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Libri di Klaus Mann

Mephisto. Romanzo di una carriera

di Klaus Mann

editore: Garzanti

pagine: 432

«Non è un uomo, è un commediante
14,00

Il cappellano. Appennini. Natale 1944

di Klaus Mann

editore: Pendragon

pagine: 172

Dopo avere partecipato alla Seconda guerra mondiale in Italia come soldato statunitense, Klaus Mann si fermò a Roma dove, a pa
15,00

La svolta. Storia di una vita

di Klaus Mann

editore: Il Saggiatore

pagine: 463

La prima metà del Novecento fu per Klaus Mann - come per tanti artisti della sua generazione - un precipizio ineludibile, un gorgo di violenza, una scissione insanabile che lo condusse in poco tempo alla morte, da cui era ossessionato. Eppure la sua esistenza fu segnata da una vitalità incoercibile e da una vibrante tensione intellettuale, di cui "La svolta" offre una testimonianza di forza ineguagliata: lo sguardo angosciato e consapevole sul presente, dalla repubblica di Weimar all'ascesa di Hitler; i viaggi a Parigi, in Nordafrica, in Italia - spesso accompagnato dalla sorella Erika e da Annemario Schwarzenbach -, la vita da esiliato prima in Europa e in seguito a New York, fino alla decisione di combattere il nazismo nell'unico modo ormai possibile: arruolarsi nell'esercito degli Stati Uniti. Ma quelli furono anche gli anni della formazione, un percorso che portò Klaus Mann ad amare scrittori come Whitman e Kafka, a stringere rapporti con André Gide, Stefan Zweig e Aldous Huxley, a un impegno umanistico che era acuto sentire, ma anche azione concreta. Saga familiare e libro di viaggio, tormentata riflessione politica e "Bildungsroman", "La svolta" - che il Saggiatore ripropone nella storica traduzione di Barbara Allason - è l'autobiografia letteraria di un grande scrittore che per tutta la vita tentò di fuggire dal cono d'ombra di uno scrittore grandissimo: Thomas Mann, di cui viene offerto in questo libro il ritratto più memorabile, capace di unire l'affetto e l'ammirazione.
26,00

Finestra con le sbarre. Gli ultimi giorni di Ludwig di Baviera

di Klaus Mann

editore: Il Saggiatore

pagine: 78

"Aspirò con un sommesso sibilo l'aria, l'aria umida e fresca di quel giorno piovoso. Il sibilo divenne un rantolo, quindi un profondo, ruggente gemito. Il re prigioniero stava alla finestra e gemeva. Le sue mani scivolavano lungo quelle fradice sbarre di ferro, in su e in giù."
12,00

Sinfonia patetica

di Klaus Mann

editore: Gallucci

pagine: 377

Il romanzo del romanticismo, interpretato attraverso la vita di Pétr Il'ic Cajkovskij. Con un processo profondo di identificazione, Klaus Mann descrive i viaggi, la musica, i momenti più intimi, i ricordi d'infanzia del musicista; incontra i compositori dell'epoca; indaga i meccanismi della creazione musicale e rivela il tormento del grande russo, cosmopolita e solitario, geniale e mai pago. Un affresco dell'Europa fin de siede, realizzato con passione e partecipazione da uno scrittore che ha sognato di collocare in quell'epoca di grandezza anche il proprio personale dramma.
18,00

Il vulcano

di Klaus Mann

editore: Gallucci

pagine: 687

Il "romanzo dell'esilio". Nell'Europa in bilico verso la tragedia del secondo conflitto mondiale un gruppo di intellettuali tedeschi fugge dal nazismo. Tra loro uno scrittore omosessuale, un'attrice impegnata contro il regime, un professore ebreo cacciato dall'accademia. Nel 1933 si ritrovano a Parigi, e sembra quasi un piacevole intermezzo. Con il passare del tempo, però, la musica si incupisce e il viaggio attraverso Francia, Svizzera, Olanda, Cecoslovacchia, Spagna, Stati Uniti diventa sempre più logorante. Gli esuli cadono preda della solitudine, della disperazione, delle droghe. Il vulcano sta per esplodere.
19,00

