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Libri di Lorenzo Piva

Oltre il deserto "... parlerò al suo cuore" (Osea 2,16). Commento liturgico-pastorale al Vangelo di Luca. Anno C

di Lorenzo Piva

editore: San paolo edizioni

pagine: 304

"Una chiesa che dimentica i suoi martiri non è degna di vivere" (Mgr. Pedro Casaldàliga, vescovo di São Félix, Brasile). La Chiesa ha un debito di gratitudine verso quei missionari che, lasciata la propria terra, sono stati testimoni miti, ma audaci del vangelo. Questo il fil-rouge che accompagnerà i commenti alla Parola dell'Anno C, dedicato all'evangelista Luca. I tempi e i luoghi del loro estremo sacrificio sono diversi, come pure i nomi dei loro carnefici, ma le ragioni della loro condanna capitale sono simili: l'avversità al vangelo e il disprezzo della fede. Nessuno di loro nasce eroe: "Ho paura" ha confessato in tutta onestà padre Egidio Ferracin, missionario in Uganda, dopo essere scampato a un'intimidazione -, "perché la parte dell'eroe non mi si addice". "Come granellini di sale lasciamoci gettare da Gesù dove egli vuole, per spargere il suo sapore e non i nostri profumi" (don Andrea Santoro, martire in Turchia).
17,00

Il respiro di Dio. Guariti dalla parola che salva. Commento liturgico-pastorale al Vangelo di Matteo. Anno A

di Lorenzo Piva

editore: San paolo edizioni

pagine: 304

Il volume, nel presentare i commenti ai testi delle liturgie domenicali e di alcune solennità, si prefigge, attraverso "una lettura sapienziale ed esperienziale della parola del Signore, in un ascolto orante della Parola, di far percepire il respiro di Dio al cuore dell'uomo che lo cerca, fino a renderne familiare il sussurro". Il testo, grazie a un filo conduttore di racconti che tentano di far parlare la vita fornisce spunti per la vita quotidiana.
14,50

Giorgio La Pira. L'eterno nel tempo, l'utopia del regno per trasformare la storia

di Lorenzo Piva

editore: San paolo edizioni

pagine: 282

Giorgio La Pira (1904-1977) è stato una singolare figura di cristiano. Leader politico, docente di diritto romano, sindaco di Firenze, fu uno dei maggiori artefici della Carta costituzionale dell'Italia repubblicana. Convinto assertore della riconciliazione tra le religioni e tra i popoli, La Pira si fece promotore di convegni internazionali di pace. Clamorose furono le sue iniziative in favore della distensione, del disarmo, dei diritti civili. Tra i suoi interlocutori vi furono Kennedy, Kruscev, Nasser, Ciu En Lai, De Gaulle. Questa vastità di orizzonti culturali e politici non gli fece tuttavia dimenticare i bisogni immediati della gente: negli anni in cui fu sindaco di Firenze si batté per dare lavoro ai disoccupati, una casa ai senzatetto, assistenza ai diseredati non esitando di fronte a incomprensioni e alle facili accuse di chi lo considerava un visionario e un sognatore. La nota unificante della sua personalità fu la fede in Cristo e nel mistero della sua risurrezione che ancora opera e trasforma la storia dell'uomo. Di qui la visione ottimistica di La Pira che, senza rinnegare le asprezze della vita, riteneva che la carità potesse, alla fine, prevalere sugli egoismi e le guerre.
14,46

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