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Libri di M. R. Marella

Che bella parola! Parole di ieri e di oggi

di Marella Nappi

editore: Einaudi ragazzi

pagine: 82

L'italiano è una lingua formidabile
15,00

La signora Gocà

di Marella Agnelli

editore: Adelphi

pagine: 236

"Erano gli anni Ottanta - e le chiedevo se aveva messo 'pen on paper', come amava dire Marella. A volte sì, più spesso no, rispondeva. C'erano sempre troppe cose che succedevano e si succedevano. Eppure le pagine lentamente si depositavano. Ma non sarebbero mai state rievocazioni arrotondate, piallate, aggiustate da quella somma falsaria che è la memoria. Erano schegge di infanzia e adolescenza, giustapposte, imperiose. Fra vaste lacune, si disponevano in una sequenza di tracce vivide: impressioni, espressioni, vestiti, colori, frasi, materie, piante, odori, accenni di sentimenti, che si profilavano e si nascondevano. Nomi di luoghi che schiudevano immagini accessibili soltanto a chi ne stava scrivendo. Innanzitutto una villa, 'I Cancelli', sulle colline di Firenze, dove era apparsa "la Signora Gocà", in un gioco di bambini. E poi Ratzötz, Balta-Liman, il Roncaccio. Alla fine, Roma. La psicologia: sempre implicita, mai dichiarata, come se stesse a poco a poco uscendo dal bozzolo dell''opaca adolescenza'. E, più ancora della narratrice, illuminava di sguincio la madre Margaret, i fratelli Carlo e Nicola, il padre Filippo, la nonna Meralda, le prime amiche, che avevano lasciato un segno indelebile. E un mondo intero, fascinoso e angoscioso, che si sarebbe dissolto per sempre con la fine della guerra e il boogie-woogie." (R. C.)
12,00

La signora Gocà

di Marella Agnelli

editore: Adelphi

"Erano gli anni Ottanta - e le chiedevo se aveva messo 'pen on paper', come amava dire Marella. A volte sì, più spesso no, rispondeva. C'erano sempre troppe cose che succedevano e si succedevano. Eppure le pagine lentamente si depositavano. Ma non sarebbero mai state rievocazioni arrotondate, piallate, aggiustate da quella somma falsaria che è la memoria. Erano schegge di infanzia e adolescenza, giustapposte, imperiose. Fra vaste lacune, si disponevano in una sequenza di tracce vivide: impressioni, espressioni, vestiti, colori, frasi, materie, piante, odori, accenni di sentimenti, che si profilavano e si nascondevano. Nomi di luoghi che schiudevano immagini accessibili soltanto a chi ne stava scrivendo. Innanzitutto una villa, 'I Cancelli', sulle colline di Firenze, dove era apparsa "la Signora Gocà", in un gioco di bambini. E poi Ratzötz, Balta-Liman, il Roncaccio. Alla fine, Roma. La psicologia: sempre implicita, mai dichiarata, come se stesse a poco a poco uscendo dal bozzolo dell''opaca adolescenza'. E, più ancora della narratrice, illuminava di sguincio la madre Margaret, i fratelli Carlo e Nicola, il padre Filippo, la nonna Meralda, le prime amiche, che avevano lasciato un segno indelebile. E un mondo intero, fascinoso e angoscioso, che si sarebbe dissolto per sempre con la fine della guerra e il boogie-woogie." (R. C.)
12,00

Ho coltivato il mio giardino

di Marella Agnelli

editore: Adelphi

pagine: 303

Marella Agnelli è il raro caso di una persona che è uno stile, un modo di essere. Fin da quando Richard Avedon la fissò in un celebre ritratto e la definì "il cigno" - definizione poi ripresa da Truman Capote -, Marella Agnelli ha attraversato le fasi più turbolente e affascinanti del secondo Novecento con passo leggero e somma eleganza, sempre "coltivando il suo giardino", dando forma a luoghi e case, nonché a orti e parchi, applicando ovunque il suo tocco sobrio e ammaliante. E in questo libro racconta, in conversazione con la nipote Marella Caracciolo Chia, come tutto questo è avvenuto.
55,00

