Libri di L. La Porta
Antonio Gramsci. 1891-1937
di Antonio A. Santucci
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 204
"Chi mi crede un satanasso, chi mi crede quasi santo
Ordinabile
I «Quaderni del carcere» di Antonio Gramsci. Un'antologia
editore: Carocci
pagine: 252
Il pensiero di Gramsci richiama oggi una vasta attenzione per motivi diversi: c'è chi vede in esso una tensione verso valori di liberazione sociale dei subalterni o di verità o di moralità civile e politica gravemente colpiti in questi ultimi anni per la crisi generale che investe particolarmente il nostro paese; e chi, invece, cerca di inquadrarlo avvicinandolo alle ideologie professate dai centri di potere che hanno originato quella stessa crisi, definibile, in termini gramsciani, "organica". Questa antologia non intende avvalorare usi strumentali di un grande classico ancora capace di farci riflettere e di farci comprendere un lungo cammino storico, ma tenta di comprovare una connessione forte non tanto fra gli argomenti o i temi affrontati nei "Quaderni", quanto fra le categorie portanti di un pensiero la cui coerenza profonda non è incrinata da alcune innegabili rettifiche parziali o dal permanere, nella fitta e ricca trama teorico-politica, di dubbi o interrogativi rimasti senza esplicita risposta.
Ordinabile
Antonio Gramsci. 1891-1937
di Antonio A. Santucci
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 192
Per Eric J. Hobsbawm, storico inglese che firma una nota a questo libro, Antonio Santucci, scomparso lo scorso anno, è da considerarsi "oltre che il massimo studioso dei testi gramsciani sul piano filologico, anche il maggiore interprete di Gramsci". La conoscenza profonda del pensatore sardo, permette a Santucci di tracciare un ritratto politico e intellettuale a tutto tondo: il giornalista e il promotore del primo gruppo dirigente del partito comunista d'Italia, il teorico della cultura e l'analista della produzione economica, lo storico e il militante dell'Internazionale.
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Storia dell'ateismo
di Georges Minois
editore: Editori Riuniti
pagine: 671
Si dice che Dio sia morto nel diaciannovesimo secolo. Ma l'ateismo è antico come il pensiero umano, e sin dalle origini si è posto come uno dei modi di vedere il mondo: un mondo nel quale l'uomo è solo di fronte a se stesso e alla natura. La storia dell'ateismo non è solo il negativo della storia delle grandi credenze religiose; è la storia di tutti gli uomini - scettici, liberi pensatori, materialisti, libertini - che hanno cercato di dare un senso alla propria vita al di fuori della fede. Come le grandi religioni, l'ateismo si è caratterizzato per la sua pluralità, per essersi concretizzato in forme molto diverse, spesso antagoniste tra loro, fino alla nostra epoca, nella quale il confine tra fede e incredulità sembra essersi fatto più sfumato.
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