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Libri di Maurizio Ferraris

Comunismo digitale. Una proposta politica

di Maurizio Ferraris

editore: Einaudi

pagine: 160

L'intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web
Disponibilità immediata
13,00

Filosofia teoretica

editore: Il mulino

pagine: 333

Il manuale offre un profilo chiaro e aggiornato della filosofia teoretica, utile a guidare gli studenti nell'acquisizione di c
Ordinabile
28,00

Goodbye Kant! Cosa resta oggi della Critica della ragion pura

di Maurizio Ferraris

editore: Bompiani

pagine: 153

La "Critica della ragion pura" è un monumento del pensiero moderno e un incubo per gli studenti
Fuori catalogo
9,00

La fidanzata automatica

di Maurizio Ferraris

editore: Bompiani

pagine: 202

Cent'anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: "Pensai a ciò che chiamai una 'fidanzata automatica', intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura... Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no". Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate "opere d'arte". Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c'è una cosa che l'opera d'arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d'arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell'autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia.
Fuori catalogo
12,00

Il gusto del segreto

editore: Laterza

pagine: 194

Per tre anni Jacques Derrida e Maurizio Ferraris si sono incontrati e hanno affrontato insieme i "nodi" principali della filosofia di Derrida e le grandi questioni del nostro tempo. Da questi incontri è nato un libro. Al fondo del dialogo, che consta (arricchito nell'ultima parte da una conversazione a tre con Vattimo) di sette sezioni, un saggio di Ferraris, che propone una nuova interpretazione del pensiero di Derrida, collegandolo a quello di grandi filosofi come Heidegger, attraverso Aristotele, Cartesio, Locke, Leibniz, Kant, Hegel, Husserl, Wittgenstein. Il volume è arricchito da una bibliografia completa delle opere di Derrida.
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15,49

Estetica razionale

di Maurizio Ferraris

editore: Cortina raffaello

pagine: 648

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36,00

Introduzione a Derrida

di Maurizio Ferraris

editore: Laterza

pagine: 167

In questo volume Maurizio Ferraris, ordinario di Filosofia teoretica nell'Università di Torino, presenta un'esposizione completa, critica e concisa, non dello stile o delle suggestioni di Derrida, ma delle sue teorie.
Ordinabile
13,00

Sans Papier. Ontologia dell'attualità

di Maurizio Ferraris

editore: Castelvecchi

pagine: 231

Migrazione, globalizzazione, intercettazione: che cosa hanno in comune i tre fatti fondamentali del mondo contemporaneo? L'essere senza carta, ma non senza scrittura. In che senso? Il sans papiers, al plurale, il senza carte, il senza casta, il prototipo del nomade, è in questo libro, il punto di partenza per una originale teoria del documento, di ciò che trasforma la nuda vita, la vita alla mercé di tutti, in una vita vestita, protetta dalle carte. O comunque dalla scrittura. Perché sans papier, alla lettera e al singolare, significa che oggi, e per la prima volta in tanti secoli, le registrazioni non avvengono più, esclusivamente, su carta. Eppure si assiste a una esplosione di scrittura senza carta che, ben più degli aerei, sta alla base della globalizzazione. E della intercettazione. Anche a non avere carte, basta avere un telefonino ed eccoci tracciati, rintracciati, intercettati. Terzo senso, dunque, del sans papier, la crescente minaccia della privacy che viene dal mondo, per così dire, della tracciatura. Sans papier è dunque il nocciolo politico e ontologico del nostro mondo, e indica un problema che abbisogna forse di una Magna Charta.
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14,00

Una ikea di università. Alla prova dei fatti

di Maurizio Ferraris

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 172

Come nei romanzi di Thomas Mann, spesso le cose gravi si annunciano attraverso la farsa
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12,00

Piangere e ridere davvero. Feuilleton

di Maurizio Ferraris

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 100

Qualche anno fa milioni di persone hanno pianto per la morte di Lady D, e non è difficile immaginare un carcerato nel braccio della morte che piangeva come un vitello guardando i funerali. Bene, nessuno ha dubitato che il pianto delle folle, condannato a morte compreso, fosse un pianto autentico. Ma se le cose stanno così, se un carcerato nel braccio della morte piange veramente per Diana Spencer, perché c'è chi sostiene che chi piange per Anna Karenina non piange davvero? E perché, d'altra parte, nessuno ha mai dubitato che chi ride delle barzellette, che sono racconti di finzione, rida davvero? Che cosa significa piangere e ridere davvero? Mescolando cultura alta e cultura bassa, Maurizio Ferraris offre un feuilleton filosofico che indaga i paradossi dell'arte e della vita.
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11,00

Estetica razionale

di Maurizio Ferraris

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 673

Punto di svolta nel dibattito sull'estetica, l'opera di Maurizio Ferraris, ora presentata in una nuova edizione, rilegge l'int
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39,00

Lasciar tracce: documentalità e architettura

di Maurizio Ferraris

editore: Mimesis

pagine: 93

Questo piccolo libro documenta una lectio magistralis tenuta da Maurizio Ferraris nel gennaio 2011 alla Facoltà di Architettura di Napoli e il dibattito che ne seguì. Argomento centrale è il rapporto tra la sua teoria della Documentalità e l'Architettura ma il libro testimonia anche di un complessivo ragionamento sull'arte, sul design, sull'architettura e sulla memoria, e costituisce quindi un primo tratteggio di una teoria del documento/monumento sub speciae architectura. Si tratta di uno di quei "casi fertili" in cui la filosofia e il filosofo - come ha rilevato Roberto Casati si pongono delle domande su una certa disciplina cui la disciplina stessa non saprebbe rispondere con i soli propri mezzi e tali risposte possono consentire all'Architettura, antica disciplina, di progredire nelle sue specifiche ed autonome indagini sulla realtà e sul mondo. In questo senso potrebbe valere esemplarmente la nozione Heideggeriana di "apertura-di-un-mondo", da intendersi come una luce (Lichtung) che rischiara i nessi fondamentali e continui tra la Theoria (Filosofia) e l'Arte (Architettura). Tutto questo in un'interpretazione "realista" e "fondata" della disciplina architettonica con un punto di vista generalista contro ogni specialismo settoriale o meramente tecnicista - in cui innanzitutto esistono delle verità inemendabili, dei fatti che vanno prima riconosciuti e solo poi interpretati.
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