Libri di M. Filippi
La sofferenza è animale
di Jean-Luc Nancy
editore: Mimesis
pagine: 52
L'animale muore? Prova gioia? Soffre? Vive o esiste? Ci tocca? Quando è insieme a noi è anche con noi? Parla? Comunica? Ci ri-
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Dana, la gatta-corvo-rana
di Liza Van Der Peijl
editore: Giunti Editore
Dana è diversa da tutti: ha il becco e le ali di un corvo, la coda di un gatto e le zampe e i piedi di una rana
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Nell'albergo di Adamo. Gli animali, la questione animale e la filosofia
editore: Mimesis
pagine: 317
Prendendo le mosse dalla riflessione di filosofi continentali, quali Adorno, Lévinas, Deleuze e Derrida, i saggi raccolti in questo volume si propongono come segnavia verso un'inedita concezione dell'animalità. Qui la filosofia si assume il compito di riflettere più a fondo sul significato della questione animale e sugli animali in vista di una loro liberazione e al fine di ridefinire l'umano e il nostro modo di pensare la vita in comune nel mondo.
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Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali
di Tom Regan
editore: Sonda
pagine: 341
Questo libro di Tom Regan, definito da Jeffrey Masson come "la miglior introduzione al problema dei diritti animali che sia mai stata scritta", continua a influenzare la natura del dibattito sui diritti animali. Con uno stile semplice e allo stesso tempo elegante, Regan demolisce l'immagine negativa che i media danno dei difensori dei diritti animali, smaschera la retorica disonesta del "trattamento umano" sostenuta da chi sfrutta gli animali nei più svariati contesti e spiega come la legislazione attualmente vigente sia disegnata al fine di favorire la crudeltà istituzionalizzata. In questo modo, Regan invita il lettore a unirsi alla lotta a favore dei diritti animali, una persona alla volta, un passo alla volta. Uno scioccante libro-denuncia degli abusi subiti dagli animali scritto dal principale leader mondiale del movimento di Liberazione Animale.
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Laboratori del sapere. Università e riviste nella Torino del Novecento
editore: Il mulino
pagine: 199
Per le discipline umanistiche le riviste accademiche sono state a lungo, e in qualche misura rimangono ancora oggi, l'equivalente di ciò che i laboratori sono per i fisici, i chimici, i biologi. Nate all'indomani dell'Unità, nello stesso periodo in cui le facoltà scientifiche cominciavano a dotarsi di laboratori, sul modello delle maggiori università d'oltralpe, le riviste furono il luogo nel quale i giovani studiosi facevano le loro prime prove, esponendo e discutendo i risultati del proprio lavoro. Di questo rapporto il mondo accademico torinese offre un esempio particolarmente significativo, poiché proprio a Torino nacquero, negli ultimi decenni dell'Ottocento, i principali periodici di carattere storico o filologico o storico-letterario, espressione di una cultura "nazionale" in cerca della propria identità. Ed esso rappresenta anche un osservatorio privilegiato per seguire lo sviluppo di queste riviste nel corso del Novecento, da centro di aggregazione degli studiosi delle singole aree disciplinari a espressione non più dell'insieme del mondo universitario, ma piuttosto di singole università, e quindi di "scuole" in competizione tra loro sul "mercato" accademico. I saggi raccolti nel volume e le considerazioni conclusive di Giuseppe Ricuperati delineano questo processo e le caratteristiche specifiche che esso ha assunto nei diversi settori della ricerca umanistica, sullo sfondo della trasformazione della cultura e dell'università italiana nel corso del Novecento.
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