Libri di Marta Bertolino
Psicologia giuridica. Prova scientifica, imputabilità e vizio di mente
di Marta Bertolino
editore: Vita e Pensiero
pagine: 336
La Psicologia giuridica rappresenta una disciplina di incontro e di dialogo fra saperi diversi, con l'obiettivo di offrire un
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Analisi critica dei delitti contro l'amministrazione della giustizia
di Marta Bertolino
editore: Giappichelli
pagine: 244
Tra gli argomenti trattati: Tutela dell'amministrazione della giustizia; Le principali condotte di omissione nei delitti contro l'attività giudiziaria; Ancora per una tutela strumentale e prodromica del processo: falsi reati e false incolpazioni; La tutela della funzione giurisdizionale nel processo: dal rifiuto di uffici legalmente dovuti alle condotte di falso e di frode processuale; Premialità e non punibilità: interessi a confronto; Le infedeltà processuali del patrocinatore e del consulente tecnico; La tutela penale dei provvedimenti del giudice penale; La difesa arbitraria delle proprie ragioni.
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Adulti e minori davanti alla legge
editore: EDUCatt Università Cattolica
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La televisione del crimine
di Gabrio Forti
editore: Vita e pensiero
pagine: 792
I mass media esercitano un formidabile impatto sui modi di pensare anche delle persone meno propense a lasciarsi suggestionare. I fatturati del mercato pubblicitario sarebbero del resto inspiegabili se coloro che vi investono non pensassero di poter orientare le scelte di lettori e telespettatori. In campo criminale, giornali e televisioni, più che essere causa diretta di comportamenti delittuosi (cosa non facile da dimostrare), influenzano le modalità con cui il pubblico percepisce e interpreta i fatti e, indirettamente, condizionano la pressante, e spesso irrazionale, domanda di sicurezza rivolta alla politica.
La monetizzazione del tempo televisivo e dello spazio giornalistico (sempre più forte da quando anche i media sono diventati attori della new economy) rimuove o contrae il tempo del pensiero e del discorso. «L’informazione è come il caffè: è buona quando è calda e forte». così i ‘messaggi’ si appiattiscono sul dominio del senso comune, sul registro del curioso, del divertente, del sensazionale e del pruriginoso. Di qui l’interesse dei media per i crimini, in particolare i più violenti ed efferati. Nelle rare occasioni in cui si occupano anche del crimine economico, essi vanno subito alla ricerca di un ‘capro espiatorio’, invece di aiutare lettori e spettatori a comprendere l’accaduto. La ‘torcia fiammeggiante’ che giornali e televisioni brandiscono quando si occupano del crimine è spesso impugnata, più che per chiarire e approfondire gli eventi, per far presa sul pubblico attraverso il ‘delitto di turno’, in grado di ripagare con migliori indici di ascolto il prezioso tempo mediatico investito.
Alla luce di tali considerazioni, questo libro presenta e discute un’imponente ricerca criminologica, psicologica e mediologica sulla rappresentazione televisiva e giornalistica del crimine in Italia, raccogliendo le voci di alcuni tra i massimi esperti mondiali della materia, oltre che di autorevoli giornalisti, chiamati a commentare i risultati dell’analisi svolta sulle loro testate.
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