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Libri di Luigi Gaudino

L'ultima libertà. Scelte di fine vita: le questioni, le opinioni, il panorama internazionale e le prospettive italiane

di Luigi Gaudino

editore: Forum Edizioni

pagine: 456

Le vicende di Terri Schiavo e di Eluana Englaro hanno reso evidente al grande pubblico quanto profondamente il progresso medico abbia inciso sulle fasi finali della vita. La morte, che una volta era un 'evento' - conseguenza di una malattia, di un trauma, della vecchiaia - di cui prendere atto passivamente, appare sempre più come un momento dipendente da una scelta: di attivare o meno una terapia, di mantenere o interrompere una misura già in atto. Scelta che dipende dal difficile bilanciamento fra i benefici offerti dalle cure e i costi, soprattutto in termini di sofferenze fisiche ed esistenziali. Ma a chi spetta il potere di decidere? E quali criteri possono/devono guidare nella scelta? Può il soggetto decidere il proprio destino per mezzo di un 'testamento biologico' o di 'direttive anticipate'? O è invece opportuno che la legge ponga all'individuo dei vincoli insuperabili? Questo libro cerca di rispondere a tali domande ricostruendo in dettaglio i casi giudiziari che tante polemiche hanno sollevato e offrendo poi un'ampia ricostruzione del dibattito fra gli studiosi nonché degli orientamenti espressi da giudici e da legislatori in diversi Paesi.
26,00

Cinema alla sbarra. Trent'anni di avventure e sventure giudiziarie del cinema italiano

di Luigi Gaudino

editore: Forum Edizioni

pagine: 144

Di solito è il cinema a raccontare ciò che accade nei tribunali: l'arringa dell'avvocato, la severità del giudice, il pianto del condannato sono luoghi classici di mille e mille pellicole. Accade però, non di rado, che le parti si invertano e che siano i giudici a doversi occupare di un film. A trascinare "il cinema alla sbarra" è chi lamenta la violazione di un proprio diritto della personalità: il nome, l'immagine, l'onore, la riservatezza, diritti tutelati dalla Costituzione. Ma chi si difende impugna un'arma non meno robusta: la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà dell'arte, prerogative anch'esse coperte da garanzia costituzionale. Questo libro ricostruisce alcune avventure e disavventure giudiziarie del nostro cinema del dopoguerra. Piccoli tesori del nostro passato riaffiorano dalle pagine ingiallite delle raccolte di giurisprudenza: "Salvatore Giuliano", "Mamma Roma", "Il vigile", "La grande guerra", "Accattone", "Il generale della Rovere", "L'oro di Napoli", "Febbre da cavallo" e molti altri. L'opera dei più grandi registi e dei più amati attori - Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Luigi Zampa, Pier Paolo Pasolini - viene esaminata, con il caratteristico linguaggio giudiziario, "in nome del popolo italiano", appunto.
13,50

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