Libri di Marco Romano
La città delle donne. Desiderio e bellezza
di Marco Romano
editore: La nave di Teseo +
pagine: 240
Le città europee sono più di un luogo fisico, più della somma dei loro edifici, sono l'esito di una "intenzione estetica" che
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La piazza europea
di Marco Romano
editore: Marsilio
pagine: 197
Le strade e le piazze costituiscono la sfera collettiva del nostro vivere la città, piccola o capitale che sia
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Frenesie da una paralisi
di Marco Romano
editore: Gruppo Albatros Il Filo
pagine: 86
La silloge di Marco Romano si presenta come una commistione affascinante di lirismo descrittivo, potenza evocativa e ironia pungente. Miscellanea impreziosita da un impianto formale sontuoso e impeccabile: uno stile ricercato e sempre raffinato, alla ricerca del virtuosismo e della trovata singolare, esaltato da una struttura cadenzata e sincopata. Quello che meraviglia il lettore è la capacità dell'autore di declinare con sorprendente e inesorabile disinvoltura la sua ricchezza linguistica in una forma standardizzata e schematica: una rigida metrica da ballata classica, che contribuisce a conferire alle liriche un'aura allegorica di mistero e di solenne epicità. Oltre che un suggestivo tono affabulatorio. Frenesie da una paralisi si propone come un'opera concettuale. Rappresenta infatti una sorta di affresco panoramico del tempo e dell'esistenza vissuta dal giovane poeta: una vita che, pur ancora "bambina", gli ha già dischiuso verità fondamentali.
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La città come opera d'arte
di Marco Romano
editore: Einaudi
pagine: 114
La città europea è da sempre l'ambiente della civitas democratica occidentale. Quello dove i cittadini si riconoscono come tali, dove sono cresciuti i diritti umani e le libertà. Per questo i muri dell'urbs sono stati immaginati con la pretesa di offrire una prospettiva di eternità nella quale radicare le speranze terrene e riconoscersi pienamente come cittadini. Il degrado delle periferie europee, i cui abitanti sono privati della loro appartenenza alla civitas è uno dei disastri del Novecento. L'Europa è stata capace di risollevarsi dalle sbandate per i totalitarismi, salvata dall'antica radice democratica della civitas, ma non sembra ancora avviata a rigenerare con altrettanta consapevolezza la consolidata figura dell'urbs. Senza alcuna nostalgia tradizionalista, Marco Romano invita a riscoprire il linguaggio consolidato attraverso i secoli nella sfera estetica della città. Quel linguaggio che non è soltanto una declinazione artistica tra le tante, ma il solo modo con il quale la civitas esprime il sentimento della propria cittadinanza e il riconoscimento della dignità dei suoi cittadini.
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