Abitare la grande bellezza. Viaggio in Italia fra creatività e stile

editore: Rizzoli

pagine: 303

Uno sguardo nell'universo privato di alcune delle più belle dimore di artisti, artigiani, interior designer, collezionisti e aristocratici che abitano l'Italia contemporanea. Oberto Gili e Marella Caracciolo Chia ci accompagnano in giro per l'Italia, nelle case di alcuni dei frequentatori più eleganti del nostro Paese. Dalle tenute della campagna toscana alle spettacolari ville al mare, dai palazzi di Palermo alle residenze cittadine di Torino, Milano, Venezia, Roma e Napoli, tutte le case rivelano la personale visione estetica dei proprietari e l'irresistibile fascino del paesaggio italiano. Ciascun interno racchiude sorprese e al contempo fornisce al lettore ispirazione creativa, nel riflettere il gusto e il talento di chi vi abita o vi ha abitato, come il designer Carlo Mollino, lo studioso di arte e letteratura Mario Praz, gli artisti Sadro Chia e Alessandro Twombly. Accanto alle dimore di artisti e artigiani figurano poi gli ambienti realizzati da immaginifici architetti e interior designer, come Camilla Cuinness, Roberto Peregalli e Laura Sartori Rimini.
65,00

Di cosa parliamo quando parliamo di famiglia

editore: Laterza

pagine: 132

Che cos'è la famiglia? Come e perché diventa un'istituzione giuridica? E quale tipo di comunità familiare è 'famiglia' per il
12,00

Welcome style. Regole e consigli per rinnovare la casa a costo zero

di Paola Marella

editore: Rizzoli

pagine: 143

Per dare un'impronta chic al salotto, un tocco moderno alla camera da letto o rendere più accogliente l'ingresso basta usare cromie e tessuti, recuperare vecchi mobili, studiare soluzioni creative per mettere in luce i pregi delle stanze e nasconderne i difetti, ma soprattutto... serve seguire Paola Marella nel percorso di questo libro. Gli stili: una galleria fotografica illustra tante soluzioni decorative diverse: per lustrarsi gli occhi e farsi ispirare. Gli esempi: abili professionisti trasformano locali anonimi in ambienti speciali: per copiare i progetti e riproporli in casa propria. La pratica: le istruzioni alla base del fai-da-te casalingo: per rimboccarsi le maniche e mettersi all'opera!
14,90

Una parentesi luminosa. L'amore segreto fra Umberto Boccioni e Vittoria Colonna

di Marella Caracciolo Chia

editore: Adelphi

pagine: 177

Quando incontra Umberto Boccioni, Vittoria Colonna ha trentacinque anni, e da quindici è la moglie di Leone Caetani di Teano. Un'unione, la loro, che suggellava il riavvicinamento fra due grandi dinastie romane acerrime rivali sin dal Medioevo; e tuttavia non esattamente felice: lei passa gran parte del suo tempo prendendo lezioni di pittura, viaggiando su e giù per l'Europa e frequentando il gran mondo; Leone si occupa delle sue terre di Cisterna o persegue i suoi studi di islamistica nella biblioteca di palazzo Caetani. Nel giugno del 1916, mentre Leone è al fronte, Vittoria trascorre le sue giornate nella quiete irreale dell'Isolino di San Giovanni, la più piccola delle Borromee, che ha affittato per l'estate, occupandosi del giardino e scrivendo lettere al marito. Umberto Boccioni (che all'epoca ha trentatré anni, è in attesa di tornare a combattere e sta consumando una difficile rottura con il gruppo futurista) è ospite dei marchesi della Valle di Casanova a Villa San Remigio, sulla sponda orientale del Lago Maggiore. Dopo un primo incontro dai Casanova, il tormentato Boccioni e la irrequieta nobildonna si vedranno ogni giorno. E, nel corso del mese di luglio, Boccioni sarà a due riprese ospite di Vittoria all'Isolino. L'ultimo soggiorno si conclude il 23 luglio; meno di un mese dopo, il 17 agosto, morirà a causa di una caduta da cavallo; nel suo portafogli, l'ultima delle lettere ricevute da Vittoria.
20,00

