergman

editore: Iperborea

pagine: 117

Sulle rive di un inquieto mare incolore, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte
15,00

Lanterna magica

di Bergman Ingmar

editore: Garzanti Libri

pagine: 259

L'autobiografia del grande regista si snoda come un film, nel quale i personaggi sono i fantasmi della memoria, i morti "costr
15,00

Conversazioni private

di Ingmar Bergman

editore: Garzanti Libri

pagine: 149

Anna, dopo essersi sposata "per amore" e contro la volontà della propria famiglia, ha iniziato una relazione con un giovane studente di teologia. A spingerla tra le braccia di Tomas è una passione inattesa ma travolgente, che la riscuote dal torpore dell'abitudine e dalla gabbia del matrimonio. In queste sei conversazioni - sei incontri: con un vecchio amico e confidente come padre Jacob, con suo marito, il pastore Henrik, con sua madre e con Tomas - Anna mette a nudo la propria anima. La progressione narrativa di "Conversazioni private" fa conoscere gli amori e i tormenti di questa donna ora forte, ora vulnerabile, la sua sensualità ma soprattutto la sua lotta per affermare la propria volontà e le proprie scelte, e insieme per comprendere sé stessa. Anche se, come dimostra Bergman in questo romanzo, quella per i propri sentimenti è una lotta che ha bisogno tanto della verità quanto della menzogna, non solo nei confronti degli altri.
15,60

Immagini

di Ingmar Bergman

editore: Garzanti Libri

pagine: 404

In "Immagini" il regista svedese ripercorre la sua carriera artistica, da "Spasimo", la pellicola con la quale esordì nel 1945, fino a "Fanny e Alexander", che nel 1982 segnò il suo addio al cinema. Bergman ricostruisce la genesi e la realizzazione di tutti i suoi film, raggruppando le proprie opere per affinità tematiche e stilistiche; un'ampia e accurata scelta di immagini restituisce un universo figurativo di intensa suggestione. È una testimonianza caratterizzata dalla sincerità totale, impietosa, che contraddistingue l'intera opera di Bergman. Attraverso i suoi film, nel processo stesso della lavorazione, dall'idea iniziale alla stesura del soggetto, fino al lavoro con gli attori, il regista conduce la propria ricerca con inflessibile rigore: la dedizione, l'impegno e spesso la dolorosa impossibilità di separare la vita privata dal set, sono altrettanti sintomi di una tensione creativa e psicologica difficilmente eguagliagli. Il racconto di Bergman assume così il valore di un itinerario personale ricchissimo per profondità ed emozioni, in cui è possibile rintracciare, in ogni pagina, i segni della lotta dell'artista con la sua opera, la trasformazione di un mondo interiore in racconto, in parole, in immagini memorabili.
22,00

Il giorno finisce presto

di Ingmar Bergman

editore: Iperborea

pagine: 102

Finora inedito in Italia, il dramma in tre atti rappresentato allo Stadsteater di Göteborg, nel 1947. Nel pomeriggio che precede la festa di mezz'estate, la pittrice Jenny riceve la visita di una misteriosa signora che le dice che l'indomani passerà a prendere la sua anima. Con lei, porterà via altre quattro o cinque persone. Triste presagio o pura follia? Cosa succederà ventiquattr'ore dopo? Dramma giovanile del maestro, racchiude in nuce temi e personaggi che hanno caratterizzato i film soprattutto nel periodo compreso tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60, primo tra tutti "Il settimo sigillo".
11,00

Lanterna magica

di Ingmar Bergman

editore: Garzanti

pagine: 259

L'autobiografia del grande regista si snoda come un film, nel quale i personaggi sono i fantasmi della memoria, i morti "costr
16,60

Tre diari

editore: Iperborea

pagine: 264

Ultimo libro scritto da Ingmar Bergman, è un diario sulla malattia dell'amatissima prima moglie Ingrid von Rosen, in cui alla
15,50

Sarabanda

di Ingmar Bergman

editore: Iperborea

pagine: 108

"Pensavo che tu mi stessi chiamando": è per rispondere a una misteriosa muta chiamata, che Marianne va d'improvviso a trovare Johan, l'ex marito con cui non è in contatto da trent'anni. La sua comparsa nella casa nei boschi dove Johan è tornato a vivere la sua vecchiaia, e gli incontri con suo figlio Henrik e la nipote Karin, entrambi violoncellisti venuti a passare l'estate nel vicino cottage sul lago, costringeranno ognuno a un confronto con gli altri e con se stesso, facendo emergere l'irrisolta complessità dei rapporti che li legano. Il mistero dell'amore e dell'odio, l'ineluttabile conflitto tra padri e figli, tra indifferenza e attaccamento morboso, la vecchiaia, l'angoscia degli "ultimi giorni" sono i temi di questa Sarabanda, danza lenta e severa in cui le coppie si formano e si disfano: dieci scene, dieci dialoghi in cui i personaggi s'incontrano e si sciolgono a due a due. Un testo scomodo nella sua cruda onestà, ma il cui vero messaggio non è affidato alle parole, ma ai silenzi e ai gesti: alla tenerezza di un abbraccio, di un tenersi per mano, di un denudarsi accettando di rivelare l'uno all'altro la fragilità di corpi segnati. Risuona forte la nostalgia della grande assente, Anna, la moglie, madre e nuora scomparsa, onnipresente nei pensieri e in una fotografia-icona. È la nostalgia di un amore che si riversa su tutti, "stato di grazia" e miracolo "che rende la vita possibile".
10,50

Con le migliori intenzioni

di Ingmar Bergman

editore: Garzanti

pagine: 336

Una passione spettacolare ed epica, quella dei genitori del celebre regista svedese: Henrik, povero studente di teologia e Ann
11,36

Pittura su legno

di Ingmar Bergman

editore: Einaudi

pagine: 56

Questa breve rappresentazione scenica fu composta dal grande regista svedese nel 1954, per un saggio degli allievi dell'Accademia di Malmo, e ottenne entusiastici consensi. Bergman vi descrive le paure dell'uomo dinanzi alla morte, l'angoscioso senso del limite che ci caratterizza, l'incombere della fine. Non a caso la vicenda è ambientata nel Medio Evo, epoca di ansie millenaristiche e terrori apocalittici, dove si espressero tutte le precarie risposte che l'uomo tentò di trovare: l'arte, la fede, l'indifferenza, la scelta del male e quella del dolore fisico. Di certo il Terrore atomico degli anni in cui il testo fu scritto non è estraneo alla cupezza di questa visione, e si riverbera anche nel "Settimo sigillo", di cui la pièce è la traccia.
9,80

Il quinto atto

di Ingmar Bergman

editore: Garzanti

pagine: 224

Nei testi in forma drammatico-narrativo che ha raccolto nel "Quinto atto" la letteratura e lo spettacolo trovano un nuovo punt
16,53

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