L'ultimo viaggio di un poeta

editore: Iperborea

pagine: 120

Quando nel gennaio 1912 Herman Bang salpa da Amburgo a bordo del Moltke per raggiungere New York e avventurarsi all'ovest nel nuovo mondo, per una delle brillanti tournée di letture che hanno consacrato la sua fama in Europa, non sa ancora che oltreoceano incontrerà la morte. Forse è stato questo ad affascinare l'esule Klaus Mann, che incluse lo scrittore danese nella sua opera dedicata ai "visitatori illustri" che approdarono negli Stati Uniti a inizio secolo. Il suo "Viaggio al termine della notte" ha infatti per protagonista il "fratello del lontano nord danese", come Thomas Mann lo definiva, per l'affinità spirituale che univa l'intera famiglia Mann al malinconico "dandy" di Copenaghen. Ed è proprio un senso di resa dei conti con la vita, con l'uomo e il mondo, a incombere sull'effervescente e cosmopolita racconto newyorchese di Klaus Mann, come nelle ultime pagine scritte dallo stesso Bang, incluse in questo libro. Lettere, il germe di un romanzo sull'umanità di un transatlantico in lotta con la tempesta e un lapidario racconto su una dolceamara abdicazione alla vita, la stessa che Bang sente sfuggirgli una volta approdato in quella terra sovraccarica di possibilità e di speranze, in "quell'infinito paesaggio della giovinezza" che lo fa sentire ancora più inconsistente, inutile, dannato.
9,50

Mephisto. Romanzo di una carriera

di Klaus Mann

editore: Feltrinelli

pagine: 309

Klaus Mann (il figlio di Thomas, morto suicida nel 1949), negli anni Trenta, dopo che la sua famiglia aveva lasciato la Germania per l'avvento del nazismo, scrisse questo libro, pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1936. Ha per protagonista un attore ambizioso, ispirato alla figura di un amico, nonché cognato, dell'autore, Gustaf Gründgens, il marito della sorella Erika. Hendrik Höfgen è un attore di talento, ingegnoso ma antipatico, una figura demoniaca e decadente; più che carattere, possiede vanità. È un autentico commediante e, quando sale al potere Hitler, se in un primo momento dubita sul da farsi, poi si convincerà del senso di adeguarsi al nazismo. Diventa così uno dei favoriti di Göring e uno dei più importanti artisti del tempo in Germania. Höfgen trova giustificazione per sé al proprio tradimento degli ideali giovanili e si trasforma pian piano in una creatura del regime. Al libro di Klaus Mann si è anche ispirato il regista Istvan Szabò per il film omonimo con Klaus Maria Brandauer, vincitore dell'Oscar come migliore film straniero nel 1981 e del David come migliore film e migliore attore stranieri nel 1982.
10,00

Alessandro. Romanzo dell'utopia

di Klaus Mann

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 213

"Si può immaginare con quale timore mi sia avvicinato ad un Alessandro... un Alessandro il Grande. Va detto che quell'Alessandro si presentava con coraggio: un tomo corposo in un'epoca, la nostra, di libri brevi. E poi mi arrivava da Klaus Mann, un giovane certamente dotato di grazia, d'intelligenza e della più toccante delle glorie, quella di Thomas Mann suo padre, consapevole che la grandezza non sempre alberga nelle grandi cose. Un ragazzino che si dondola su un cancelletto può commuovere più del corteo di Parsifal." (dalla prefazione di Jean Cocteau)
16,00

Finestra con le sbarre

di Klaus Mann

editore: Se

pagine: 112

10,00

La svolta

di Klaus Mann

editore: Il Saggiatore

pagine: 472

16,53

Peste Bruna. Diari (1931-1935) (la)

di Mann Klaus

editore: Editori riuniti internazionali

23,24

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