Libri di Johann Georg Hamann
Aesthetica in nuce
di Johann Georg Hamann
editore: Aesthetica
pagine: 88
Contemporaneo e concittadino di Kant, Johann Georg Hamann è stato definito il "Mago del Nord" per il carattere oracolare delle
Disponibilità immediata
Lettere
di Johann Georg Hamann
editore: Vita e Pensiero
pagine: 576
«Il principio a cui si possono ricondurre tutte le espressioni di Hamann è questo: "Tutto ciò che l'uomo intraprende, sia con
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Lettere
Vol. VII (1786-1788). A cura di Ilsemarie Brandmair Dallera
di Johann Georg Hamann
editore: Vita e pensiero
pagine: 832
"Tutte le lettere di lui che ho visto erano egregie e molto più intelligibili dei suoi scritti, in quanto lì risultava più palese il riferimento a tempi e circostanze, nonché ai rapporti personali..."
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LETTERE
Vol. VI (1785-1786). A cura di Ilsemarie Brandmair Dallera
di Johann Georg Hamann
editore: Vita e pensiero
pagine: 560
«Il principio a cui si possono ricondurre tutte le
espressioni di Hamann è questo: “Tutto ciò che
l’uomo intraprende, sia con l’azione che con la
parola o altrimenti, deve scaturire dall’unione di
tutte le sue facoltà: tutto ciò che è staccato è da
ripudiare”. Splendida massima! difficile però da
seguire. Può senz’altro valere per l’arte e per la
vita; ma per ogni comunicazione per mezzo di una
parola che non sia esplicitamente poetica ci si
trova in grande difficoltà, perché la parola deve
sciogliersi, singolarizzarsi, se vuole dire e significare
qualcosa. Quando parla l’uomo deve momentaneamente
diventare unilaterale: senza separazione
non si dà né comunicazione né dottrina. Ma dal
momento che si era rifiutato una volta per tutte a
questa divisione e in quella stessa unità in cui sentiva
immaginava pensava volle pure parlare e pretese
lo stesso anche dagli altri, Hamann venne a
trovarsi in contrasto col suo proprio stile e con
tutto ciò che gli altri potevano produrre.
Per operare l’impossibile si afferra a tutti gli elementi:
le intuizioni più profonde dove la Natura si
coniuga nel segreto con lo Spirito, illuminanti
lampi dell’intelligenza irradiantisi da un siffatto
incontro, significanti immagini aleggianti in quelle
regioni, impetuose sentenze di scrittori profani e
sacri e ancora tutto ciò che si può infilarci di umoristico:
tutto confluisce a configurare la interezza
mirabile del suo stile, delle sue comunicazioni. Ma
se non si sa accompagnarsi a lui giù nel profondo,
migrare con lui nelle altezze, impadronirsi delle
forme che gli aleggiano innanzi, ricavare da una
letteratura infinitamente estesa proprio quel preciso
senso di un passo appena accennato, tutto si
intorbidisce e si oscura ai nostri occhi tanto più lo
studiamo: e questa tenebra andrà sempre più crescendo
col passare degli anni, giacché le sue allusioni
erano dirette principalmente a determinati
fatti singoli impostisi nella letteratura e nella vita
appena per un istante... Non l’ho mai incontrato di
persona, né ho avuto rapporto epistolare diretto
con lui. Mi risulta che nella vita e nell’amicizia fu
di una limpidità estrema ed ebbe un sentimento
quanto mai giusto dei rapporti degli uomini tra
loro e con lui. Tutte le lettere di lui che ho visto
erano egregie e molto più intelligibili dei suoi scritti,
in quanto lì risultava più palese il riferimento a
tempi e circostanze, nonché ai rapporti personali...».
Wolfgang Goethe, Dichtung und Wahrheit III, 12
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