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Libri di Mario Pirani

Libera Chiesa in libero Stato

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 96

I discorsi che Cavour tenne al primo parlamento italiano, in cui viene avanzata la formula classica "libera Chiesa in libero Stato", sono tornati in questi ultimi anni, di estrema attualità. Il Giubileo del 2000 ha definitivamente consacrato la rivincita postuma di Pio IX? La Repubblica italiana si appresta a svolgere nell'Unione Europea il ruolo che lo stato pontificio aveva nell'Italia del XIX secolo? Il libro riporta i discorsi parlamentari e quelli tenuti alla Camera dei Deputati e al Senato da Cavour. Commento di Francesco Ruffini e prefazione di Mario Pirani.
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Poteva andare peggio. Mezzo secolo di ragionevoli illusioni

di Mario Pirani

editore: Mondadori

pagine: 430

Comincia in tono confidenziale il lungo viaggio di Mario Pirani attraverso ottant'anni di vita italiana. Dall'infanzia, alla giovinezza, trascorsa durante un periodo tra i più bui del Novecento. Nell'atmosfera colma di speranze dell'immediato dopoguerra, l'impeto creativo del marxismo togliattiano indurrà il giovane Pirani ad accogliere il verbo comunista. Ma dopo i sanguinosi fatti di Ungheria del 1956 e l'aspro dibattito che si aprì all'interno del partito, anche per Pirani arrivò il giorno in cui tutto "suonò assurdo". Nel 1961 la "cesura netta" della sua esistenza, che lo porta a uscire dall'"Unità" e dal Pci e accettare un'offerta di lavoro all'Eni di Enrico Mattei. In queste pagine - che si concludono alla soglia dell'avventura professionale del quotidiano "la Repubblica" - Pirani rievoca, alternando cronaca personale e memoria storica, una stagione "felice quanto illusoria". Il suo sguardo, sempre penetrante ma anche ironico e divertito, riesce a evocare, al di fuori di ogni posa oleografica, una folla variegata di personaggi in una sorta di personalissimo spettacolo del Novecento italiano. Al termine di una lunga stagione nella quale molte delle "ragionevoli illusioni" degli uomini e delle donne usciti dalla guerra non si sono realizzate, "Poteva andare peggio" sembra volerci dire, con il timbro del volontario disincanto, che l'impegno di una generazione non è stato del tutto vano.
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