Libri di M. Faini
Disabilità: servizi per l'abitare e sostegni per l'inclusione. Manuale applicativo della norma UNI 11010:2016
editore: Maggioli Editore
pagine: 310
I curatori hanno promosso e redatto, all'interno di un gruppo di esperti, le nuove norme UNI 11010 sui requisiti dei "Servizi per l'abitare e servizi per l'inclusione sociale delle persone con disabilità". Tutta la letteratura è concorde nel sottolineare il cambiamento radicale che è in atto relativamente alla visione della nozione di "disabilità" e al modo di guardare alla persona con disabilità. Nel nostro Paese tuttavia i cambiamenti reali sembrano faticare ad emergere. Uno dei motivi è la mancata saldatura e sinergia sul piano concettuale, semantico e pratico tra le tre componenti effettive del cambiamento: quella culturale, quella giuridica e quella scientifica. Una possibile chiave di volta per saldare le diverse prospettive e facilitare il processo di cambiamento dei servizi è quello di generare una nuova classe di strumenti di indirizzo che coniughi la prospettiva dei diritti della persona con disabilità con le principali indicazioni che derivano dalla letteratura scientifica, fornendo la base per la definizione di criteri di qualità per l'organizzazione dei servizi che siano di riferimento per i processi di "certificazione di qualità" e per i "sistemi di accreditamento dei servizi" su base regionale e locale. Si tratta di un processo multi-stakeholder i cui protagonisti, alleati, devono essere le istituzioni pubbliche nazionali e regionali, la comunità scientifica, il terzo settore, il movimento delle persone con disabilità, gli enti e i soggetti attivi nel settore della certificazione di qualità. È con questo spirito e intendimento che, grazie allo stimolo della nuova norma UNI 11010:2016 ("Servizi residenziali e semiresidenziali per le persone con disabilità"), è nato il desiderio di un volume pratico ma coerente con principi e procedure riconosciute, sensibile ai bisogni e ai diritti delle persone con disabilità, famigliari, professionisti, progettisti e istituzioni.
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Operette politiche e satiriche
di Pietro Aretino
editore: Salerno
pagine: 389
Aretino e Pasquino rappresentano un'endiadi apparentemente indissolubile. Malgrado le ampie zone d'ombra che gravano sulle prime esperienze romane dello scrittore e sul costituirsi della sua vocazione di poeta satirico, la sua fama è saldamente legata ai testi pasquineschi prodotti in occasione del conclave del 1521, da cui uscì papa Adriano VI. Molto prima del progetto dei libri di Lettere, i testi poetici e prosastici di argomento politico costituiscono per l'autore uno strumento efficace di intervento nella scena contemporanea. Si tratta di una pratica che, pur sottoposta a inevitabili trasformazioni nei modi, non viene sostanzialmente mai meno nell'arco di circa un quarantennio. Proprio la natura "anonima" del codice satirico-pasquinesco rende talvolta controversa l'attribuzione dei singoli componimenti; da testimonianze coeve sappiamo come ciò si verificasse anche per gli intrinseci di Pietro. Ciò che non perde tuttavia di evidenza dal 1521, negli anni convulsi successivi al Sacco di Roma, fino al periodo contrassegnato dall'avvio dei lavori del Concilio di Trento e dall'affermarsi dell'egemonia spagnola, è la volontà aretiniana di confrontarsi con gli interlocutori più prestigiosi del suo tempo. È vero che le testimonianze ci consegnano l'immagine di una pratica che tende a ritrarsi in spazi privati, abbandonando i testi di ampio respiro con i quali il giovane Pietro si illudeva di ritagliarsi un ruolo nel gioco politico internazionale...
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