Libri di Luca Cerchiari
Miles Davis. Dal bebop all'hip-hop
di Luca Cerchiari
editore: Feltrinelli
pagine: 352
Personalità iconica, carattere poco incline ai compromessi, uomo orgoglioso delle proprie radici afroamericane, nonché sensibi
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Frank Sinatra. «The Voice» tra musica e cinema
di Luca Cerchiari
editore: Feltrinelli
pagine: 384
Francis Albert Sinatra (Hoboken, 1915-West Hollywood, 1998), non è stato solo "The Voice", ossia uno dei maggiori cantanti di
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Mina. Una voce universale
di Luca Cerchiari
editore: Mondadori
pagine: 449
«Se non avessi la mia voce, vorrei avere quella della cantante italiana di nome Mina»
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Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer
di Luca Cerchiari
editore: Mimesis
pagine: 178
La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente
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Storia del musical. Teatro e cinema da Offenbach alla musica pop
di Luca Cerchiari
editore: Bompiani
pagine: 576
Una delle forme di spettacolo più originali e affascinanti dell'età contemporanea, il musical, ha ottenuto la sua consacrazion
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Intorno al jazz. Dall'etnologia alla popular music
di Luca Cerchiari
editore: Bompiani
pagine: 684
C'era una volta il jazz, ma adesso non c'è più. C'è molto di più: le vicende creative e i relativi studi hanno delineato, da alcuni decenni, un'area musicale sconfinata, della quale il jazz è soltanto la cosiddetta punta dell'iceberg. Dunque, non più il jazz, ma intorno al jazz. Sintesi di tradizioni orali e colte di tre continenti connessi dall'Oceano Atlantico (l'Europa, l'Africa e l'America), le molteplici espressioni sonore riferibili alla definizione di "civiltà musicale afro-americana" hanno messo in relazione, nell'arco di cinque secoli, individui e collettività, ambiti religiosi e profani, strumenti e concetti. Questo saggio illustra in modo preciso e appassionante le diverse anime del jazz. La definizione di questo genere (esito di fonti solo apparentemente antitetiche, dal folklore britannico al Romanticismo, dai poliritmi africani al rock), coinvolge anche le componenti semio-antropologiche di tutta la musica afro-americana (quali l'inedita ritualità del Carnevale, la "drammaturgia" della tratta schiavistica, la centralità dell'espressione vocale). Il testo, che spazia da Scott Joplin a Keith Jarrett, dai blues agli spirituals, dai songs alla fusion, dal samba al raggae, dalla mbira africana alle tastiere elettriche, offre inoltre riflessioni su temi quali la neovocalità di Frank Sinatra, le origini dell'editoria e della critica jazzistica, il repertorio europeo del jazz, il caso straordinario della polistrumentista e danzatrice Valaida Snow.
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Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer
di Luca Cerchiari
editore: L'Epos
pagine: 192
Jazz e fascismo hanno avuto, in Italia, un rapporto contraddittorio. Nati piú o meno negli stessi anni, i due fenomeni sono accomunati dall'affermazione di una medesima cultura del corpo: l'energia e la forza, capaci di mettere in crisi principi culturali e politici accreditati. Il fascismo, tuttavia, ha "ufficialmente" manifestato una profonda avversione nei confronti della musica afro-americana che ha colpito con leggi e divieti sempre piú rigidi. Paradossalmente, però, è proprio nella fase di massima repressione che il jazz, grazie ad una programmazione radiofonica attenta e alla circolazione dei nuovi dischi, ha raggiunto il culmine del successo, proponendo una propria dimensione nazionale di fantasia e spettacolarità.
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