Libri di Marcello Neri
Il corpo di Dio. Dire Gesù nella cultura contemporanea
di Marcello Neri
editore: Edb
pagine: 144
Il corpo del logos, «bello o brutto, splendente o piagato e piegato» (P. Sequeri), è l'unica condizione cristiana della pensabilità di Dio; non vi è altro differenziale che giustifichi la presenza del cristianesimo sulla scena del mondo. Gesù è il Dio toccato dalla storia e la storia è il luogo in cui questo Dio è messo alla prova. Parlare di Dio nel corpo di Gesù vuol dire collocare il discorso teologico cristiano nel cuore della cultura contemporanea. Non si tratta solamente di un'interlocuzione con la contemporaneità, con le sue ragioni e i suoi tratti problematici, ma del posizionamento in cui ne va del cristianesimo stesso di essere un 'possibile effettivo' nel plurale della socialità europea. Il compito pubblico della teologia «non consiste nel raccogliere i frammenti disseminati del cristianesimo in una nuova forma unitaria di coestensione della fede alla socialità, ma nel percepire il "cristiano", che abita ormai ospitalmente in corpi estranei, riconoscendolo come proprio esattamente in questa sua estraneità senza ritorno e consegnandolo definitivamente a essa» (dal capitolo III). Lo studio tenta di dire il Dio di Gesù nella cultura contemporanea, non come privilegio di una fetta eletta di popolo, ma a favore plurale della socialità.
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Il monte e la senape. Meditazioni sul simbolo apostolico
di Marcello Neri
editore: Edb
"Forse non ce ne accorgiamo, ma ogni volta che confessiamo la fede durante la celebrazione dell'eucaristia iniziamo con "io": "Io credo...". Quello/a che crede sono proprio io, con la mia storia, i miei desideri, le mie fragilità e le mie passioni. In primo luogo, questo vuol dire che nella fede c'è spazio proprio per me - non per un'idea di me, ma per quello che realmente sono. In secondo luogo, questo vuol dire che senza di me la fede non ha voce, non ha volto. Infine, questo significa che il Signore è ben lieto che sia io a confessare la fede, che Egli non ha paura di quello che io sono, di come sono fatto/a; e che l'ultima cosa che gli verrebbe in mente è di pensare che le mie doti personali, come i miei limiti, possano essere qualcosa che nuoce all'Evangelo e alla fede. Non c'è credere, dunque, senza "io"". I vari capitoletti di commento agli articoli del Credo sono nati da una catechesi ai giovani in forma di lectio brevis: un tema del simbolo apostolico, un passo della Bibbia come riferimento ispirativo, una paginetta di commento, poi la possibilità di una breve condivisione. "Il venerdì sera in parrocchia, prima del ritrovo in altri lidi del gruppo, il tutto in mezz'ora scarsa...".
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