Libri di Leonardo Colombati
Sinceramente non tuo
di Leonardo Colombati
editore: Mondadori
pagine: 324
Quand'è che Antonello Durante ha iniziato a colare a picco? Con quell'aria sorniona e stropicciata ha sempre avuto il physique
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Scrivere per dire sì al mondo. Quello che i grandi autori ci insegnano sull'arte e sulla vita
di Leonardo Colombati
editore: Mondadori
pagine: 303
Leggere è uno dei più piacevoli vizi solitari, in grado di farci ricordare, immaginare, commuovere con un'intensità che presci
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Estate
di Leonardo Colombati
editore: Mondadori
pagine: 264
Jacopo D'Alverno è un quarantenne indeciso a tutto, che gestisce pigramente il vecchio albergo di famiglia senza voler prender
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1960
di Leonardo Colombati
editore: Mondadori
pagine: 461
È il 25 agosto 1960. A Roma è in pieno svolgimento la cerimonia d'apertura della XVII Olimpiade: quella destinata a essere ricordata per Cassius Clay e Livio Berruti, Wilma Rudolph e Abebe Bikila. Sotto gli occhi dei capi di Stato di tutto il mondo, nel nuovo stadio sfilano gli atleti: "intere generazioni di estati hanno atteso compiacenti l'arrivo di quella divina policromia". Ma in quegli stessi giorni, non sono solo le delicate questioni di politica internazionale - che ogni Olimpiade si porta dietro - a preoccupare i Servizi segreti italiani: si è infatti diffusa sempre più insistente la voce che sia in preparazione un colpo di Stato che dovrebbe prendere le mosse dal rapimento del presidente della Repubblica, Gronchi. Per le indagini del caso, il generale De Lorenzo attiva uno dei suoi uomini migliori, il tenente colonnello Agostino Savio, distaccato presso la compagnia telefonica con il compito di intercettare le chiamate del maggiore Meneguzzer, anche lui agente del SIFAR, probabilmente coinvolto nel tentativo di golpe. Agostino si servirà a sua volta di un impiegato della compagnia telefonica, Gianni Negri, inconsapevole "spia" a cui è stato ufficialmente demandato il compito di intercettare e interpretare i bisogni di una nuova e interessantissima categoria di potenziali consumatori: i giovani. Tra questi - guarda caso - c'è anche Olimpia, figlia del maggiore Meneguzzer, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti del romanzo...
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Il re
di Leonardo Colombati
editore: Mondadori
pagine: 137
"Sul Castello ronzavano le mosche come d'estate sopra le putrefazioni dei macelli. Erano lì in attesa di mangiarsi tutto." Chiuso nel palazzo settecentesco che da oltre un secolo appartiene agli Agnelli, l'avvocato, il vecchio patriarca, si prepara alla morte. Intorno a lui nessuno parla apertamente della gravità del tumore che lo sta consumando, né la famiglia né la servitù, ma lui sa bene di trovarsi ormai al crepuscolo ed è contrariato da quella pietosa finzione, che svilisce la solennità della sua uscita di scena. L'unico che non asseconda la menzogna è Giorgio, il giovane cameriere, e proprio con lui il re cede a un'insolita confidenza. Il passato lo assale da settimane con i volti e i lutti della sua lunga vita, contrasta la sua volontà di annullarsi, gli impone l'ultima occasione per conoscersi, ma guardando indietro le imprese di ieri perdono qualsiasi tratto eroico e il regno, senza più discendenti, è privo di valore. Mentre quella leggenda viene ripercorsa nello speciale televisivo che fa da vano sottofondo alle sue parole, il sovrano indifferente e ironico recupera nel racconto al ragazzo un filo interiore smarrito da sempre: la malattia scardina il tempo e lo riconduce alle passioni, agli amori e alle tragedie della sua vita.
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Perceber. Romanzo eroicomico
di Leonardo Colombati
editore: Fandango Libri
pagine: 800
"Se l'ambizione è uno dei tratti imprescindibili di cui uno scrittore deve dar prova fin dall'esordio, allora si può dire che Leonardo Colombati si presenta sulla scena letteraria italiana come uno dei più talentuosi narratori della sua generazione. Perceber - il suo primo romanzo - è una fantasmagoria postmoderna intrisa di amore per la vita in cui vengono mescolati con assoluta spregiudicatezza generi, epoche, luoghi, citazioni (dalla Cabala al Rock, dalla Letteratura alla Gastronomia, dalla Politica alla Pornografia), personaggi reali ma anche fantastici, e soprattutto febbrili ossessioni. Forse la ragione per cui Colombati ha voluto dare al romanzo il titolo di Perceber, la città ebraica tardo-medievale in cui si svolge parte della narrazione, si spiega con l'impossibilità di chiamarlo con il nome dei due veri protagonisti del libro: Roma e il Ventunesimo Secolo. Non ricordo - almeno nella storia più recente del romanzo italiano - un narratore che abbia cercato di raccontare Roma in un modo così fascinosamente truculento. La Roma di Colombati è enorme, spettrale, afosa, ma ha il pregio di essere assolutamente vera e assolutamente a noi contemporanea. Colombati, amando Petronio, Caravaggio, Belli, Moravia, Fellini, ha tentato di servirceli in salsa pynchoniana" (A. Piperno).
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Perceber. Romanzo eroicomico
di Leonardo Colombati
editore: Sironi
pagine: 506
Roma, 6 luglio 2000. In viale Trastevere un tram travolge un anziano passante tranciandogli la gamba destra. Testimoni: Giovanni Migliore, giornalista in crisi d'identità, Luigi Dodo, giovane medico tormentato da certi sogni inquietanti su due bambine gemelle, e Antonio Baldini, avvocato in pensione con più di una rotella fuori posto e in mente un grandioso Piano Topografico sulla città di Roma... L'attuazione del Piano e una parallela indagine sulla Scomparsa della Gamba intreccerà i destini di questi tre uomini, in un vorticoso gioco nel Tempo e nello Spazio che ha per teatro non solo Roma ma anche Perceber, una cittadina spagnola i cui abitanti sono soggetti a una Maledizione che li costringe a parlare senza sosta né pausa...
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