Libri di M. Matullo
Il conte di Montecristo
di Alexandre Dumas
editore: Donzelli
pagine: 1200
Edmond Dantès, giovane marsigliese, secondo ufficiale a bordo del mercantile Pharaon, a causa della morte del capitano prende
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Il conte di Montecristo
di Alexandre Dumas
editore: Donzelli
pagine: 1196
Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell'Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell'eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell'ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un successo fulmineo, sancito dall'immediato passaggio all'edizione in volume e da un incredibile numero di ristampe e traduzioni. Ma fin da subito, quell'aggettivo, "popolare", suonò, in tutta una parte della critica colta, come una netta discriminazione, se non come una condanna. Il lettore potrà seguire, nelle pagine della Prefazione di Claude Schopp, la ricostruzione della vicenda critica del romanzo. Schopp, che ha dedicato tutta una vita di studi a Dumas, disvela con precisione le ambizioni di una scrittura sapientemente costruita per portare all'estremo la tensione e la complicità del lettore. Situa, in una parola, il Montecristo nel posto che merita: all'apice della più felice stagione del romanzo europeo. Questa nostra edizione comprende, oltre alla Prefazione di Schopp, un apparato di note al testo, nonché un Dizionario dei personaggi e delle persone storiche e un Indice dei luoghi che faranno la felicità di ogni patito di Dumas.
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Don Chisciotte. Dal libro al mito. Quattro secoli di erranza
di Jean Canavaggio
editore: Salerno Editrice
pagine: 396
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Iraq. La logica del ritiro
di Anthony Arnove
editore: Fandango Libri
pagine: 220
A tre anni dall'inizio della guerra in Iraq, la violenza e la miseria continuano ad affliggere il paese, mentre liberali e conservatori sono tuttora impegnati a discutere sul quando, e in quali circostanze, le forze della coalizione e le truppe statunitensi debbano ritirarsi. Arnove sostiene che l'occupazione a opera delle truppe statunitensi è la principale causa di sofferenza e instabilità per il popolo iracheno. Partendo dal presupposto che George W. Bush non sia stato mai interessato a "esportare" la democrazia in Iraq, esplora le reali ragioni dietro l'invasione mostrando inoltre come continuando l'occupazione del paese, strategia irrealistica e temeraria, si stia trasformando il mondo in un posto sempre più pericoloso dove vivere. Il libro si conclude con uno spunto per il movimento pacifista. Arnove ipotizza una vasta coalizione che includa soldati, familiari dei militari impegnati nell'occupazione, tutte le comunità colpite dalla guerra e le associazioni a sostegno delle popolazioni civili, che possa infine costringere le truppe a tornare a casa. Con prefazione di Howard Zinn.
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Aspettando la libertà. Freedom next time
di John Pilger
editore: Fandango Libri
pagine: 461
L'Afghanistan, l'Iraq e il Sudafrica sono stati, negli ultimi anni, al centro dell'attenzione internazionale e hanno sperato di potersi affrancare da regimi oppressivi raggiungendo un'apparente indipendenza. In realtà queste società sono ancora completamente divise al loro interno e gran parte della popolazione è costretta a sopravvivere in un regime di ingiustizia sociale. In Palestina il ciclo di violenza sembra inarrestabile e l'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, è un simbolo dell'opportunismo feroce dei poteri politico-militari. L'isola fu venduta dal governo britannico agli Stati Uniti nel 1960. Gli abitanti indigeni, diretti discendenti degli schiavi, vennero trasferiti con la forza negli slums di Port Louis nelle Mauritius. Ancora non sono tornati a casa mentre l'isola rimane la terza base militare statunitense nel mondo, con un importante ruolo strategico rispetto al Medio Oriente. Come scrive lo stesso autore: "Questo libro intende dimostrare che l'imperialismo è di una forza "benevola e moralizzatrice". Ciascun capitolo è ambientato in un paese che ho imparato a conoscere grazie al mio lavoro di reporter. Insieme ai fatti storici ho provato a raccontare in parte ciò che ho visto e che mi ha commosso: le sofferenze quotidiane, il disincantato senso dell'umorismo e la generosità di vite vissute in posti lontani da noi". Pilger dà voce a chi subisce i grandi cambiamenti geopolitici e ci svela, senza ombre, la verità nascosta.
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Giardini. Riflessioni sulla condizione umana
di Robert Pogue Harrison
editore: Fazi
pagine: 250
In questo "romanzo dei giardini" l'Eden è il protagonista, anche zoologico; segue l'Academos platonica, poi il giardino "priva
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Storia del libertinaggio e dei libertini
di Didier Foucault
editore: Salerno Editrice
pagine: 504
La sfida al dogma religioso e la ricerca dei raffinati piaceri della carne: l'età moderna del XVII secolo, libera e laica
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Che Guevara
di Jon Lee Anderson
editore: Fandango Libri
pagine: 1180
Per scrivere la biografia di Ernesto Che Guevara, Anderson ha vissuto per tre anni a La Habana e per realizzare le sue intervi
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Attila
di Michel Rouche
editore: Salerno Editrice
pagine: 382
Michel Rouche ci consegna un ritratto avvincente dell'uomo che riuscì in vent'anni a cambiare per sempre la storia, basato sul
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Adriano
di Yves Roman
editore: Salerno Editrice
pagine: 465
Personalità esuberante e poliedrica, l'imperatore Adriano (76-138 d
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Che. Una vita rivoluzionaria
di Jon Lee Anderson
editore: Feltrinelli
pagine: 896
Nel 1995 un generale boliviano rivela a Jon Lee Anderson che il corpo del Che è stato sepolto segretamente in una fossa scavat
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I padroni dell'umanità. Saggi politici (1970-2013)
di Noam Chomsky
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 264
In questa raccolta - che antologizza oltre quarant'anni di lotte e di pensiero - è il rigore dell'analisi a trascinare sul banco degli imputati i "padroni dell'umanità" e le idee che per decenni, anzi secoli, hanno giustificato lo sfruttamento capitalistico e le guerre, dal Vietnam al Nicaragua, dal Centro America alla Serbia e all'Iraq. Principali accusati restano gli Stati Uniti: un'economia ufficialmente liberista ma in realtà sovvenzionata dallo Stato, una visione "messianica" del proprio ruolo nel mondo, una società dominata dalle multinazionali, la manipolazione dell'opinione pubblica per costruire un "consenso senza consenso" e piegare le masse "stupide" alla volontà di pochi "illuminati", la deroga al principio di universalità che vorrebbe regole uguali per tutti nel diritto internazionale, l'indifferenza e anzi l'occultamento della catastrofe ambientale: sono questi per Chomsky gli elementi fondanti di un potere non solo statunitense ma globale, che agisce per assoggettare i popoli e fare gli interessi di pochi, con il consenso e il belletto intellettuale fornito dalle tecno-intellighenzie di turno. Questo universale richiamo morale è il fiume carsico di tutte le opere di Chomsky, una delle voci più autorevoli dei nostri tempi, in grado come pochissimi altri di pronunciare verità indocili e di indicare la strada di un vero cambiamento. Introduzione di Marcus Raskin.
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