Libri di Luisa Bove
Giorgio Ambrosoli. Dolore, orgoglio, memoria
editore: San Paolo Edizioni
pagine: 208
Francesca Ambrosoli, figlia primogenita dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, ripercorre la vita del padre, comprese le vicende rel
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Bruno Varacalli. Un poliziotto sempre in pista
di Luisa Bove
editore: Ipl
pagine: 200
La storia eccezionale di un giovane uomo che, dopo il gravissimo incidente nel quale ha perso un arto inferiore, ha ricomincia
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Il giorno in cui mio padre non morì. Storia di un sopravvissuto all'eccidio di Cefalonia
di Luisa Bove
editore: In dialogo
"Alle voci di chi ha descritto e commentato gli eventi di Cefalonia aggiungo la mia: quella di una figlia che, nel rendere omaggio a un padre. Il libro ci racconta la storia militare di un giovane italiano, mezzo napoletano e mezzo milanese, quasi a sintetizzare anche in questo modo il dramma di una nazione intera. L'esperienza di Bove, ricostruita dalla figlia, è simile a quella di tanti altri nostri protagonisti della II guerra mondiale: poca voglia di parlare e di raccontare negli anni successivi, quasi a volersi tenere tutto dentro. Fortunatamente per noi, Gino continua a parlarci con le sue lettere. Sono lettere belle, le sue, e anche utili. Non solo per quello che hanno significato allora per i suoi cari e oggi per i suoi figli e nipoti, ma anche per le tante notizie che ci forniscono sulla vita quotidiana nella bella Cefalonia, ancora ignara della tempesta che si andava preparando." (dalla Prefazione di Giorgio Vecchio)
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Lodovico Gavazzi senatore del regno. La famiglia, il lavoro, l'impegno politico
di Luisa Bove
editore: Brioschi
pagine: 320
Il libro non illustra soltanto la vita di Lodovico Gavazzi, ma riesce a ricostruirne con cura affettuosa la forza e la tenerezza dei legami parentali, le relazioni con altre grandi famiglie attente al bene pubblico, le capacità imprenditoriali, la perseveranza nel perseguire, oltre allo sviluppo dell'impresa, il benessere e la soddisfazione dei dipendenti e, non ultimo, l'impegno nella politica in un periodo in cui le gerarchie ecclesiastiche, con il famoso Non expedit, lo proibivano ai cattolici; e il senatore Gavazzi lo era, con schiettezza e convinzione. E mentre allo storico farà piacere osservare le vicende del nostro paese dal particolare punto di vista delle convinzioni e dei comportamenti di una tipica grande famiglia milanese, il lettore curioso potrà scoprire episodi inaspettati di vita vissuta, documenti pubblici e memorie personali di un'epoca che va dall'unità d'Italia fino alla seconda guerra mondiale. Non è infrequente, nei tempi difficili che stiamo attraversando, l'evocazione di una classe dirigente che ha saputo onorare il nostro paese: leggendo queste righe ne riscopriamo le qualità toccando con mano l'energica consapevolezza che la vita è degna di essere vissuta se spesa per la famiglia, impegnata nel lavoro, al servizio della società.
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Suor Enrichetta Alfieri. L'angelo di San Vittore
di Luisa Bove
editore: Paoline Editoriale Libri
pagine: 224
Suor Enrichetta entrò a vent'anni tra le Suore della Caritò di santa Giovanna Antida Thouret. In seguito si ammalò gravemente: tubercolosi ossea e restò paralizzata per tre anni. Ma nel 1923 guarì improvvisamente dopo aver bevuto dell'acqua di Lourdes. E venne destinata al carcere di San Vittore a Milano per occuparsi dei carcerati. Nominata superiora della comunità, aprì scuole all'interno del carcere, laboratori, asilo nido per i figli delle detenute. Ma durante l'ultima guerra i tedeschi si impossessarono del carcere e vi insediarono il loro quartiere generale.È il tempo dei rastrellamenti degli ebrei e delle deportazioni nei campi di sterminio tedeschi. San Vittore è il punto di raccolta e di smistamento. Suor Enrichetta Alfieri si prodiga come può per alleviare tanta tragica sofferenza. E fa da tramite tra i prigionieri e le loro famiglie ancora libere ma in pericolo di rastrellamento. Accusata di spionaggio, viene arrestata e internata nei sotterranei di San Vittore. Processata, è condannata alla fucilazione, ma per l?intervento del cardinal Schuster viene graziata e internata in una struttura che ospita persone con problemi psichici.Finita la guerra e il pericolo nazista, ritornò di nuovo a San Vittore a continuare la sua missione. Qui morì nel 1951. Aveva vissuto quasi trent'anni in questo carcere a consolare, aiutare come poteva. E c'era chi la chiamava l'Angelo di San Vittore e chi la Mamma di San Vittore. Viene beatificata il 26 luglio 2011.
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Don Carlo Gnocchi
di Luisa Bove
editore: Paoline Editoriale Libri
pagine: 286
Don Carlo Gnocchi (1902-1956), personalità di grande comunicativa e disponibilità, dopo varie esperienze pastorali si occupa d
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