Studi 1903-1962

di G. Olinto Marella

editore: Il mulino

pagine: 612

"Quello non era un professore come gli altri". Così scrisse sul "Comete" Indro Montanelli, allievo nel 1922 di don Marella al liceo di Rieti, città fra quelle per cui il sacerdote ebbe a peregrinare: Treviso, Pola, Rieti, Ferrara, Bologna (dove infine poté fermarsi), là dove riuscisse a ottenere una cattedra di Storia e filosofia, il cui insegnamento nelle scuole pubbliche si era reso per lui necessario dovendo provvedere al mantenimento proprio e della madre vedova. Sacerdote dalla vocazione decisa e precoce. Olinto Manella, consacrato nel 1904, era stato infatti sospeso a divinis nel 1909: sanzione dovuta al forte impegno sociale e a metodi ritenuti troppo moderni nell'educazione di giovani e adulti, cosi come all'ospitalità da lui concessa allo scomunicato Romolo Murri, amico dai tempi del seminano; e che gli venne revocata solo dopo sedici lunghi anni. La canta evangelica si accompagnava in padre Marella ad una intelligenza brillante e coltissima, di cui è testimonianza la produzione scientifica raccolta in questo volume: opere da lui tradotte, annotate e introdotte, articoli, appunti, scritti inediti di vario genere. Accompagnati, in aiuto alla lettura, da saggi di studiosi e docenti universitari, gli scritti qui offerti mostrano l'esprit de finesse che pure aveva saputo affascinare gli allievi di un uomo che - ancora parole di Montanelli- "aveva la grazia"; che "possedeva qualità che non erano umane". Prefazione di Daniele Menozzi.
48,00

Arredo casa disperatamente. Manuale per arredare e decorare la tua casa

di Paola Marella

editore: Rizzoli

pagine: 255

Il libro affronta i rudimenti dell'arredamento di interni con informazioni tecniche di grande leggibilità, indicazioni stilist
21,50

Sovrane fragilità. Le Fabbriche Reali di Capodimonte e di Napoli. Catalogo della mostra (Torino, 11 maggio-26 agosto 2007)

editore: Mondadori Electa

pagine: 140

La mostra organizzata dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, svela il fascino e l'arcana bellezza dei capolavori delle Manifatture Reali Borboniche di Capodimonte e di Napoli. Attive dal 1743 al 1759 la prima e dal 1772 al 1806 la seconda, riuscirono a esprimere la cultura e il gusto del loro tempo. La fabbrica di Capodimonte trae motivi e fonti di ispirazione dal rococò francese di Watteau e Lancret, dalle raffinatissime porcellane di Meissen ma anche dalla pittura rococò veneziana di Piazzetta o Pietro Longhi, oltre che dal gusto per la "chinoiserie" imperante in Europa, nel cui segno Carlo di Borbone fece eseguire - per la moglie Maria Amalia di Sassonia - il celebre Salottino di porcellana di Portici, oggi conservato nel Museo di Capodimonte. Le porcellane della fabbrica di Napoli, voluta da Ferdinando IV, sono tra i simboli più pregiati della cultura neoclassica che si stava imponendo nel tardo Settecento grazie alle campagne di scavo di Ercolano e Pompei nelle quali furono scoperti straordinari reperti di sculture, affreschi, bronzi e suppellettili che ispireranno gli artisti della Manifattura con il ricco repertorio di modelli, forme e decori celebrati in tutta Europa.
38,00
23,24

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