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Libri di Luisa Bove

Bruno Varacalli. Un poliziotto sempre in pista

di Luisa Bove

editore: Ipl

pagine: 200

La storia eccezionale di un giovane uomo che, dopo il gravissimo incidente nel quale ha perso un arto inferiore, ha ricomincia
18,00

Il giorno in cui mio padre non morì. Storia di un sopravvissuto all'eccidio di Cefalonia

di Luisa Bove

editore: In dialogo

"Alle voci di chi ha descritto e commentato gli eventi di Cefalonia aggiungo la mia: quella di una figlia che, nel rendere omaggio a un padre. Il libro ci racconta la storia militare di un giovane italiano, mezzo napoletano e mezzo milanese, quasi a sintetizzare anche in questo modo il dramma di una nazione intera. L'esperienza di Bove, ricostruita dalla figlia, è simile a quella di tanti altri nostri protagonisti della II guerra mondiale: poca voglia di parlare e di raccontare negli anni successivi, quasi a volersi tenere tutto dentro. Fortunatamente per noi, Gino continua a parlarci con le sue lettere. Sono lettere belle, le sue, e anche utili. Non solo per quello che hanno significato allora per i suoi cari e oggi per i suoi figli e nipoti, ma anche per le tante notizie che ci forniscono sulla vita quotidiana nella bella Cefalonia, ancora ignara della tempesta che si andava preparando." (dalla Prefazione di Giorgio Vecchio)
16,90

Lodovico Gavazzi senatore del regno. La famiglia, il lavoro, l'impegno politico

di Luisa Bove

editore: Brioschi

pagine: 320

Il libro non illustra soltanto la vita di Lodovico Gavazzi, ma riesce a ricostruirne con cura affettuosa la forza e la tenerezza dei legami parentali, le relazioni con altre grandi famiglie attente al bene pubblico, le capacità imprenditoriali, la perseveranza nel perseguire, oltre allo sviluppo dell'impresa, il benessere e la soddisfazione dei dipendenti e, non ultimo, l'impegno nella politica in un periodo in cui le gerarchie ecclesiastiche, con il famoso Non expedit, lo proibivano ai cattolici; e il senatore Gavazzi lo era, con schiettezza e convinzione. E mentre allo storico farà piacere osservare le vicende del nostro paese dal particolare punto di vista delle convinzioni e dei comportamenti di una tipica grande famiglia milanese, il lettore curioso potrà scoprire episodi inaspettati di vita vissuta, documenti pubblici e memorie personali di un'epoca che va dall'unità d'Italia fino alla seconda guerra mondiale. Non è infrequente, nei tempi difficili che stiamo attraversando, l'evocazione di una classe dirigente che ha saputo onorare il nostro paese: leggendo queste righe ne riscopriamo le qualità toccando con mano l'energica consapevolezza che la vita è degna di essere vissuta se spesa per la famiglia, impegnata nel lavoro, al servizio della società.
28,00

Suor Enrichetta Alfieri. L'angelo di San Vittore

di Luisa Bove

editore: Paoline editoriale libri

pagine: 224

Suor Enrichetta entrò a vent'anni tra le Suore della Caritò di santa Giovanna Antida Thouret. In seguito si ammalò gravemente: tubercolosi ossea e restò paralizzata per tre anni. Ma nel 1923 guarì improvvisamente dopo aver bevuto dell'acqua di Lourdes. E venne destinata al carcere di San Vittore a Milano per occuparsi dei carcerati. Nominata superiora della comunità, aprì scuole all'interno del carcere, laboratori, asilo nido per i figli delle detenute. Ma durante l'ultima guerra i tedeschi si impossessarono del carcere e vi insediarono il loro quartiere generale.È il tempo dei rastrellamenti degli ebrei e delle deportazioni nei campi di sterminio tedeschi. San Vittore è il punto di raccolta e di smistamento. Suor Enrichetta Alfieri si prodiga come può per alleviare tanta tragica sofferenza. E fa da tramite tra i prigionieri e le loro famiglie ancora libere ma in pericolo di rastrellamento. Accusata di spionaggio, viene arrestata e internata nei sotterranei di San Vittore. Processata, è condannata alla fucilazione, ma per l?intervento del cardinal Schuster viene graziata e internata in una struttura che ospita persone con problemi psichici.Finita la guerra e il pericolo nazista, ritornò di nuovo a San Vittore a continuare la sua missione. Qui morì nel 1951. Aveva vissuto quasi trent'anni in questo carcere a consolare, aiutare come poteva. E c'era chi la chiamava l'Angelo di San Vittore e chi la Mamma di San Vittore. Viene beatificata il 26 luglio 2011.
14,00

Don Carlo Gnocchi

di Luisa Bove

editore: Paoline editoriale libri

pagine: 286

Don Carlo Gnocchi (1902-1956), personalità di grande comunicativa e disponibilità, dopo varie esperienze pastorali si occupa dei giovani del prestigioso Istituto Gonzaga di Milano. Scoppiata la guerra, sceglie di andare al fronte come cappellano militare degli alpini, e vi resta fino alla fine della guerra. Era presente nella drammatica ritirata di Russia. Finita la guerra, fra le tante tragiche conseguenze, vi è quella dei bambini mutilati da ordigni bellici. Don Gnocchi dedicherà a questi bambini tutta la sua vita, istituendo case di accoglienza e provvedendo in tutto ad essi. Alla sua morte, quando ancora non esisteva la legge sul trapianto degli organi, donerà i suoi occhi perché due mutilatini ciechi possano vedere. L'intera vicenda umana di don Gnocchi è raccontata con ricchezza di particolari attraverso i tanti testimoni che lo hanno conosciuto e cronisti che hanno scritto di lui sui giornali dell'epoca.
16,00

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