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Libri di Jean Teulé

Il marchese di Montespan

di Teulé Jean

editore: Beat

pagine: 252

Alla corte di Luigi XIV di Francia, Louis-Henri di Montespan è sulla bocca di tutti
9,00

Fiore di tuono

di Jean Teulé

editore: Neri Pozza

pagine: 205

Hélène Jégado è una ragazza adorabile. Ha occhi cerulei e curiosi che si perdono tra le onde dell'Atlantico e lunghi capelli biondi nascosti sotto un tradizionale copricapo bretone. Inoltre è intelligente, servizievole e bella come i "fiori di tuono" che raccoglie nei campi di fronte a casa. Com'è possibile allora che, solo pochi anni dopo, nel 1851, la polizia la bracchi ritenendola la serial killer più spietata che la Francia abbia mai conosciuto? La spiegazione risiede in un'antica e macabra leggenda celtica che un giorno la madre di Hélène racconta alla figlia: secondo la credenza, la Morte era solita servirsi di "un operaio" di nome Ankou, uno spirito maligno che si incarnava nelle persone e le costringeva a mietere più vittime possibile. Al pari di tutti gli abitanti della Bretagna del Sud, anche Hélène crede ciecamente a quella leggenda. Lo fa perché non ha cultura, certo, ma anche perché quello è l'unico modo che conosce per esorcizzare la paura e giustificare la profonda miseria in cui è costretta a vivere. Così, quando sull'altare di una chiesa in rovina scopre una piccola statua di Ankou e un'incisione - "Non risparmierò nessuno. Né papi né cardinali. Né re né regine" - si sente possedere da una forza nuova, incontenibile, e non ha più dubbi: il Dio del massacro è entrato in lei. Appresi dalla madre tutti i trucchi del mestiere di cuoca, Hélène inizia a girare la Francia...
16,00

Vita breve di un giovane gentiluomo

di Jean Teulé

editore: Neri Pozza

pagine: 141

14,50

Rainbow per Rimbaud

di Jean Teulé

editore: Nutrimenti

pagine: 156

Charleville-Mézières, due ore in treno da Parigi, giorni nostri. Robert ha trentasei anni, è alto due metri e dieci, ha lunghi capelli rossi raccolti in una coda di cavallo e arti lunghi e sottili. Dorme in un armadio, su cui ha inciso la parola Battello. Ha imparato a memoria tutte le poesie di Rimbaud e ogni giorno va a rendergli omaggio al cimitero dove è sepolto. Un giorno parte per l'Egitto in compagnia di Isabelle - conosciuta per caso al telefono -, prima tappa di un lungo pellegrinaggio nei luoghi in cui il grande poeta francese è vissuto. Robert sembra uscito di senno e si fa tatuare le poesie di Rimbaud sul viso e sul corpo: vuole penetrare in tutto e per tutto il suo idolo. Il viaggio della coppia prosegue per Dakar, Gorée, Capo Verde. A Tarrafal, Robert e Isabelle non si parlano più, sanno che il loro destino si sta per compiere. Robert non è più in grado di camminare, giace seduto all'interno di un carrello per la spesa che ha trasformato in battello, e si sente finalmente Arthur Rimbaud. L'epilogo è pura poesia.
15,00

Il marchese di Montespan

di Jean Teulé

editore: Neri Pozza

pagine: 252

È il 20 settembre del 1668 e il marchese di Montespan è appena arrivato alla corte di Saint-Germain-en-Laye, dove Luigi XIV tiene il suo gran Consiglio. Il suo arrivo non è passato di certo inosservato. Tutti sanno che la sua magnifica consorte, Françoise de Rochechouart de Mortemart, dama d'onore della regina, è rimasta "ferita sul campo". Di ritorno da una delle sue guerre in cerca di fortuna, Louis-Henri l'ha trovata col ventre rigonfio, e non certo della sua spada. La marchesa di Montespan, infatti, è diventata non solo uno dei più bei fiori che Sua Maestà ha colto nel "giardino" della regina, ma la sua favorita. Il marchese di Montespan è sceso dalla sua vettura al centro della corte lastricata e lo sgomento è calato sui volti dei cortigiani. La sua carrozza è stata ridipinta di nero e i quattro pennacchi che ornavano gli angoli del tetto sono stati sostituiti con gigantesche corna di cervo. Le guardie, impressionate, lo lasciano passare e Louis-Henri, bardato anche lui di nero, raggiunge la Sala dei passi perduti. Seguito da ministri e dignitari di corte, il re si ferma al cospetto del marchese e gli chiede il perché del suo abito nero. Dato che l'etichetta impone di scoprirsi il capo al cospetto di Sua Maestà, Louis-Henri si mette in testa un cappello grigio e risponde che porta il lutto per il suo amore, "ucciso da una canaglia". Così comincia la ribellione di Louis-Henri de Montespan, il suo crimine di lesa maestà nei confronti di un dio vivente con la pelle butterata cui tutto è sottomesso.
16,50

Io, François Villon

di Jean Teulé

editore: Neri Pozza

pagine: 320

Questo libro è la biografia romanzata di François Villon, poeta famoso anche per la sua vita sregolata. Nasce probabilmente il 30 maggio del 1431, il giorno della morte di Giovanna d'Arco. Orfano di padre, viene affidato dalla madre, per la quale scriverà poi una delle sue più famose ballate, a un benefattore, Guillaume de Villon, canonico e cappellano, che lo manda a studiare alla Facoltà delle arti di Parigi. Lì apprende il greco e il latino. Abbandona subito gli studi per vivere come un "bohémien ante literam" negli anni successivi alla guerra dei cento anni, colmi di brutalità e di epidemie. Il 5 giugno 1455, in rue Saint-Jacques, uccide un prete in una rissa scoppiata per futili motivi. Scappa da Parigi. Viene catturato e rilasciato. Rapina numerose chiese, mente, frequenta miserabili e notabili, studenti, poeti e re. Nessun sentimento umano gli è estraneo. Dai più sublimi ai più atroci, commette tutti gli atti che un essere umano può commettere. E attraversa come una meteora trent'anni della storia del suo tempo per sparire un bel mattino lungo la via per Orléans.
17,00

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