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Libri di M. Campagnoli

Unguarded. La mia vita senza filtri

editore: Rizzoli

pagine: 280

Non è certo un caso se Scottie Pippen è stato definito uno dei più grandi giocatori NBA di sempre
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18,00

E cosi via. Testo inglese e russo a fronte

di Iosif Brodskij

editore: Adelphi

pagine: 254

Apparso negli Stati Uniti nel 1996, questo libro raccoglie la sfida estrema di un grande poeta: testi stesi direttamente in in
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22,00

Il cavo della mano. Testo inglese a fronte

editore: La nave di teseo

pagine: 231

Tra il 2011 e il 2014 PJ Harvey e Seamus Murphy hanno viaggiato insieme in Kosovo, Afghanistan e Washington DC
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25,00

Egrette bianche

di Derek Walcott

editore: Adelphi

pagine: 189

"Egrette bianche", la quattordicesima raccolta di poesie di Derek Walcott, fonde elegia e rapsodia, sul ritmo di temi ricorrenti come l'eredità coloniale e lo spettro dell'impero, l'approssimarsi della morte e la scomparsa degli affetti, l'insofferenza per il turismo ("una schiavitù senza catene, senza sangue sparso") e un amore per il viaggio vissuto nella consapevolezza - per citare Orazio - che "chi va per mare cambia cielo, non animo". Iosif Brodskij ha paragonato la poesia di Walcott alle onde di marea, a frangenti che montano, si ritirano e tornano a lambire la costa, mentre la magnificenza del suo linguaggio e la profusione di immagini evocano la lussureggiante natura delle Indie Occidentali. E il lettore non potrà che restare abbacinato a osservare "queste egrette / che incedono sul prato in truppe scomposte, bianche insegne / che arrancano derelitte; sono i rimpianti / scoloriti delle memorie di un vecchio, le loro strofe mai scritte. / Pagine che svolazzano come ali sul prato, segreti svelati".
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Roger Federer come esperienza religiosa

di David F. Wallace

editore: Casagrande

pagine: 56

"Ci sono tre spiegazioni valide per l'ascesa di Federer. La prima ha a che vedere col mistero e la metafisica ed è, a mio avviso, la più vicina alla verità. Le altre sono più tecniche e funzionano meglio come giornalismo". Per l'edizione di Wimbledon 2006, il New York Times invia in Inghilterra un corrispondente d'eccezione, David Foster Wallace. La penna di uno dei più importanti scrittori americani degli ultimi decenni incrocia così la racchetta del campione svizzero Roger Federer, allora sul punto di aggiudicarsi - in una finale da sogno contro lo spagnolo Rafael Nadal - l'ottavo titolo del Grande Slam. Il risultato è un intensissimo saggio narrativo nel quale Wallace, avvalendosi anche di un passato da tennista, riesce a offrirci una brillante analisi del tennis contemporaneo e, soprattutto, la possibilità di partecipare a un'esperienza che ci fa scorgere il legame profondo tra la bellezza e la grazia di un fuoriclasse come Federer e le forze ultime dell'universo.
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