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Libri di Marco Spesso

A proposito di Genova

di Marco Spesso

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 193

Sulle acque: l'incessante viavai delle pilotine che rimorchiano le navi; un'enciclopedia completa ed esatta di design navale. Dappertutto il continuo, senza sosta, lavoro degli uomini: piloti, ormeggiatori, gruisti, terminalisti, operai, manovali. Ogni tipo di rumore tecnologico: le sirene dei turni che come orologi sonori scandiscono la vita della città; i concerti meccanici dei macchinari; le voci varie di chi lavora. Però tutto è assorbito dalla vasta distesa dell'elemento marino. Qui è il cuore segreto della città, la sua più intima motivazione di esistere, più che nei caruggi, più che nei musei. Chi trascorre il capodanno in città riceve in dono un'emozione: allo scoccare della mezzanotte le navi alla fonda salutano l'anno nuovo attivando le loro sirene in un coro possente che è come un muggito prolungato.
16,00

Caterina Marcenaro. Musei a Genova 1948-1971

di Marco Spesso

editore: Ets

pagine: 80

Nel corso degli ultimi trenta anni le funzioni dei musei hanno conosciuto una rapida ed incisiva trasformazione, poiché si sono estese progressivamente ad ambiti sociali e a servizi del tutto originali rispetto al passato. L'analisi di un coerente ed organico programma museografico quale quello messo in atto dal comune di Genova negli anni '50- '80 può offrire vari spunti per una proficua riflessione critica sulla realtà attuale in virtù del suo risultare decisamente desueto rispetto ai bisogni - reali o indotti - delle nuove tipologie di visitatori. La ricerca costante di un'intima aderenza reciproca fra le forme ed i contenuti (non solo propriamente disciplinari, bensì anche nel senso più generale culturale e sociale), in nome di un umanesimo che assorbiva vari apporti delle scuole di pensiero del Novecento, condusse infatti Caterina Marcenaro (1906- 1976) ad esiti che tanto più offrivano spazio alla sperimentazione formale modernista quanto più rimanevano fedeli ad un pensiero strutturato, ben diversamente, quindi, da quella disgregazione che oggi incarna le esigenze non più di cittadini consapevoli e partecipi bensì di semplici consumatori, sprovvisti di una congrua memoria storica.
10,00

Rotte atlantiche dell'architettura italiana. Il nordeste al tempo dell'egemonia dello zucchero brasiliano (1549-1676)

di Marco Spesso

editore: Ets

pagine: 214

Con la descrizione delle coste brasiliane Amerigo Vespucci diede vita alla percezione di quella terra come un nuovo Eden. L'idea del giardino della Grazia corre sotto traccia nei due differenti modelli di colonizzazione sperimentati nella fase caratterizzata dall'egemonia mondiale della produzione di zucchero del Nordeste. Gli ordini religiosi da un lato e, dall'altro, un politico di genio e di cultura umanista come il principe Johan Maurits van Nassau-Siegen, introdussero in quelle regioni qualità architettoniche consustanziali ad un'intima sacralità dei luoghi. Il Brasile è oggi un'immensa realtà sub-continentale, assai articolata e composita, lanciata in uno sviluppo economico vertiginoso che la induce verso un'orgogliosa rivendicazione di autonomia dalle proprie radici coloniali. Eppure non possono essere posti in discussione i legami con la cultura europea: ciò è testimoniato soprattutto nell'architettura, ove è possibile recuperare molteplici apporti, non casuali ed effimeri né estrinseci, provenienti dall'ambiente artistico toscoromano e da quello veneziano. Le architetture costruite nella lunga e travagliata età dello zucchero offrono, pertanto, non solo numerose testimonianze di notevole valore estetico ma anche preziosi documenti storici per la ricostruzione dei canali di diffusione della cultura delle diverse scuole italiane d'architettura nei paesi europei e, successivamente, nei loro rispettivi dominî d'oltremare.
18,00
18,00

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